Jeff Mills

RomaEuropa Festival 2012
dal 6 ottobre al 2 novembre
Sensoralia@Brancaleone

rassegna di musica elettronica e arti visive

Sabato 6 Ottobre
JEFF MILLS (Axis | US) presents "Sequence”
3 hrs live/dj set
DONATO DOZZY (Prologue | It) dj set
SUB BERLIN (Ger) proiezione film - Italian Premiere
Clichèvideo vj
Sabato 27 Ottobre
SKREAM (UK) w/ SGT POKES Mc 3 hrs live/dj set
AndyPop + AleG
More Tv  vj
Serata in coproduzione con Sound Gate
Mercoledì 31 Ottobre
FRANK SENT US (It) a/v live
Clichèvideo vj
Venerdì 2 Novembre
APPARAT (Shitkatapult | Ger) dj set
ESPERANZA (It) live - first time in Rome
Clichèvideo vj
Serata in collaborazione con Red Bull Music Academy


Avrà inizio il 6 ottobre Sensoralia, la rassegna di  musica elettronica e arti visive di Romaeuropa festival in collaborazione con il Brancaleone, giunta ormai alla sua nona stagione. Alla consueta ricerca dei suoni più avveniristici del panorama musicale contemporaneo, Sensoralia - tra video, laptop, mixer e amplificatori - riverbera le nuove tendenze del sound urbano che spazia dalla techno ai suoni acid, passando per beat minimal e tribal house.  Anche questo autunno le migliori proproste del clubbin europeo e internazionale  arrivano al Brancaleone: sabato 6 ottobre Sensoralia viene inaugurata da Jeff Mills, (Detroit, classe 1963), produttore e performer di musica Techno che ha letteralmente fatto la storia del genere.  Famoso per i suoi dj/live set a 3 giradischi e per il suo modo unico di far suonare la Roland TR-909, drum machine che mai lo ha abbandonato, Jeff Mills - con un live/dj set di 3 ore - presenterà “Sequence”, nuovo progetto che celebra il ventennale della sua etichetta Axis. Artista, unico nel suo genere, Jeff Mills ha saputo spaziare dalla Techno più dura alle sperimentazioni più disparate, rilasciando album su etichette come la Tresor (Vaticano della Techno), creando la Axis Records, dando vita a progetti come la collaborazione con la Montpellier Philharmonic Orchestra o la serie “The Sleeper Wakes”, incentrata su una particolare visione dell’universo e su interessanti concezioni e descrizioni musicali di spazio e tempo.
Ad aprire la serata  torna in consolle il nostro dj resident più amato: DONATO DOZZY! Nato a Roma, Donato Dozzy è forse il miglior dj di techno ed house ipnotica in Italia. Affascinato dalla musica sin da giovanissimo (a tredici anni era già un drogato di vinili), si è sempre dedicato sia alla musica che ai suoi studi accademici. Nel 2000 si è laureato in Scienze Politiche e ha portato la sua passione per la musica ad un livello professionale. Nel giro di pochi anni è diventato il principale protagonista delle serate del sabato al Brancaleone di Roma e ha giocato un ruolo fondamentale insieme ad alcuni dei dj più importanti della scena internazionale con performance che hanno confermato la sua esperienza e le sue brillanti abilità. Indimenticabili i dj sets a 3 piatti che hanno dato vita a viaggi ideali attraverso tutte le sfumature della musica elettronica. Come produttore, dopo qualche anno di lavoro con Kitchentools (Virgin 2001), il nome di Donato è salito alla ribalta tra gli addetti ai lavori e la stampa di settore grazie alle uscite per la Orangegroove di Berlino, la Lan Muzic, Elettronica Romana e ora anche la WAagon Repair di MATHEW JONSON. Con il suo grande amico Habib Khavari ha fondato l’etichetta Dozzy Records con base in California e dopo aver tracosrso un anno a Berlino, dove ha incanalato l’energia vibrante e colorata della città tedesca nella sua personale esperienza musicale, ora è stato votato tra i migliori 50 dj del mondo nelle classifiche di Resident Advisor, portale di culto di musica elettronica.
Sabato 27 ottobre, la guest star della sarata sarà Skream che torna a calcare il palcoscenico europeo con un nuovo tour dal titolo "Skreamizm". Dopo i super tour con il trio Magnetic Man e l'amico Benga, il pioniere del genere Dubstep torna ad un concept molto semplice, che lui descrive così: "una sala scura, un impianto potente, un extended set, un unico focus...la musica".
L'obiettivo sarà portare il pubblico in viaggio attraverso la musica che ama...con un esclusivo e travolgente dj set di 3 ore!
Il produttore inglese  all’anagrafe, Oliver Dene Jones, classe 1986, costituisce una delle figure più importanti e decisive per l’evoluzione del  dubstep nato nel sud di Londra.  Il suo penultimo lavoro, “Outside the Box” è considerato da molti una delle migliori produzioni dubstep degli ultimi anni. La  sua discografia, sconfinata  per la giovane età  (26 anni) è costituita da numerosi remix per molti big della scena elettronica e figure fondamentali della ricerca musicale (e non solo) mondiale, facciamo solo un nome: David Lynch.
Membro della superband Magnetic Man assieme a Benga e Artwork (la crèm de la crèm del dubstep), Skream ha pubblicato l’omonimo album di debutto nel 2006 sull’etichetta Tempa. Dall’inizio della sua carriera fino ad oggi, Oliver Jones è sempre stato in grado di allargare e rendere sfocata la concezione del termine “dubstep” tenendosi fuori dalle sonorità mainstream che hanno invaso e commercializzato la scena. Capace di unire l’Uk Bass a interessanti costruzioni melodiche, Skream dà vita a performance energiche che spaziano fra il Dubstep, la Drum and Bass e il Grime.
Mercoledì 31 ottobre tornano al Brancaleone i Frank Sent Us, rock band audio-visiva italiana capace di far suonare immagini e attori come Clint Eastwood, Milla Jovovich, Charles Bronson e Samuel L. Jackson. Il progetto, costituito da Mastro, Frank Sandrello, Frenetik Beat e Mr. Orange, nasce dall’idea di sfruttare suoni di produzioni cinematografiche e televisive (copi di pisola, brevi dialoghi, esplosioni...) per creare beat, il tutto unito agli strumenti di una classica live band (basso, batteria, voce e chitarra elettrica). Il punto forte del progetto sono i live, in cui vengono proiettati in sincro i frame da cui sono stati estratti i suoni. I Frank Sent Us hanno lavorato su prodotti visivi come Pulp Fiction, Il Buono Il Brutto e Il Cattivo, Per Qualche Dollaro In Più, I Simpson, Alì e molti altri fino ad arrivare a rilasciare, nel 2011, “Watch The Sound”, la prima produzione 100% Frank Sent Us sia dal punto di vista audio che visivo (i video della loro ultima fatica sono stati girati in tutto il mondo, fra gli altri luoghi anche il carnevale di Rio). Dobbiamo ammettere che è praticamente impossibile rendere a parole questo progetto, è necessario “just watch the sound and listen to the images”.
Venerdì 2 novembre, l’ultima notte di Sensoralia si conclude con Apparat o meglio Sascha Ring, musicista tedesco, attivo dal 1996 e noto per la sua grande capacità di spaziare nell’Intelligent Dance Music (IDM), al punto da render inappropriato questo termine con cui spesso viene incasellata la sua musica. Fondatore dell’etichetta Shitkatapult, la sua evoluzione artistica è particolarmente interessante: agli albori (con album come Duplex) il suo sound è stato fortemente caratterizzato da venature glitch, successivamente si è avvicinato all’aspetto più dance dell’elettronica (sempre presente nei suoi live set), ha poi prodotto con Ellen Allien (regina berlinese della Techno) “Orchestra Of Bubblese”, album di rara bellezza, e con i Modeselektor l’album Moderat. Perennemente interessato al cambiamento, all’evoluzione, alla ricerca e alla delicatezza dei suoni, Sascha ha sfruttato nel tempo ambienti di sviluppo grafico come Max/Msp ed è sempre stato incuriosito dalle incursioni di strumenti reali nelle produzioni elettroniche, tanto da pubblicare nel 2011 “The Devil’s Walk”, progetto elettro-acustico che ha agitato la critica internazionale. Durante gli ultimi anni, a causa del tour con la sua nuova band, i dj/live set sono stati sempre più rari tanto che è passato un anno e mezzo dalla sua ultima apparizione a Roma in veste di electronic performer in solo.
Ad aprire la performance di Apparat saranno gli Esperanza, un trio di musicisti italiani (Cécile, Matteo Lavagna, Sergio Maggioni) che, come fin troppo spesso accade, hanno dovuto farsi notare all’estero prima di esser presi in considerazione in Patria. Inscatolare la musica degli Esperanza all’interno di un genere è un obbiettivo a dir poco futile e controproducente. Un ascolto al loro album di debutto (“Esperanza”) dà però un grande aiuto a capire di cosa stiamo parlando. Il trio è in grado di creare brani techno con dura cassa in quattro, ma allo stesso tempo anche di far suonare una chitarra elettrica in modo tale che subito venga da esclamare “Gilmour!”. Si ha, a tratti, del Surf Rock, degli scenari islandesi, dei suoni anni ’80... una commistione di generi che ha fatto letteralmente impazzire il pubblico dell’ultima edizione del Sonar Festival di Barcellona.

Fonte: Giulia Di Giovanni e Matteo Antonaci, Ufficio stampa RomaEuropa Festival

 

 

Push Up

Teatro Filodrammatici
PUSH UP 1-3
Il 9 ottobre 2012 debutta in PRIMA NAZIONALE al Teatro Filodrammatici di Milano PUSH UP 1-3 di Roland Schimmelpfennig per la regia di Bruno Fornasari. La nuova produzione resterà in scena fino al 28 ottobre 2012. Sul palco Michele Maccagno, Emanuela Villagrossi, Vanessa Korn, Tommaso Amadio, Marta Belloni e Michele Di Giacomo.

 

In Push up l’autore tedesco Roland Schimmelpfennig esplora il mondo del lavoro all’interno di una grande azienda, mostrandoci diverse declinazioni della rivalità tra dirigente e sottoposto, tra aspirante di talento e senior manager, tutti preoccupati di mantenere la propria carriera in costante ascesa.
Tre episodi in cui al conflitto diretto, espresso da un dialogo teso e provocatorio, fanno da contraltare monologhi privati in cui ciascun personaggio lascia intravedere le proprie fragilità, e svela le proprie paure in diretta complicità col pubblico. Tutti i personaggi appaiono di volta in volta prede e predatori, in un gioco di ruoli in cui le parti possono invertirsi bruscamente. Tutti vogliono l’ufficio all’ultimo piano, tutti vogliono dirigere la filiale di Nuova Delhi, tutti vogliono sesso. Ma tutti stanno perdendo qualcosa per strada. Il rispetto di sé, l’amore forse. Uno spettacolo dalla tematica attuale incentrato sul mondo del lavoro e su come possa diventare, in molti casi, un vero e proprio campo di battaglia.
Siamo introdotti nella grande azienda dal portiere che sta agli schermi d’ingresso e una volta dentro,  come telecamere di sorveglianza discrete e in disparte, possiamo assistere al gioco di ruoli, divertente e provocatorio, che Tommaso Amadio insieme ad un affiatato gruppo di attori, ricostruiscono con precisione e ritmo incalzante.
Roland Schimmelpfennig è uno degli autori di punta della nuova drammaturgia tedesca. Nato nel 1967 a Gottinga. Le sue drammaturgie mescolano iper - realismo ed espressionismo, facendo leva soprattutto sull’estrema frammentazione delle unità di tempo e di luogo. Quello che conta è il presente, un eterno presente, dove i personaggi tentano di capirsi, tentano di darsi un’ulteriore chance, cercano di palpare una sensazione smarrita di libertà, mettendo così in gioco l’idea d’identità che custodiscono di sé stessi.

 

PRIMA NAZIONALE
9/28 ottobre 2012
PUSH UP
1-3
di Roland Schimmelpfennig
traduzione Umberto Gandini
con Michele Maccagno, Emanuela Villagrossi, Vanessa Korn, Tommaso Amadio, Marta Belloni, Michele Di Giacomo
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Andrea Diana
assistente scene e costumi Eleonora Rossi
assistente tecnico Alice Manieri
assistenti di regia Filippo Renda, Giuseppe Salmetti
regia Bruno Fornasari
produzione Teatro Filodrammatici
INFO E PRENOTAZIONI

Tel. 02.36.72.75.50
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.teatrofilodrammatici.eu
ORARI SPETTACOLI
martedì, giovedì, sabato ore 21.00
mercoledì, venerdì ore 19.30
domenica ore 16.00
PREZZI  
- martedì, mercoledì, giovedì
      intero  16 euro
      ridotto convenzionati 12 euro
      under 25 10 euro
      over 65 8 euro
-venerdì, sabato, domenica
      intero  22 euro
      ridotto convenzionati 18 euro
      under 25 14 euro
      over 65 12 euro
Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, Milano

Fonte: Valentina Ludovico, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
 

La PF Association presenta
Mademoiselle Papillon
di Stefano Benni
In scena dall’8 ottobre
al Teatro San Genesio
Via Podgora, 1
Regia Antonio Pacella

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno al Teatro Agorà la versione di “Madmoiselle Papillon” di Stefano Benni portata in scena dalla Compagnia Teatropatia con la regia di Antonio Pacella, torna in scena con la collaborazione della PF Association al Teatro San Genesio dall’8 al 14 ottobre.
In scena Antonio Pacella, Paola Caviglia, Marco Bellizi e Maria Cristina Grego.
Nella rappresentazione il regista inserisce un cammeo di spettacolo burlesque con la ballerina Lily Rouge, intrigante volto della scena burlesque romana, che con personalità poliedrica e brillante, vive il suo personaggio anni ‘40 in continuo dialogo con un futurismo-futuribile ed offre agli amanti del genere esibizioni originali e raffinate.

Sinossi:
Rose, la protagonista, vive in campagna catalogando rose e farfalle, in un mondo semplice e innocente; è attorniata da 3 strani personaggi, parigini “viscidi, corrotti e senza scrupoli” che tenteranno di corrompere la sua purezza. Il testo, che lascia lo spettatore fra sogno e realtà, dà spunti di riflessione sulla società attuale e sulle sue contraddizioni più intime e laceranti.


Note di regia:
Esilarante, drammatico, assurdo, ironico, surreale, grottesco: “Mademoiselle Papillon”, di Stefano Benni (1999),  è un piccolo grande saggio di teatro moderno, una somma di generi, un’ambiziosa prova d’attore.
Ma è allo stesso tempo una lucida,  spietata e tenera descrizione della nostra esistenza, a partire da quell’attesa piena di presentimenti, di sogni e di paure, talvolta di terrore, che caratterizza la vita nel momento in cui, alla soglia dell’età adulta, si devono aprire le porte del giardino segreto per camminare in un mondo pieno di contraddizioni.
Un mondo cinico e ostile nel quale non tutto è quello che sembra e tutte le parole appaiono tradire ogni verità.
Rose, donna bambina, chiusa nel suo giardino, dove colleziona rose e farfalle, è, in una commedia corale, l’interprete alla quale l’autore affida la parte migliore dell’umanità: quella ingenua curiosità e quella disarmante logica dei sentimenti.
Rose potrebbe essere facilmente Alice, diventata adulta in un Paese di meraviglie ormai corrotte. O l’anima inquieta di una protagonista di “Doppio Sogno” di Schnitzler o il suo alter ego maschile dell’”Eyes wide shut” di Kubrick.
Contenuti e obbiettivi che possono, a prima vista, sembrare troppo ambiziosi.
In realtà, Benni, attraverso un uso mirabile della parola e delle sue infinite possibilità, regala un’opera leggera, divertente, impegnata senza impegnare. Un testo di forte denuncia, sorprendentemente attuale ma privo di pregiudizi e profondamente autoironico. Adatto, dunque, a un pubblico più disposto a scoprire da sé che ad ascoltare lezioni.
E se il nostro tempo è in fondo lo stesso che faceva dire a Montale “una cosa sola sappiamo: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, Rose, nel suo stupendo monologo finale, lascia un messaggio che è una resa ma che diventa miracolosamente quasi un programma educativo: “Amico, insegnami a fare di un ramo un arco e delle spine di una rosa una freccia. Insegnami a stare vicino a te in silenzio. E se hai un sogno non dirlo, tienilo segreto. Fermalo…alla soglia delle frasi”

LA COMPAGNIA TEATROPATIA nasce nel 1999 ed è formata da quattro attori che da diversi anni lavorano insieme formando il nucleo centrale della compagnia dove intorno ruotano attori anche loro provenienti da compagnie teatrali.
Insieme hanno rappresentato :
-”Attento alla cioccolata Challagan” per la regia di Antonio Pacella rappresentato nel 2009 al teatro Agorà di Roma
-"Camere da letto” per la regia di Roberta Gasparetti presentato nel 2010 al teatro Agorà di Roma .
Gli attori :
Marco Bellizi, attore poliedrico di grande talento interpretativo;
Paola Caviglia, attrice diplomata all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico e attualmente doppiatrice cinematografica;
Maria Cristina Grego, attrice  versatile che spazia da ruoli drammatici a comici con estrema padronanza del personaggio;
Antonio Pacella con molteplici spettacoli all'attivo sia come attore che regista, provengono da diverse compagnie romane con lunghi anni di esperienze teatrali.

 

Fonte: Sara Battelli, Ufficio stampa FP Media Relation

Vita

Teatro dei Conciatori
Dal 6 al 14 Ottobre

La Gazzaladra s.r.l presenta
V I T A
Scritto e diretto da Angelo Longoni
con Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone


Un padre  -  Una madre  -  Una figlia.
Un incidente stradale, il tempo che si ferma.
Tutto l’amore del mondo e tutto il dolore del mondo.
Il conflitto di una famiglia come rappresentazione del conflitto di un paese intero
.
Questo è “Vita” scritto e diretto da Angelo Longoni, che sarà in scena dal 6 al 14 Ottobre al Teatro dei Conciatori di Roma. Protagonisti: Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone.
Lo spettacolo, in scena anche al Piccolo di Milano dal 27 al 30 settembre, innaugurerà la prima stagione del neonato teatro nel quartiere ostiense.
Angelo Longoni in questa prima parte di stagione teatrale sarà di scena nei teatri romani con ben tre spettacoli, ed apre la stagione proprio al Teatro dei Conciatori, con uno spettacolo che tanto successo ha riscosso lo scorso anno al Teatro Belli, trattando una tematica scottante: i problemi riguardanti il fine della vita.
Proprio nel periodo di repliche dello spettacolo uscirà nelle librerie l’omonimo romanzo VITA edito da Jacobelli

 

Note dell’autore Angelo Longoni:
“L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali.
La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature.
Anche nelle recenti e tragiche vicende di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, il popolo italiano, insieme ai suoi rappresentanti politici, si è diviso in due metà contrapposte e incompatibili.
Da una parte le accuse di assassinio, dall’altra quelle di tortura di corpi inermi e senza futuro.
In mezzo a queste due posizione quasi il nulla.
In VITA si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia.
Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo.
Due posizioni inconciliabili, esattamente come quelle di una popolazione che si è divisa in due metà, due genitori spezzati, due personaggi simbolo.
Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore”.
http://www.angelolongoni.it/ - http://www.pamelavilloresi.it/
Durata: 1 ora senza intervallo

 

HANNO SCRITTO DI “VITA”
“Sono in gioco due posizioni inconciliabili. C’è chi, il padre, vorrebbe liberare la giovane ragazza dallo stato vegetativo permanente, e chi, la madre, ne difende il sopravvivere ad ogni costo. Emerge la contesa sorta attorno a vicende tragiche come quella di Eluana Englaro. E’ il teatro prova a dar voce a riflessioni sul dolore e sull’amore”. Rodolfo Di Gianmarco – La Repubblica
“Intriso della vocazione italiana al sentimento, VITA non è sentimentale… oserei dire che VITA è uno dei nostri testi più belli degli ultimi anni. Longoni non si è limitato a mettere in scena il dramma di una vota vegetativa. Ha fatto molto di più. Nel dramma c’è un conflitto: tra il padre, disponibile a cessare quella tortura, e la madre che al tanto amato marito deve opporre la sua fede: a quelli, dice, che “come te credono che la speranza sia l’essenza dell’orrore”. Franco Cordelli – Il Corriere della Sera
“Il tema dell’eutanasia vissuto in un microcosmo privato senza il filtro dei mass-media e dei Talk show che mettono a confronto etiche e soluzioni slegate dalla realtà” Paola Polidoro – Il Messaggero
“Si esce dal teatro turbati e coinvolti con le certezze di ciascuno pro e contro l’eutanasia messe in discussione. VITA è una lettura scenica che emoziona  e commuove, che sa toccare le corde del cuore e scuotere l’anima ponendo contemporaneamente tanti interrogativi sul senso e sul valore dell’esistenza”. Monica Menna – Teatro.org
“Sul palco tre leggii, tre flussi di coscienza, che all’unisono raggiungono lo spettatore costringendolo a riflettere sulla vita, in tutti i suoi significati”. Rachele Fortuni – Gufetto.it
“In un meccanismo sospeso tra la vita e la morte, regista e interprete scelgono la compenetrazione totale e il tentativo, perfettamente riuscito di superare il confine tra la storia di uno e la storia di tutti”. Angelo Simone – Persinsala.it
“Il passato e il presente si mescolano attraverso l’uso sapiente di frequenti flashback che ci riportano a prima dell’incidente ed è in questo limbo che i tre vivono. L’azione si è fermata e loro hanno continuato ad aspettare.” Mariaelena Prinzi – Teatro italiano.it
“Un testo struggente e d emozionante. Un testo molto intenso e ben scritto che non fa altro che dimostrare che tutte le discussioni pro e contro valgono poco: viviamo con l’illusione di poter scegliere ma non saremo mai noi a decidere della nostra esistenza”.  Emanuela Dolci – Spettacolo e cultura.com
“Un’opera asciutta e fluida, tenera e straziante dove la riflessione si fa respiro e la morte può diventare atto grave e sommo d’amore.” Sarah Panatta – Eclipse – Magazine.it
“Una vicenda che si può chiudere solo con il silenzio e l’applauso del pubblico, senza commenti né tanto meno decreti e pubblici dibattiti”. Rita Dimtrich - Oltrecultura

 

Teatro dei Conciatori
Via dei Conciatori 5  00154 Roma
Per prenotazioni: tel 0645448982 – 0645470031
Costo biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro; tessera associativa 2 euro.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00. giovedì doppio spettacolo alle 18,00 e alle 21,00

 

Fonte: Ufficio stampa Maya Amenduni

Wake Up!

Teatro Argentina
4 ottobre 2012 dalle ore 19.30
WAKE UP!
bagliori dalla primavera araba
Studi scenici di
LA BANDIERA di Michele Santeramo
MALEDETTA PRIMAVERA di Enrico Castellani
SCORRERE,  UNA  RIVOLUZIONE ORIGLIATA di Alessandro Berti
NON LE DISPIACE SE BEVO di Renato Gabrielli
THE PROTESTER di Magdalena Barile
IN TAHRIR di Riccardo Fazi
coordinamento LISA FERLAZZO NATOLI
Teatro di Roma
ingresso libero con prenotazione obbligatoria
al numero 06.684.000.346 oppure alla e-mail
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Il sipario del Teatro Argentina di Roma si alza su iniziative e spettacoli di scottante attualità per riflettere sui temi più urgenti dei nostri tempi, come il rapporto tra la libertà e la responsabilità degli individui; ed ancora la violazione dei diritti umani e la domanda di maggior benessere nella vita sociale dei popoli.
Proteste, agitazioni, crisi, rivolte continuano ad animare il mondo, e il Teatro di Roma risponde al risveglio della società civile portando in scena la scrittura, le voci e il lavoro di giovani drammaturghi contemporanei per dare vita giovedì 4 ottobre, a partire dalle ore 19.30 al Teatro Argentina, a una serata a ingresso libero dedicata alla Primavera araba e alle risonanze che ha determinato nel nostro Paese.
Wake Up! – bagliori dalla primavera araba apre idealmente ogni spazio della storica sala dello Stabile della capitale, ad un “evento progressivo” di avvicinamento a Piazza Tahrir: luogo simbolo della rivoluzione araba; luogo principale delle proteste che nella notte del 2 febbraio 2011 sono diventate protagoniste dell’esplosione di violenza tra i sostenitori del presidente Hosni Mubarak e gli oppositori del regime.
Sei brevi letture/performance, della durata di 15 minuti, attraverseranno il Teatro Argentina - dal Palcoscenico, allo spazio Pandolfi alla Sala Squarzina - per raccontare la Primavera araba, le lotte, la speranza, la morte e la paura, ma anche l’amore e la voglia di cambiamento del popolo egiziano. Sei scritture diverse, sei inediti corti teatrali curati da giovani autori e attori della nostra scena teatrale che, con “uno sguardo da occidente”, si sono cimentati nella scrittura, nell’interpretazione, nella narrazione e nella messinscena dell’evento che ha rivoluzionato il mondo e ridefinito il significato di spazio pubblico: La bandiera di Michele Santeramo; Maledetta primavera di Enrico Castellani; Scorrere, una rivoluzione origliata di Alessandro Berti; Non le dispiace se bevo di Renato Gabrielli; The Protester di Magdalena Barile; In Tahrir di Riccardo Fazi.
Il progetto è la naturale prosecuzione del lavoro svolto con l’Unione dei Teatri d’Europa e il Naunynstrasse Ballhaus di Berlino per il Festival “Voicing Resistance”, dedicato alla protesta nel Mediterraneo e alla Primavera araba. I sei testi sono infatti stati scritti su richiesta del Teatro di Roma per ‘Wake up!’, la sezione del festival dedicata agli autori europei. Maledetta primavera di Enrico Castellani è stato il testo selezionato dal Teatro di Roma che, tradotto in lingua tedesca dal Goethe Institut, è stato presentato a Berlino a giugno insieme ai testi del Teatro Habima di Tel Aviv, del Teatro Nazionale della Grecia del Nord, del Teatro Garibaldi di Palermo, del Teatro Nazionale di Atene e dello Shauspielhaus Graz.
 

WAKE UP!
Magdalena Barile, Alessandro Berti, Enrico Castellani, Riccardo Fazi,
Renato Gabrielli, Michele Santeramo
coordinamento Lisa Ferlazzo Natoli
L’esperienza è stata un importante momento di scambio e di confronto internazionale che ha offerto la possibilità ad alcuni drammaturghi contemporanei di confrontarsi su uno stesso tema utilizzando la più ampia libertà espressiva. Il risultato è stato un interessante caleidoscopio che va dal racconto istintivo, frammentato e polifonico di In Tahir (Riccardo Fazi) alla forza poetica di Maledetta Primavera (Enrico Castellani); dalla suggestione dell’impianto a più voci come in Scorrere (Alessandro Berti) o in altro modo in La bandiera (Michele Santeramo), fino ai dialoghi provocatori e controversi in The Protester (Magdalena Barile) e in Non le dispiace se bevo (Renato Gabrielli).
Wake Up! vuole conservare il più possibile questa ricchezza di differenti voci, utilizzando proprio in modo ‘polifonico’ gli spazi del Teatro Argentina. La Sala, lo spazio Pandolfi e la Sala Squarzina ospiteranno gli spettacoli presentati, agiti e letti anche dagli stessi autori, per tessere una sorta di mappa drammaturgica e spaziale sull’impatto della primavera araba nel teatro e nella vita di chi guarda ‘da occidente’. Una programmazione che permetterà al pubblico di muoversi tra i diversi spazi e costruire una propria prospettiva al mutare della posizione percettiva, restituendo l’idea del dinamismo con cui queste drammaturgie hanno saputo raccontare e trasmettere, con la forza dei vari di diversi linguaggi teatrali, le prospettive, le storie, le speranze, le miserie e le manipolazioni di una primavera di libertà. Vista con gli occhi dei nostri drammaturghi.
 

Sala Squarzina
LA BANDIERA
di Michele Santeramo
con Michele Santeramo
Le notizie che sono arrivate nei mesi scorsi dalla primavera araba segnano un confine a cui sembrano destinati tutti gli scontri tra poteri e popolazione. La primavera araba può diventare, spogliata delle sue caratterizzazioni geografiche e sociali, un approdo (o una deriva, secondo i punti di vista) di tutti i movimenti di protesta in atto nelle società occidentali. A partire da questo assunto, nella vicenda che racconto ci sono quattro personaggi che sono saltati, in passato, su delle mine antiuomo, e che a causa delle malformazioni riportate nello scoppio sono chiusi in un ex sanatorio. Il potere li ha rinchiusi in un ex sanatorio perché nessuno potesse dire dell’esistenza delle mine. Fuori da questo sanatorio intanto la rivoluzione va avanti tra manifestazioni e scontri di piazza, ideali e tensioni, militari. L’unica maniera che i quattro rinchiusi hanno di partecipare alla rivoluzione è quella di ideare e cucire la bandiera del nuovo potere, quello che sostituirà il vecchio a cui tutti si ribellano. Ma hanno qualche problema: uno è costretto sulla sedia a rotelle, l’altro subisce la sua stessa sorte, l’altro ancora è cieco, e il quarto è senza braccia. Come faranno questi quattro a fare la rivoluzione? Tentano di cucire questa nuova bandiera, quando due militari fanno irruzione nel sanatorio. Lo scontro tra potere e rivoluzione si sposta quindi dal campo lungo della piazza al campo medio del sanatorio.  Da una parte i quattro, che sono la rivoluzione. Dall’altra i militari, che sono il potere.
Michele Santeramo (1974) è autore di numerosi testi teatrali. Nel giugno 2001 fonda con Michele Sinisi la compagnia teatro minimo.Tra gli altri, si ricordano: Il Barone dei porci; Konfine (selezione Enzimi 2003); Radio Bunker (tratto dal romanzo il Visconte dimezzato di Italo Calvino); Accadueò (premio Voci dell'anima 2004); Murgia (cartolina di un paesaggio lungo un quarto), spettacolo Generazione Scenario 2003; Sette contro Tebe; Vico Angelo Custode; Sacco e Vanzetti, loro malgrado (pubblicato per Editoria & Spettacolo), Fanculopensiero - stanza 510. Ha inoltre scritto e portato in scena Cirano dal Cyrano de Bergerac e, da Shakespeare, Il sogno degli artigiani. Tra i suoi ultimi lavori vanno ricordati il "film teatrale" Iupiter - come autore e attore - e Sequestro all'italiana, finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009. Il suo ultimo lavoro è Le Scarpe coprodotto da Fondazione Pontedera Teatro. Vince il Premio Riccione per il Teatro 2011 con il testo Il Guaritore.
 

Retropalco
MALEDETTA PRIMAVERA

di Enrico Castellani, Babilonia Teatri
con Valeria Raimondi
scene,luci audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
Maledetta primavera è la mia ignoranza.
La mia inconsapevolezza.
Dall'altra parte del mediterraneo sono in atto delle rivoluzioni.
Maledetta primavera racconta la mia distanza. La mia assenza.
Attraverso la storia di una donna, di uomo, di loro figlio prende forma la complessità del reale.
La Primavera araba per me è qualcosa che accade lontano.
Enrico Castellani è fondatore e direttore, insieme a Valeria Raimondi, della compagnia Babilonia Teatri, di cui fanno parte anche Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton e Alice Castellani. Il primo spettacolo di Babilonia Teatri, Panopticon Frankenstein (2006), è finalista al Premio Scenario Infanzia 2006 e vincitore di Piattaforma Veneto di Operaestate Festival Veneto 2007. Made in italy (2008) si aggiudica il Premio Scenario 2007 e il Premio Vertigine 2010 e riceve una nomination ai Premi Ubu 2008. Gli spettacoli successivi sono Pop Star (2009) e Pornobboy (2009). Nello stesso anno il gruppo vince il Premio speciale Ubu 2009 "per la capacità di rinnovare la scena [...] attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici". The best of (2010) è Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, mentre l'ultimo lavoro, The end (2011) vince il Premio Ubu 2011 per miglior novità italiana/ricerca drammaturgica, dopo essere stato nominato anche come spettacolo dell’anno.
 

Sala
SCORRERE, una rivoluzione origliata
di Alessandro Berti
con Alessandro Berti
Un giovane dell'Europa del sud, immerso in un ambiente sociale immobile e in un'atmosfera irreale, rifugiatosi da tempo nella propria interiorità, viene risvegliato da una serie di voci che increspano le sere quiete della sua piccola città. Come fiori nuovi, dal profumo fragoroso e inaspettato, quelle voci gli fanno improvvisamente prendere coscienza di quanto sia necessaria alla vita di tutti e alla sua stessa, la possibilità di un movimento, di un'evoluzione. E quanto la rivendicazione di questo spazio di libertà, negato ai più giovani fino alla loro corruzione e rassegnazione, sia il primo embrione, e forse l'ultimo risultato di ogni umana rivolta. 
Alessandro Berti è un ricercatore emiliano che vive in Appennino. Lì scrive, poi prova a rendere teatro ciò che ha scritto, ultimamente pensando se la cosa infine abbia ancora un senso perché ciò che gli viene fuori dalla penna assomiglia sempre di più a un incrocio tra narrativa, saggistica e chiacchierata da bar. Però siccome lui si ostina a voler interpretare ciò che scrive, e mentre lo scrive lo pensa già per esser detto, alla fine è costretto a sforzi e a contorsioni spettacolari, che d'altra parte rendono la proposta qualcosa di peculiare.
 

Sala Squarzina
NON LE DISPIACE SE BEVO

di Renato Gabrielli
con Renato Gabrielli e Alessia Giangiuliani
Anna è una consumatrice democratica. In quanto consumatrice, consuma anche notizie. In quanto democratica, simpatizza per la primavera araba. Segue con particolare interesse e coinvolgimento i tweet di un giovane rivoluzionario, che raccontano sollevazioni di piazza e la cacciata di un dittatore. Hossein è venuto a casa di Anna per venderle un servizio. Non è interessato alla rivoluzione. Non è interessato a discutere con Anna. Non vuole bere alcool con lei. Hossein vuole solo fare il suo lavoro – qualunque esso sia. Non le dispiace se bevo racconta l’incontro impossibile tra due personaggi che, malgrado le apparenze, si assomigliano fin troppo.
Renato Gabrielli (nato nel 1966) è autore teatrale, drammaturgo e sceneggiatore. Esordisce al C.R.T. di Milano nel 1989 con Lettere alla fidanzata, cui seguono  Oltremare, Oplà, siamo vivi! e Moro e il suo boia, tutti diretti da Mauricio Paroni de Castro. Dal 1997 al 2001 è drammaturgo del Centro Teatrale Bresciano. Per il CTB scrive e dirige Una donna romantica, Curriculum Vitae e Giudici. Del 2003 è la commedia Vendutissimi. Con Mobile Thriller riceve il Premio Herald Angel al Fringe Festival di Edimburgo del 2004. Nel 2005 scrive per la compagnia scozzese Suspect Culture  il testo bilingue A Different Language. Tra i suoi lavori più recenti, ricordiamo Cesso dentro, Salviamo i bambini e Tre, con la regia di Sabrina Sinatti; e Questi amati orrori, ideato e realizzato con Massimiliano Speziani e Luigi Mattiazzi. Nel 2008 vince il Premio Hystrio per la drammaturgia e nel 2009 il Premio Milano per il Teatro della giuria degli specialisti per Tre. Nel 2012 realizza l’adattamento drammaturgico di Giulio Cesare di William Shakespeare, regia di Carmelo Rifici, per il Piccolo Teatro di Milano.
 

Retropalco
THE PROTESTER
di Magdalena Barile
con Magdalena Barile, Milutin Dapcevic, Alice Palazzi
Nel 2011 la rivista Time ha eletto “The protester”, la figura del protestatario, il personaggio dell’anno. Dalla primavera araba passando per Occupy Wall Street e Mosca, il personaggio mascherato che manifesta per i suoi diritti è apparso sui giornali e nelle case di tutto il mondo, ridisegnato e addomesticato. Nella cucina di una buona e progressista famiglia europea il protestatario si erge dalla sua prestigiosa copertina, come un rassicurante pop up di certi libri d’infanzia, a turbare le fantasie dei suoi ospiti -  ma giusto per il tempo della colazione.
Magdalena Barile, diplomata nel 2002 all’Accademia D’arte Drammatica Paolo Grassi nel corso di scrittura drammaturgica, vive a Milano dove lavora come autrice e sceneggiatrice televisiva e teatrale. Fra le sue produzioni televisive (L’albero Azzurro - Raidue, Camera Cafè  - Italia1, Affari di famiglia – Radiotelevisione Svizzera Italiana)Fra le sue scritture per la scena  In Tumulto (Teatro Kismet 2008) Lait ( Teatro i, 2009)Fine Famiglia, (CRT, milano 2010), Piccoli Pezzi, (CRT, 2011).  Nel 2010 ha pubblicato con Titivillus il volume One Day, finalmente vivere servirà a qualcosa, in collaborazione con Accademia degli Artefatti con cui collabora dal 2009.
 

Sala, Sperone
IN TAHRIR

di Riccardo Fazi, Muta Imago
regia Claudia Sorace
con Chiara Caimmi, Riccardo Fazi
consulenza rumoristica Edmondo Gintili
Il Cairo, Piazza Tahrir, 2 febbraio 2011. La giornata più importante della rivoluzione egiziana. Un anno fa il racconto di questa giornata ci arrivava per la prima volta direttamente dalle voci e dagli sguardi delle persone che la stavano vivendo in prima persona: attraverso i loro cellulari, i computer, le macchine fotografiche, i tweet, i social network, i post su internet. Un racconto istintivo, frammentato, polifonico, che si sovrapponeva fino a sostituirsi a quello dei canali ufficiali: questo per noi è stata la rivoluzione araba, questo arrivava nelle nostre case da laggiù. E questo abbiamo deciso di utilizzare per raccontare una giornata particolare, vista dal basso di una piccola storia, come sicuramente ce ne sono state migliaia, e come forse l'avremmo vissuta noi se fossimo stati lì.
Riccardo Fazi è drammaturgo e sound designer. Nel 2004 fonda insieme a Claudia Sorace, regista, la compagnia Muta Imago. In questi anni il gruppo ha prodotto spettacoli teatrali, performance, installazioni in cui l’indagine del rapporto tra l’essere umano, lo spazio e il tempo, riveste un ruolo principale. I loro spettacoli sono stati prodotti e ospitati all'interno dei più importanti festival nazionali, tra cui RomaEuropa Festival, Napoli Teatro Festival Italia, Festival delle Colline Torinesi, la Biennale Teatro di Venezia, Vie Scena Contemporanea Festival, Santarcangelo Festival, Inteatro Festival, Bassano Opera Festival, Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo e all’interno di numerosi festival internazionali. Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica da parte dell’Assocazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP. Nel 2011 il premio per il miglior spettacolo all’interno del XXIX Fadjr Festival di Tehran.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

InEuroff

inEURoff Festival 2012
Urban and civic theatre
dall’ 11 al 14 Ottobre 2012
Centro Culturale Elsa Morante - Piazzale Elsa Morante, Roma
Consulenza artistica: Paolo de Pascale

 

“Dall' 11 al 14 ottobre 2012 gli spazi del centro Culturale Elsa Morante saranno invasi da inEuroff - rassegna di teatro, musica e danza ideata, promossa ed organizzata dalla compagnia Ondadurto Teatro. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione propone un'intensa programmazione attenta alla commistione di diverse forme espressive e linguaggi. Centrale è l’idea di utilizzare spazi urbani e luoghi non convenzionali per la fruizione artistica, attraverso un contatto diretto con il pubblico e una comunicazione veicolata da nuovi e più moderni linguaggi espressivi, che utilizzano l' interconnessione e la contaminazione.
inEuroff è partner di RIVER // CITIES, una piattaforma che riunisce soggetti provenienti da tutta Europa. Si tratta di: organizzazioni culturali, artisti, ricercatori, responsabili politici, urbanisti e funzionari attenti ad un impegno civico, allo scopo di fornire spazi pubblici sostenibili. Tutti i partner hanno un approccio diverso al tema dell'arte in spazi urbani, ma sono uniti nello sforzo di utilizzare la cultura come strumento per lo sviluppo delle proprie aree di appartenenza. R//C è parte del Programma Europeo LLP GRUNDTVIG.”

Abitare gli spazi e scrutare il quotidiano: temi che fanno da sfondo alla mostra fotografica Noi… a forza di essere vento, allestita per tutta la durata del festival e coordinata dalla fotografa Giulia Razzauti. Dotati di macchine fotografiche usa e getta, alcuni bambini del Campo Stanziale Rom di Tor de Cenci – Roma, hanno ritratto la vita del “campo” seguendo un proprio personale modo espressivo: alcuni hanno ripreso dinamiche sociali, altri un lavoro del tutto personale e visionario, altri ancora quasi un lavoro di osservazione esterna e distaccata.
In contemporanea l’istallazione La Leggerezza del moto, a cura di Ondadurto Teatro. Plasticità dinamiche, giochi di pieno e vuoto, linee essenziali che si scagliano nello spazio, lo percorrono, lo attraversano. Macchine sceniche create e realizzate dal riutilizzo di materiali industriali.
Apre le scene l’ 11 ottobre, lo spettacolo Italiani Cincali! del Teatro dell’Argine, di e con Mario Perrotta. Apprezzato dalla critica, ricostruisce uno spaccato violento e amaramente ironico di un Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. Lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati per "l'alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione", è stato finalista al Premi UBU 2004 ed ha segnalato Mario Perrotta tra gli artisti più interessanti della nuova generazione.
Il 12 ,13 e 14 ottobre, l'atteso debutto regionale di Crash Flight di Ondadurto Teatro. Uno spettacolo onirico e surreale. Un vecchietto scorbutico aiutato a realizzare un sogno da un inventore e il suo goffo assistente. Una macchina che gli permetterà di prendere il volo: una giostra / macchina gestita dal vivo, dagli attori che sono performer / danzatori. E proprio quando ogni speranza sembra perduta, il nostro eroe è finalmente in grado di volare… finalmente potrà librarsi nel cielo e tornare ad essere bambino… Dopo la tournèe Europea che ha visto la compagnia impegnata in Spagna, Austria, Germania e Danimarca, la nuova produzione di Ondadurto Teatro finalmente a Roma.
12 ottobre in programma ancora la compagnia Margine Operativo con Tornare a Genova, uno spettacolo sonoro e visivo che ricostruisce attraverso le voci, i suoni, i rumori e le immagini la nostra memoria dei giorni del G8 2001; Un viaggio nella Storia del luglio 2001 accompagnati dal percorso di un bambino nelle strade di Genova nel 2011… un viaggio nella memoria con lo sguardo rivolto al presente…
13 ottobre tornano nuovamente ad inEuroff la compagnia Motus Danza con lo spettacolo Crash. La compagnia da anni si impegna con passione a imporre un’idea di spettacolo che supera i confini del genere di intrattenimento, interpretando problematiche forti ed attuali.
14 ottobre chiude la manifestazione il film più famoso della storia del cinema La corazzata Potëmkin con musiche originali composte ed eseguite Têtes de Bois, messo in scena per la prima volta nel novembre 2011 nell’ambito della rassegna “Kino Live!” del Palazzo delle Esposizioni, a cura di Marco Berti e Giovanni Guardi. La sfida del grande Ejzenštejn – che avrebbe voluto che la musica per i suoi film fosse rinnovata ogni dieci anni per stare al passo con le nuove generazioni – viene così accolta.
Il festival inEURoff è realizzato con il sostegno di Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.
In collaborazione con il Centro Culturale Elsa Morante e  Zètema - progetto cultura. Main sponsor: Massimo Carsetti.
Sponsor tecnico: Art Sound srl.

PROGRAMMA
11 OTTOBRE
ore 20:30 INAUGURAZIONE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
ore 21:30 spettacolo TEATRO DELL’ARGINE - Italiani Cincali! >> ingresso formula 4*
12 OTTOBRE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 spettacolo MARGINE OPERATIVO -Tornare a Genova >> ingresso formula 4*
13 OTTOBRE
mostra fotografica
coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 spettacolo MOTUS DANZA - Crash >> ingresso formula 4*
14 OTTOBRE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI - Noi a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 concerto/film Têtes De Bois – La Corazzata Pötemkin >> ingresso formula 4*
* ingresso formula 4 = tessera/abbonamento di € 6 valido per le 4 serate del festival
www.ineuroff.it
Info line: 339 5954230 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte: Ufficio stampa Artinconnessione


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