Ecole des Maitres

Short Theatre 7
West End

Roma, 22 settembre 2012
Teatro India ore 20.30

Short Theatre ospita, grazie alla collaborazione fra AREA06, il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e il Teatro di Roma, non come precedente annunciato al Teatro Argentina ma al Teatro India, la dimostrazione del lavoro diretto dal regista e scrittore argentino Rafael Spregelburd, maestro della ventunesima edizione dell’École des Maîtres, l’atelier internazionale itinerante di formazione teatrale avanzata fondato da Franco Quadri nel 1990. La dimostrazione finale di lavoro è il risultato di un'articolata riflessione sulla fine dell'età moderna e sulla “relazione infinita” fra la produzione teatrale dei Centri e delle Periferie del mondo, coinvolgendo gli attori come autentici drammaturghi della scena. Durante l’École, Spregelburd è stato coadiuvato dalla regista Manuela Cherubini, sua artista associata. L’École des Maitres è un progetto promosso in Italia da CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo e la partecipazione di Regione Friuli Venezia Giulia (Italia), Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), AREA06, Teatro di Roma.

ÉCOLE DES MAÎTRES
Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
XXI edizione 24 agosto–25 settembre 2012


Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi
Maestro Rafael Spregelburd

Fa tappa a Roma, il 22 settembre, al Teatro India di Roma (inizio ore 20.30), la dimostrazione finale aperta al pubblico de l’Ecole des Maîtres, il corso internazionale di perfezionamento teatrale guidato quest’anno dall’artista Rafael Spregelburd, una delle figure più rilevanti e influenti della scena argentina contemporanea.
La serata è anche l’evento conclusivo della settima edizione di Short Theatre 7 e prende il titolo assegnato da Rafael Spregelburd al suo corso, ovvero Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi.
La XXI edizione de l’Ecole des Maîtres - che si era aperta a Udine dal 24 agosto al 4 settembre per poi proseguire, nello spirito itinerante che contraddistingue il corso, a Coimbra dal 6 al 18 settembre, è oggi una delle più innovative esperienze di alta formazione teatrale europea, nata da un’idea e fondata dal noto critico teatrale ed editore Franco Quadri nel 1990. Ogni anno l’Ecole rinnova l’appuntamento di incontro e confronto su pratiche della scena, lingue e culture, fra registi di fama internazionale e giovani attori europei selezionati in Italia, Francia, Belgio e Portogallo.
Gli esiti dell’atelier Ecole 2012 vengono presentati in questi giorni al pubblico, in occasione di quattro dimostrazioni finali in programma il 19 settembre a Coimbra, il 22 settembre al Teatro India a Roma, il 25 settembre a Liegi, l’8 dicembre a Reims nell’ambito del Festival Scènes d’Europe.
Dopo la scomparsa del suo creatore e direttore artistico, i partner europei dell’Ecole - CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (Italia), CREPA - Centre de Recherche et d’Expérimentation en PédagogieArtistique (Belgio), TAGV - Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia) - si sono assunti la responsabilità del progetto artistico portando avanti le linee guida tracciate da Franco Quadri. Hanno così rilanciato il progetto con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo e della Regione Friuli Venezia Giulia e con la partecipazione, per l’Italia, di Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), Area 06, Teatro di Roma, mentre i partner europei godono dell’appoggio dei Ministeri della cultura francese, belga e portoghese e il Théâtre de la Place di Liegi.
Nei suoi primi vent’anni di impegno innovativo nel campo della formazione teatrale europea, hanno già diretto l’Ecole registi di fama internazionale come Luca Ronconi, Lev Dodin, Peter Stein, Dario Fo, Jacques Delcuvellerie, Jerzy Grotowski, Anatolij Vassil’ev, Jacques Lassalle, Luis Miguel Cintra, Alfredo Arias, Matthias Langhoff, Eimuntas Nekrosius, Massimo Castri, Jean Louis Martinelli, Jacques Delcuvellerie e più di recente, affermati registi delle nuove generazioni come Jan Fabre, Rodrigo Garcia, Pippo Delbono, Antonio Latella, Carlo Cecchi, Denis Marleau, Enrique Diaz, Matthew Lenton.
Allievo di drammaturgia e regia di Ricardo Bartis, Mauricio Kartun e José Sanchis Sinisterra, l'attività di Rafael Spregelburd a Buenos Aires è molteplice e diversificata: è regista, autore, traduttore e attore per il teatro e per il cinema. Fondatore della compagnia El Patrón Vázquez, il suo teatro è ibrido, meticcio e polemico; un'opera che rifugge qualsiasi moda o etichetta, un teatro di linguaggio e territori sconosciuti, che gli è valso una rilevante proiezione internazionale e numerosi premi, fra i quali il Tirso de Molina (per La estupidez), due volte il Premio Ubu in Italia (per Bizarrae per Lúcido), il premio Casa de las Américas a Cuba (per La paranoia), il Premio Nacional (per La terquedad), il Premio Municipal (per Cucha de almas), quello della Muestra de Cine de Lleida (come miglior attore nel film Elhombre de al lado).
Al centro del corso de l’Ecole di quest’anno, diverse sollecitazioni sulla “relazione infinita” fra la produzione teatrale dei Centri e delle Periferie del mondo, nell’era del teatro post moderno.
Le domande teatrali fondamentalidichiara Spregelburd - che si formulano al centro del mondo non possono avere risposte da tutti e sempre, perché ogni Unità appare frazionata. Invece le periferie hanno – da sempre – una tradizione di pensiero periferico, laterale, non incisivo, non vincolante, ibrido, meticcio, in lingue la cui traduzione si presta meglio all'indulgente poesia che al crudo pensiero. Ma nella sua allegra mancanza di affermazioni categoriche, di mode, o di etichette entomologiche, la Periferia può prestare ai relativi centri un certo sguardo originale sul problema di fondo: la produzione di senso”.
L’incontro di allievi europei – prosegue Spregelburd - con il mio metodo di lavoro (che non è metodo, ma è prassi) cercherà di indagare le possibilità di altre forme di racconto che corrispondono a paradigmi di costruzione di fiction meno riduzionisti. Il corso propone l’uso degli attori come autentici drammaturghi della scena; per un mese si lavorerà con un orientamento alla scrittura e alla produzione di uno spettacolo finale, nel quale potremo mostrare alcune tracce anche se non concluse e provvisorie”.
Informazioni: CSS Teatro stabile di innovazione del FVG -
www.cssudine.it

CELLULE TEATRALI: MACCHINE PER PRODURRE CATASTROFI
dimostrazione finale aperta al pubblico dell’École des Maîtres 2012
Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
maestro Rafael Spregelburd
artista associato Manuela Cherubini
con gli allievi dell’École des Maîtres 2012 Rita Brütt, Robin Causse, Íris a Cayatte, Julien Cheminade, Sofia Correia, Bernardo de Almeida, Sol Espeche, Valentine Gérard, Vincenzo Giordano, Sophie Jaskulski, Alexis Lameda Waksmann, Fabrizio Lombardo, Emilie Maquest, Adrien Melin, Deniz Özdoğan, Aude Ruyter, Giorgia Salari
un progetto europeo promosso da
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (Italia), CREPA - Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgique), TAGV - Teatro Académico de Gil Vicente (Portugal), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (France)
con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo (Italia)  
e la partecipazione di Regione Friuli Venezia Giulia (Italia), Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), AREA06 (Italia), Teatro di Roma (Italia), Théâtre de la Place / Liège - Centre européen de création théâtrale et chorégraphique (CFWB/Belgique), Ministère de la Communauté française - Service général des Arts de la scène (CFWB/Belgique), Wallonie-Bruxelles International (CFWB/Belgique), Ministère de la Culture et de la Communication (France), Fonds d’Assurance Formation des Activités du Spectacle (France), Direcção-Geral das Artes (Portugal)
con il patrocinio di Ambasciata Argentina in Italia
Rafael Spregelburd è un artista che non si presta a facili etichette. Nato a Buenos Aires nel 1970, è infatti drammaturgo, regista, traduttore, scrive per diverse testate, oltre a essere un richiesto attore di teatro e cinema. Con la sua compagnia argentina, El Patrón Vázquez, ha messo in atto un teatro intenzionalmente ibrido, meticcio e polemico, di linguaggi e territori sconosciuti, che gli è valso in questi anni una rilevante proiezione internazionale e numerosi premi, fra i quali il Tirso de Molina e due volte il Premio Ubu in Italia (per Bizarra e per Lúcido). Il corpus delle sue opere drammaturgiche raccoglie più di trenta titoli. In Italia sono pubblicate in due volumi nella raccolta Eptalogia di Hieronymus Bosch (Ubulibri), sette opere ognuna correlata a un “peccato capitale contemporaneo”.

Teatro India, lungotevere Vittorio Gassman - Roma
ingresso libero su prenotazione alla mail
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Manifestazione di idee, di modalità, di temi, di strategie, Short Theatre a cura di AREA06, in questa settima edizione si consolida come uno fra gli appuntamenti più interessanti dedicati alla scena contemporanea grazie al sostegno di Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù; Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per lo spettacolo dal vivo; Regione Lazio; Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico; in collaborazione con Teatro di Roma; Zètema Progetto Cultura.

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma, Ufficio stampa Short Theatre

 

 

Non buttiamoci giù

Dal 27 settembre al 3 ottobre 2012
Non buttiamoci giù
di Nick Hornby
diretto e interpretato da Luciano Roman

Un presentatore televisivo, un'anonima donna di cinquant'anni, una ragazzina di diciotto, un uomo di trenta, sconosciuti tra di loro, si incontrano per caso la notte di Capodanno sul tetto di un palazzo chiamato “La casa dei suicidi” per compiere ognuno per suo conto il gesto estremo. Ma, incontrandosi, si intralciano, impedendosi l'un l'altro di suicidarsi. Nel parlarsi, nell'insultarsi, nel raccontare ognuno la propria vicenda umana, si attua un riconoscimento per cui quasi inconsapevolmente i quattro protagonisti formano un nuovo nucleo, un nuovo sistema di rapporti più autentico, più serio, più vitale.
“Non buttiamoci giù” di Nick Hornby è una fotografia lancinante, commovente quanto divertente, del nostro mondo fatto di solitudini, di impossibilità di comunicare in modo semplice e diretto con le persone che crediamo vicine; affronta il pensare umano del nostro tempo più intimo, più segreto, che a volte con fatica riusciamo a riconoscere.
I protagonisti sono quattro archetipi di un tessuto sociale indistintamente europeo, che nell'adattamento teatrale sono trasferiti in una provincia non definita del nord Italia.
Dal testo originario di Hornby viene recuperata la situazione iniziale. Tutto lo spettacolo si concentra nella notte di Capodanno, e si svolge attraverso quattro monologhi intermittenti ― tutti interpretati da Luciano Roman ― in cui ogni personaggio racconta quella notte dal suo punto di vista.
L'unica nota di riconoscibilità tra l'uno e l'altro è il diverso accento: l'attore passa dal bergamasco al friulano, dal milanese al toscano.

Luciano Roman
Attore e regista teatrale di Milano, nel 1990 ha ricevuto il premio Hystrio.
E' stato diretto da Castri, Strehler, Ronconi, Squarzina, Marcucci, Maccarinelli, Carriglio, De Simone e molti altri.
Lavora dal 1990 con i maggiori teatri italiani: dal Piccolo Teatro di Milano al
Teatro di Genova, al Teatro Stabile del Veneto, al Teatro di Palermo, al Metastasio di
Prato, allo Stabile dell'Umbria e molti altri in cui è stato protagonista di spettacoli
rappresentati in tutto il mondo.

Dal 27 settembre al 3 ottobre 2012
TEATRO LIBERO
Non buttiamoci giù
di Nick Hornby
diretto e interpretato da Luciano Roman
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI

Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
allievi con carta TP CARD: € 6,00
ORARIO SPETTACOLI
da lunedì a sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI E INFO BIGLIETTERIA
Dal lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo:
Da lunedì a venerdì fino alle ore 21.30
sabato dalle ore 19.00 alle ore 21.30
domenica dalle ore 14.00 alle 16.30
Tel. 02 8323126
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PRENOTAZIONI
E' possibile prenotare nelle seguenti modalità:
via e-mail scrivendo a
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chiamando allo 02 8323126

Fonte: Beatrice Pozzi, Ufficio stampa Teatro Libero

"Il Gufo e la Gattina"
di Bill Manhoff
con Luca Lampronti, Gabriella Petti, Doriano Rautnik
regia di Giuseppe Bisogno
assistenti alla regia sono Annabella Calabrese e Veronica Loforese
scene di Luigi Petti
consulenza musicale di Maurizio Surico
audio e luci di Pietro Frascaro

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Trastevere (via Jacopa de' Settesoli) dal 20 al 23 settembre, dal 27 al 30 settembre e dal 4 al 7 ottobre.
Giuseppe Bisogno, alla sua prima prova di regia mette in scena un testo giocato, in modo singolare, sulla coppia. Lui, lei... Felix, Doris. Due personaggi come tanti nella storia della drammaturgia. Felix è uno scrittore fallito con montagne di componimenti spediti agli editori e regolarmente respinti. Così si mantiene facendo il commesso in un negozio di libri e passa la sua vita tra il lavoro e il proprio appartamento nel quale (grazie ad un cannocchiale), si dedica alla osservazione voyeristica dei comportamenti umani, giustificando la propria curiosità come un’attività professionale: “uno scrittore è un osservatore!”...
Lei, Doris, attricetta-squillo con scarsa cultura e nessuna possibilità artistica. Probabilmente, anche grazie alle sue attività para-artistiche, ha girato due spot pubblicitari di poco conto, ma di cui va fiera.
Lui, lei... Diversi, per certi versi all’opposto, che per volontà del destino - incarnato, in questo caso, nella penna di Bill Manhoff che agisce al di sopra delle loro teste - improvvisamente si trovano uno di fronte all’altra....
Questo il primo incontro come lo avrebbe descritto lui: Notte dormo come d’abitudine - dormo
e nel buio un rumore - nel buio sento un rumore e chi è? Chiedo - chi è? ripeto... lentamente apro la porta ed è LEI
.
 
Questo il primo incontro come lo avrebbe descritto lei: Quel figlio di puttana viscido schifoso verme bastardo finocchio... mi ha spiata, mi ha vista con un paio di gentiluomini e chissà cos’ha creduto!... Io sono una modella, vacca porca!... e un’attrice!... ho fatto anche due pubblicità in televisione!... ma quella carogna pidocchio bastardo chissà cos’ha creduto e lo ha detto a Gould, il padrone di casa... che mi ha cacciata!... vacca porca mi ha cacciata di casa alle due del mattino... ma ora che vedo quel lurido pidocchio rognoso gliene dico quattro!... DEPRAVERTITO!

Lui, lei... Si incontrano e, naturalmente, si scontrano.
In breve i fatti: Doris viene cacciata dal suo appartamento alle due del mattino, a seguito della denuncia fatta al padrone di casa da parte di Felix che, nelle sue osservazioni notturne al cannocchiale, l’ha vista ricevere uomini in casa sua per prestazioni para-artistiche. Furiosa si presenta alla porta del suo delatore per vomitargli addosso tutta la rabbia che ha in corpo, e non sapendo dove passare la notte, decide di fermarsi nell’appartamento dell’uomo nonostante le sue resistenze. Invade la silenziosa, pulita, rigorosa e monacale casa di Felix con tutti i suoi elettrodomestici rumorosi (un televisore e una radio) che accende perché senza il conforto del loro rumore non riesce a dormire; causa rottura dei suddetti elettrodomestici, Doris chiede a Felix di leggerle qualcosa per farla addormentare.
Ne nasce una conversazione strampalata tra un uomo (il cui unico desiderio è andare a dormire) e una donna (che proprio non riesce a dormire). Una parola tira l’altra, e i due si studiano, si attraggono e finiscono a letto.
Di qui in poi un tira e molla amoroso, che vede Doris fermamente convinta che lui sia l’uomo della sua vita, e Felix fermamente convinto che non sia possibile che proprio lei sia la donna della sua vita.
“Un fmènage comico, a tratti surreale ed esilarante, che si risolverà nelle ultimissime battute del testo... che naturalmente non sveliamo per non rovinarvi la sorpresa..., racconta il regista che aggiunge: “Il gufo e la gattina” è una straordinaria macchina per attori. Una straordinaria macchina comica, intendo. Una commedia di fresca e travolgente simpatia, ma anche di spietata sincerità, che non sfigura al confronto di altri grandi successi del cinema e del teatro di struttura drammaturgica simile (Pigmalione, My Fair Lady o Colazione da Tiffany, tanto per citarne alcuni): c’è un “Gufo”,  apparentemente insensibile al fascino femminile, e una “Gattina” rozza e svampita, ma portatrice di un travolgente e fresca carica vitale”.
Nello spettacolo di Bisogno la Gattina Doris è una donna naturalmente problematica, insicura e ansiosa, ma piena di una vèrve contagiosa e simpatica che solo le persone semplici sanno avere; mentre il Gufo Felix è arroccato sulla sua presunta superiorità intellettuale che lo spinge a vedere la vita da lontano, attraverso il suo cannocchiale (e in un’epoca dominata da relazioni virtuali, nelle quali ci “rappresentiamo” a distanza e a causa delle quali sempre più raramente ci  incontriamo come esseri umani,  a me pare che ci riguardi molto da vicino).
L’irruzione di Doris nella sua vita spingerà Felix (suo malgrado) a mettere in discussione tutte le sue false convinzioni, costringendolo a fare i conti con sé stesso.
Ambientata negli Anni ’70 del Novecento, questa commedia tratta temi importanti come sesso, incomunicabilità, solitudine e frustrazione, passando però sopra a tutto una mano di vernice così brillante che riesce a farci ridere e divertire anche mentre riflettiamo.
Doris e Felix sono due personaggi scontrosi e teneri al tempo stesso, con sogni sproporzionati rispetto alle proprie capacità; protagonisti di una favola moderna tra grottesco e paradosso.
“Metterli in scena, mettere in scena le loro “vite” (perché di vite vere si tratta) – spiega il regista - è stata per me un’esperienza fantastica. Io e i miei compagni di viaggio abbiamo riso e abbiamo finito per raccontarci le nostre esperienze sentimentali, perché ci siamo riconosciuti nei personaggi... perché, per quanto assurdo possa sembrare, le dinamiche dei rapporti d’amore sono sempre e da sempre le stesse... e quando il Teatro ci offre la possibilità di vederle da lontano, pur riconoscendoci in esse, non possiamo far altro che ridere di noi stessi...”.
‘E una risata liberatoria, che ci permette di non prenderci troppo sul serio.
Il regista sarà presente alla prima e durante l'ultima settimana di repliche, quando terrà (sempre al Teatro Trastevere) un seminario sull'endecasillabo dantesco e sulla prima Cantica della “Divina Commedia” (dall' 1 al 6 ottobre, dalle ore 15 alle 20). Si tratta di un’iniziativa originale considerando che nella patria del grande poeta fiorentina, solo Giuseppe Bisogno e  Paola Bigatto, docente alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, hanno scelto di affrontarne lo studio partendo dalla struttura metrica per arrivare all'interpretazione.

Giuseppe Bisogno Abruzzese, classe 1967, Attore diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma nel 1990, ha interpretato, tra l’altro,  il deuteragonista di “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb, per la regia di Martino D'Amico, andato in scena nel 2011 a Roma, al Nuovo teatro Colosseo e alla Cometa Off; interprete di “The Coast of Utopia” di Tom Stoppard, con la regia di Marco Tullio Giordana che ha debuttato al Teatro Carignano di Torino la scorsa primavera e poi in scena al Teatro Argentina di Roma. E’ nel cast di “Re Lear” di Michele Placido prossimamente sulle scene del Teatro Quirino di Roma. Affianca un’attività di docenza e ora anche di regia.

Il topo nel cortile

il TOPO NEl cORTilE
dal 2 al 14 ottobre - Teatro Cometa Off

Dopo vari riconoscimenti in Festival di Drammaturgia Contemporanea, l’atto unico "Il topo nel cortile" sarà in scena al Cometa Off di Roma dal 2 al 14 ottobre. Scritto e diretto da Daniele Falleri viene messo in scena per la prima volta con un cast brillante composto da Elena Russo, Emanuele Salce, Laura Glavan e Andrea Standardi, in audace contrasto con la crudezza dell’evento narrato.  Lo spettacolo, lontano da qualsiasi minimalismo, si muove sul filo di una iperreale quotidianità mirata ad esaltare la teatralità di una tragedia familiare dei nostri giorni.

Breve sinossi:
Una famiglia è sconvolta dalla notizia che Samantha, la secondogenita, di soli sedici anni, è incinta. La ragazza, muta in seguito ad un incidente in tenera età, ha tenuto nascosto il suo segreto per cinque lunghi mesi.  In netto contrasto col marito e il figlio maggiore, Gianna, la madre, pretende di risolvere la questione a modo suo inchiodando il fidanzatino della figlia alle proprie responsabilità.
Ma la cieca determinazione della donna subirà un drastico ribaltamento di prospettive nel momento in cui scoprirà l’identità del vero padre del bambino che sta per nascere. 

Note di regia:
La famiglia.  La famiglia come intreccio inestricabile di cause e effetti in cui sono annodati indissolubilmente i destini di tutti i suoi componenti.  Questo è il terreno eternamente fertile in cui il seme de IL TOPO NEL CORTILE allunga silenziosamente le sue radici e sboccia violento.  Una storia delle infinite storie che implodono fra le quattro mura di un appartamento di provincia dove si tira avanti con lo sguardo perennemente basso su ciò che si può o che non si può dire, su ciò che si può o che non si può fare. Fino al momento in cui procedere è impossibile e guardarsi l’un l’altro negli occhi è inevitabile.   Ne IL TOPO NEL CORTILE tutto si disintegra e si ricompone nel tempo reale di una famiglia qualunque all’ora di cena. Alla fine il pasto sarà servito anche questa volta a finestre rigorosamente chiuse per impedire che il male di fuori scombini il falso equilibrio di sempre.
Daniele Falleri

Un atto unico di: DANIELE FALLERI
Interpreti: ELENA RUSSO, EMANUELE SALCE, LAURA GLAVAN, ANDREA STANDARDI
Regia: DANIELE FALLERI
Produzione: LDM Comunicazione
Organizzazione: FABRIZIO PERRONE ITS Italia Spettacoli
Premi e Riconoscimenti: Vincitore del PREMIO APPLAUSI 2008
1° Classificato PREMIO SCRITTURA TEATRALE FARA NUME 2007
Finalista PREMIO PATRONI GRIFFI 2007
Finalista PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CITTÀ DI CHIERI 2007
IL TOPO NEL CORTILE è pubblicato dalla Casa Editrice TITIVILLUS nella raccolta SACRE FAMIGLIE.

 

Fonte: Sara Battelli, Ufficio Stampa FP Media Relation

Debora Caprioglio

Teatro dell’Angelo
Via Simone de Saint Bon n. 19
telefono 06/37513571- 06/37514258
Direttore artistico Antonello Avallone
Presidente onorario Manlio Santanelli
www.teatrodellangelo.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stagione 2012 – 2013
Dal 2 al 28 ottobre  2012
Debora Caprioglio
e Antonello Avallone
in
TI AMO, MARIA
di Giuseppe Manfridi

Una nuova coppia per il Teatro italiano, insieme per la prima volta, in  una situazione paradossale e alle prese con un dialogo secco e serrato. Un paradosso sull'ossessione d'amore, un curioso teorema sulla felicità così affannosamente inseguita che quando la si raggiunge non si è in grado di sopportarne il peso. E se l'infelicità è motivo di vita e di speranza, la felicità è esattamente il suo contrario.  Un caldo giorno d’estate, Sandro riaggancia Maria, un amore non sopito di dieci anni avanti…Abilissimo concertatore di voci e di dialogati, Manfridi ha lavorato sull’autenticità del proprio protagonista, percorso dalla tensione sotterranea di un “thriller”. Un impatto corposo, splendido. I due personaggi vanno definendosi con pennellate geniali: frammenti di vita si incastrano in un puzzle di non facile composizione che lascia battuta su battuta adito alla sorpresa: un gesto inconsulto, un assalto, un cedimento, ritrosie e provocazioni. E’ un gioco di scacchi di smisurata tensione, in cui non si riesce a distinguere chi sia l’attaccante e chi il temporeggiatore. Un trama originalissima che permette alla regia di sottolineare, grazie al particolare talento artistico della coppia Caprioglio - Avallone, i momenti ironici e le numerose situazioni assolutamente divertenti, al di là della mancanza di un impossibile lieto fine. Giuseppe Manfridi, rappresentato in tutto il mondo, con “Ti amo, Maria” ha riscosso uno strepitoso successo di pubblico e di critica.

Scene e costumi Red Bodò
Regia Giancarlo Fares
Dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30

 

Fonte: Red Bodò, Ufficio Stampa Teatro dell’Angelo

 

 

 Ingrediente F
23 SETTEMBRE 2012

ORE 19.00 aperitivo PARI O DISPARE
ORE 21.30 spettacolo CIO’ CHE RESTA…SERATA DI DISONORE
DOMUS TALENTI
Via delle Quattro Fontane 113, Roma

“CIO' CHE RESTA… serata di disonore”
di e con
Alessandra Frabetti
e
Les Triplettes de Belleville

Prosegue la rassegna al femminile, alla Domus Talenti di Roma, “INGREDIENTE F – il teatro come non l’avete mai assaggiato” con il solito appuntamento domenicale, ore 21.30 Questa la volta dell’attrice bolognese Alessandra Frabetti che domenica 23 settembre si esibisce - coadiuvata dalle musiche dal vivo del gruppo Les Triplettes de Belleville -  in “Ciò che resta .... Serata di disonore” un recital dall'irresistibile comicità, per la prima volta a Roma, che ha per protagoniste le donne: donne famose, donne inventate - personaggi delle più grandi pièce - e donne comuni, alle prese con gli stessi problemi e le stesse torture. 
Lo spettacolo si costituisce di frammenti del repertorio degli ultimi dieci anni di carriera di Alessandra Frabetti, con testi prevalentemente comici intervallati con monologhi talvolta drammatici talvolta brillanti ed esilaranti. Una sorta di “sfizio” che l’attrice e la stessa donna Alessandra Frabetti dichiara di volersi togliere “prima che sia troppo tardi”. Una raccolta della vita personale e professionale di una donna, madre, attrice, in cui esplora attraverso la drammaturgia le "relazioni pericolose" tra gli individui, dove l’asimmetria, la dissonanza e la disarmonia ne rappresentano il fuoco vitale del rapporto, individuando nel conflitto ironico una delle costanti del percorso artistico di Alessandra Frabetti.
In una serata che omaggia e rappresenta le donne, l’associazione Pari o Dispare – che si occupa della parità di genere principalmente nel mondo del lavoro  - aprirà la serata accogliendo e offrendo a tutti gli ospiti un aperitivo; occasione di incontro per illustrare gli intenti e obbiettivi dell’Associazione stessa.

Con il sostengo e patrocinio di:
Domus Talenti, Eco Radio e Pari o Dispare

 

Fonte: Tiziana Cusmà, Ufficio stampa OffRome

 

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