"A come Srebrenica" e " La donna fine del mondo" nei Teatri di Cintura di Roma (martedì 11 dicembre)

Scritto da  Redazione Teatro Sabato, 08 Dicembre 2012 

Martedì 11 dicembre i Teatri di Cintura dedicano una serata alla memoria di una guerra quasi dimenticata. Uno sguardo sul conflitto che sconvolse l’ex Jugoslavia, ricordato attraverso due spettacoli di estrema attualità. Due momenti per conoscere e confrontarsi con paesi tanto vicini quanto lontani. Al Teatro Biblioteca Quarticciolo l’attrice autrice Roberta Biagiarelli porta in palcoscenico “A come Srebrenica”, per ricordare uno dei capitoli più duri e vergognosi della lunga e tragica vicenda dei Balcani, la strage di Srebrenica. Mentre al Teatro Tor Bella Monaca  Duccio Camerini presenta “La donna fine del mondo”, uno spettacolo ispirato a racconti tradizionali serbi e agli scritti di Ivo Andrić.

 

 

 

 

 

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo
11 dicembre ore 21.00
A COME SREBRENICA
di Giovanna Giovannozzi, Roberta Biagiarelli, Simona Gonella
regia Simona Gonella
con Roberta Biagiarelli
Martedì 11 dicembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena uno dei capitoli più duri e vergognosi della lunga e tragica vicenda dei Balcani, la strage di Srebrenica avvenuta nel luglio di 17 anni fa che causò il massacro di oltre ottomila civili. A come Srebrenica è il monologo che l’attrice autrice Roberta Biagiarelli porta a teatro con la regia di Simona Gonella per riflettere e ricordare il più grave genocidio compiuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.
Un’attrice sola sul palcoscenico diventa narratrice e protagonista di una storia dove la ragion di stato e gli interessi di politica internazionale, hanno giocato a risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Lo spettacolo fa rivivere l’assedio e la caduta di Srebrenica per ricordare le vittime e puntare il dito sui carnefici: aggressori e aggrediti. “Dicono che chi è sopravvissuto a Srebrenica non può dire di avere sentimenti in corpo, e chi non l’ha conosciuta, non può dire di aver visto la guerra in Bosnia”. Oggi raccontare questa storia è sempre più difficile: “le parole rischiano di semplificare la complessità di ciò che è accaduto, di offendere il dolore di molti. E questo non è nelle nostre intenzioni – commenta Roberta Biagiarelli – Semplicemente abbiamo tentato di dare una voce agli eventi, di infilare tra le tante cose dette e taciute il nostro sguardo. Solo questo, e mai come ora, ci sentiamo tanto lontane dalla Verità.”
Tutto ha inizio intorno al 9 luglio 1995 quando l’armata serbo bosniaca attacca la Zona Protetta di Srebrenica e il territorio circostante. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in Srebrenica. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 9.000 civili di quella metà di luglio è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima, una storia di assedio.
La città era una enclave creata dall’Onu a tutela della popolazione bosniaco-musulmana ed era protetta da 429 caschi blu olandesi che non furono in grado di opporsi all’avanzata di Mladic, il comandante delle truppe serbo-bosniache che assediò la città. Molti degli abitanti caddero nel disperato tentativo di opporsi all’attacco, diversi altri fuggirono nei boschi. Quando le forze serbo-bosniache entrarono a Srebrenica, gli uomini fra i 14 e i 65 anni furono separati dal resto della popolazione. Molti furono giustiziati a freddo, gli altri furono fatti salire sui camion e non fecero più ritorno, altri uccisi nei boschi e sepolti in fosse comuni. Le donne, fra cui diverse vittime di stupri, abbandonarono la città con i vecchi e i bambini su pullman e  a piedi  e  si diressero verso Tuzla dove arrivarono dopo giorni di cammino. Secondo i dati ufficiali, le vittime del massacro furono 8.372, ma alcune stime arrivano fino a 10mila morti. A oggi sono state identificate 6.414 salme. Circa 5mile vittime riposano nel Memoriale delle Vittime di Srebrenica a Potocari, dove dal 2001 ogni anno l’11 luglio hanno luogo le sepolture pubbliche  dei corpi riesumati  dalle fosse comuni.

 

Roberta Biagiarelli attrice e autrice teatrale, si forma alla scuola dell'esperienza di Laboratorio Teatro Settimo (Torino), gruppo teatrale con il quale lavora dal 1988 al 2001 con tournèe in Italia e all’estero.Nel 2002 fonda la Compagnia Babelia & C. dedicandosi con maggiore slancio alla produzione, ricerca ed interpretazione di temi sociali, storici e politici.E' autrice ed interprete dei monologhi: A come Srebrenica, Reportage Chernobyl,  Resistenti, leva militare '926 e Falluja.Produce ed interpreta documentario Souvenir Srebrenica, che entra nella cinquina dei finalisti al Premio David di Donatello 2007/sezione documentari. Interpreta e produce la neve di giugno per  RAI DUE –Palcoscenico. Tra il 2008 e il 2010 è stata coordinatrice responsabile in qualità di esperta del “Progetto a sostegno della Comunicazione per lo  sviluppo sociale e culturale in Bosnia-Erzegovina”, volto alla  rivitalizzazione socio-culturale delle aree di Srebrenica e Bratunac (Bosnia Orientale), progetto a gestione diretta della Cooperazione italiana allo sviluppo/Ambasciata d’Italia Sarajevo, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano.Nel 2010/2011 è autrice  di un reportage sui giovani bosniaci (Prodotto da CISP e Consiglio Regione Lazio) e del documentario “la Transumanza della Pace” dalla Val Rendena a Srebrenica prodotto dalla Provincia Autonoma di Trento. www.babelia.org

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Orario spettacolo: 11 dicembre ore 21.00                                
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti:  €5,00

 

 

Teatro Tor Bella Monaca
11 dicembre ore 21.00
LA DONNA FINE DEL MONDO
uno spettacolo di Duccio Camerini
ispirato a racconti tradizionali serbi e agli scritti di Ivo Andrić
con Duccio Camerini
e Mauro Tiberi (voce, contrabbasso, lyra pontiaca)
regia di Duccio Camerini
drammaturgia Maria Vittoria Pellecchia
Martedì 11 dicembre (ore 21.00) al Teatro Tor Bella Monaca va in scena La Donna Fine Del Mondo, uno spettacolo di Duccio Camerini, anche regista e attore, ispirato a racconti tradizionali serbi e agli scritti di Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura nel 1961.
La storia di un paese intero, di una comunità, negli ultimi due secoli: l’aspra Serbia del passato, vista attraverso l’ingombrante presenza di una donna bellissima e perversa, che “inguaia” la vita di popolani e notabili, preti e politici.
I “cento anni di solitudine” del popolo serbo raccontati con l’inquietudine, l’umorismo e la disperazione slavi, in un racconto fulminante, atroce e ridicolo, proposto da “La casa dei Racconti” come teatro di narrazione e musica, vissuto ed evocato, un concerto di parole, strumenti, note, rumori, immagini, che ha per tema le differenze umane, il rapporto col mistero femminile, la formazione di un’dentità territoriale.
Ad accompagnare sul palcoscenico Duccio Camerini, la musica dal vivo del maestro Mauro Tiberi (voce, contrabbasso, lyra pontiaca).
«In ogni donna c’è un diavolo che bisogna ammazzare o con il lavoro, o facendola partorire, o con tutte e due le cose… se la donna non ci sta, allora bisogna ammazzarla davvero.”
Proverbio Serbo

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma 
Orario spettacolo: 11 dicembre ore 21.00    
Per informazione: ufficio promozione  06.2010579  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Biglietti: € 5,00

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

 

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