Antonio Calbi riconfermato direttore del Teatro di Roma per il triennio 2018-2020

Scritto da  Mercoledì, 09 Maggio 2018 

Il Consiglio di Amministrazione del Teatro di Roma, presieduto da Emanuele Bevilacqua e del quale fanno parte Cristina Da Milano, Nicola Fano, Raffaele Squitieri, ha rinnovato l’incarico al direttore Antonio Calbi per il prossimo triennio. Nominato direttore dello Stabile capitolino nel maggio 2014, Antonio Calbi ha concluso il suo primo mandato e il nuovo triennio di direzione lo vedrà in carica fino ad aprile 2021.

 

2015 – 2016 – 2017
PER IL TEATRO DI ROMA – TEATRO NAZIONALE
UN TRIENNIO DI CRESCITA, SCOMMESSE E STABILITÀ
UN BILANCIO POSITIVO PREMIATO DAL PUBBLICO E DALLA QUALITÀ DELL’OFFERTA

IL NUOVO CORSO DELLO STABILE CAPITOLINO SI PRESENTA SOLIDO
CONSOLIDANDO LA TENDENZA ALL’INCREMENTO E ALLA STABILIZZAZIONE DEI RISULTATI

I NUMERI DEL TRIENNIO:
336 SPETTACOLI
330 ACCADIMENTI CULTURALI
79 PRODUZIONI
257 OSPITALITÀ
1.718 ALZATE DI SIPARIO - SPETTACOLI
576 ALZATE DI SIPARIO - ACCADIMENTI CULTURALI
447.919 SPETTATORI
37.340 ABBONAMENTI (STAGIONI 15/16 – 16/17 – 17/18)

Un triennio importante, di risultati virtuosi e obiettivi raggiunti, ma anche di stabilizzazione per il Teatro di Roma – Teatro Nazionale che si presenta oggi come una istituzione culturale connotata da una crescita consolidata.

2015-2016-2017 un triennio all’insegna del grande fermento creativo e produttivo che traccia un bilancio assai positivo registrando un aumento nelle varie attività: 336 spettacoli (di cui 79 produzioni e 257 ospitalità); 330 accadimenti culturali; 1.718 alzate di sipario spettacoli e 576 alzate di sipario accadimenti culturali; mentre i ricavi al botteghino sono cresciuti del 20%, il dato più eloquente è la crescita del numero di spettatori a 447.919 e degli abbonamenti che si assestano a oltre 13.600 nella Stagione 17/18 (rispetto ai 5.500 della Stagione 13/14) con un incremento del 60% delle card libere e del 59% delle card under 18).

Numeri significativi che raccontano come la conduzione del Teatro di Roma – presieduto da Emanuele Bevilacqua da marzo 2017 e diretto da Antonio Calbi da maggio 2014 con rinnovo del mandato fino ad aprile 2021 – abbia rilanciato lo Stabile capitolino allargando l’offerta di teatro e di cultura, rendendola trasversale e inclusiva, garantendone la qualità, sia sul piano della produttività, in osservanza della riforma del FUS (DM Franceschini 2014), che della programmazione, dei progetti speciali, delle numerose partnership.

Un bilancio premiato dall’aumento degli spettatori che oggi rappresentano una comunità di pubblico ampia e partecipe che ha affollato, condiviso e discusso le proposte del triennio punteggiato da produzioni e spettacoli “monumentali”, eventi e accadimenti culturali, progetti di impegno civile. Adempiendo così alla missione pubblica “allargata” che il Teatro di Roma ha perseguito negli ultimi quattro anni e che da ottobre 2017 si presenta come motore di un Sistema di Teatro Pubblico Plurale. Un modello teatrale innovativo e diffuso sul territorio, voluto dall’amministrazione capitolina, che mette in rete i Teatri in Comune (Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Villa Pamphilj, Silvano Toti Globe Theatre), con le sale del Teatro Argentina e del Teatro India, implementate dalla gestione diretta del Teatro del Lido di Ostia e del Teatro di Villa Torlonia, cui si aggiunge la riapertura temporanea del Teatro Valle.

Oggi il Teatro di Roma è ancora più plurale, centro di questo Sistema di teatri a vocazione pubblica, che lo consolida come una realtà capace di trasformare i propri spazi teatrali anche in “luoghi non convenzionali”, agorà polifunzionali di incontro con nuovi fruitori e per pubblici diversificati, come l’offerta che ha intercettato domande latenti e sollecitato di nuove.

Il triennio 2015-2016-2017 si conclude con un incremento in tutte le voci principali, assestando la tendenza alla crescita e alla stabilizzazione. Pertanto, il nuovo corso del Teatro di Roma si presenta solido, orientato al miglioramento continuo e al consolidamento dei risultati raggiunti.

LA DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA:
LE PRODUZIONI - LA CREATIVITÀ ROMANA

Durante il triennio il Teatro di Roma ha avviato un percorso di rilancio della propria identità culturale, in senso contemporaneo e come agorà civile della Capitale e del Paese, attraverso Stagioni strutturate in percorsi con vocazione multidisciplinare e rimandi ai temi del presente. Per un teatro plurale e aperto con al centro la drammaturgia contemporanea, declinata e interpretata da generazioni diverse di registi, autori e artisti, ad intrecciare tradizione e innovazione, con attenzione ai giovani talenti, protagonisti della nostra scena, riconosciuta o in ascesa.

Perni del progetto produttivo triennale sono state le regie (229 registi di cui 48 prodotti), le scritture del presente firmate da autori viventi (184 di cui 39 prodotti), le compagnie indipendenti (83 di cui 17 prodotte).
Il triennio è stato attraversato dai grandi maestri della scena internazionale come Peter Stein (Der Park), la ricerca contemporanea di Romeo Castellucci (Go down, Moses), l’estro argentino di Claudio Tolcachir (Emilia); agli artisti che rileggono la tradizione in termini di modernità e attualità come Federico Tiezzi (Calderón e Antigone), Mario Martone (Carmen), Toni Servillo (Le voci di dentro), Antonio Latella (Natale in casa Cupiello), Massimo Popolizio (Ragazzi di vita), Giorgio Barberio Corsetti (Re Lear), la Compagnia Umberto Orsini (Copenaghen); fino ai registi dell’età di mezzo, una geografia di talenti, sensibilità, intelligenze creative indipendenti, espressioni del territorio.

Numerosi gli artisti e le compagnie romane che il Teatro di Roma ha sostenuto e prodotto, tra gli altri: Fabrizio Arcuri (Sweet Home Europa, Candide, Ritratto di una Capitale, Ritratto di una Nazione), Lucia Calamaro (Diario del tempo e La vita ferma), Deflorian/Tagliarini (Quando non so cosa fare cosa faccio?), Veronica Cruciani (Preamleto), Lisa Ferlazzo Natoli con lacasadargilla (Lear di Edward Bond), Roberto Scarpetti (Viva l’Italia.Le morti di Fausto e Iaio, Prima della bomba e 28 battiti), Riccardo Caporossi (Mura), Fabrizio Parenti (I Furiosi), Brinchi/Spanò (Aminta), Eleonora Danco (dEVERSIVO), Giorgina Pi/Angelo Mai (Settimo Cielo), Jacopo Gassmann (Disgraced), Massimo Di Michele (Echoes).

Cuore dei nostri “paesaggi teatrali” è stato il polittico Ritratto di una Capitale - Ventiquattro scene di una giornata a Roma, sinfonia di racconti firmati da 26 autori, di ogni genere e generazione, che ha restituito al teatro l’immagine della città. Secondo momento del progetto Ritratto di una Nazione - L’Italia al lavoro, con 8 “scene” dall’Italia di oggi da altrettante regioni del Paese.

Inoltre, sui nostri palcoscenici una nutrita schiera di autori viventi di fama internazionale, tra gli altri l’americano di origini pakistane Ayad Akhtar, il francese Joel Pommerat, l’argentino Claudio Tolcachir e gli inglesi Caryl Churchill, Michael Frayn, Henry Nylor.

Nel rinnovare la funzione di agorà culturale e civile, il Teatro di Roma ha arricchito la programmazione con un articolato programma di manifestazioni, eventi culturali, seguiti e ampiamente partecipati con il Teatro Argentina esaurito in ogni ordine di posto: dai cicli Luce sull’archeologia, La verità vi prego sul denaro e Conversazioni sulle Rovine, alle proiezioni di film e documentari, dalle presentazioni di libri agli incontri con gli artisti, premi ospitati e omaggi a Luca Ronconi, Pina Bausch, Mariangela Melato, Pasolini, Aldo Moro.


PREMI E RICONOSCIMENTI

Tantissimi i riconoscimenti ricevuti dal Teatro di Roma che nel triennio 2015-2016-2017 fa incetta di premi arrivando ad un totale complessivo di 37 su una molteplicità di candidature. Questi premi alle produzioni, ai progetti speciali, alle attività in generale del Teatro di Roma ne confermano la vivacità e il suo felice momento di effervescenza. Grandi successi e risultati di prestigio che consolidano così il ruolo della cultura nella Capitale e sulla scena nazionale.

6 Premi Ubu, nel 2015 per Natale in casa Cupiello (a Monica Piseddu) e Go Down, Moses (per le scene); nel 2016 al Calderòn di Federico Tiezzi (migliore regia); nel 2017 tripletta con Massimo Popolizio per Ragazzi di vita (miglio regia) e con Giulia Lazzarini miglior attrice in Emilia scritto e diretto dall’argentino Claudio Tolcachir, a sua volta premiato come miglior nuovo testo straniero.

7 Premi Le Maschere del Teatro Italiano: nel 2015 al Natale in casa Cupiello di Antonio Latella (miglior regia) e a Der Park di Peter Stein (miglior attore emergente Alessandro Averone e migliore scenografia Ferdinand Wogerbauer); nel 2017 doppietta di Ragazzi di vita (migliore spettacolo dell’anno e migliore regia) e di Emilia (migliore attrice protagonista Giulia Lazzarini e migliore attrice non protagonista Pia Lanciotti).

4 Premi della Critica dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro: nel 2015 ad Antonio Latella per la regia di Natale in casa Cupiello e a Monica Piseddu per l’interpretazione; nel 2016 al Teatro di Roma e al direttore Antonio Calbi per il complesso dei progetti che hanno prodotto un significativo incremento di pubblico; nel 2017 a Massimo Popolizio per la regia di Ragazzi di vita.

5 Premi Franco Enriquez: nel 2015 a Piero Maccarinelli per L’Esposizione Universale; nel 2016 al Teatro di Roma e al direttore Antonio Calbi per la categoria Teatri e luoghi di spettacolo; nel 2017 per L’indecenza e la forma, di Giuseppe Manfridi, a Francesca Benedetti (miglior attrice) e Marco Carniti (miglior regia);

4 Premi Giovani Vincenzo Cerami: nel 2015 a Ferdinand Wogerbauer per la scenografia di Der Park; nel 2016 per Preamleto alla regista Veronica Cruciani e agli attori Manuela Mandracchia e Massimo Foschi;

3 Premi Anima: nel 2015 a Piero Maccarinelli per L’Esposizione Universale; nel 2016 a Dieci storie proprio così di Giulia Minoli e Emanuela Giordano e al direttore Antonio Calbi;

1 Premio Hystrio 2015 a Lino Musella per Natale in casa Cupiello;

3 Lupe Capitoline consegnate su indicazione del Teatro di Roma: nel 2015 a Peter Stein dal sindaco Ignazio Marino; nel 2016 a Peter Brook dal commissario Francesco Paolo Tronca; nel 2017 a Pina Bausch dal vicesindaco Luca Bergamo.

Al direttore Antonio Calbi sono andati nel 2016 il Premio Franco Enriquez per la direzione del Teatro di Roma; il Premio Anima “per l’idea di teatro come strumento sociale e agorà civile”; il Premio della Critica 2016 per il complesso delle attività del Teatro di Roma; il Premio Heraclea come “eccellenza espressa dalla regione Basilicata”, sua terra di origine “e per essere stato tra i promotori di Matera Capitale Europea della Cultura 2019”; il Premio Torre Normanna e il Premio Torre d’Argentino, entrambi riconoscimenti in arrivo dalla sua regione d’origine. Nel 2017 riceve il Premio Franco Cuomo International Award per la sezione Teatro. Infine, la Repubblica Francese lo nomina Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (2015) riceve l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana (2017).

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma

 

 

 

 

 

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