E’ partita l’arca della cultura e della contaminazione della VI edizione del Calàbbria Teatro Festival, dedicata quest’anno al tema delle migrazioni. La premessa è che la cultura consenta di andare oltre le barriere con la complicità del territorio. Un’attenzione anche al tema dell’ambiente.

La stagione 2016/2017 del Teatro Quirino si apre con l’ “Amleto” diretto e interpretato da Daniele Pecci. Al suo fianco Maddalena Crippa, Rosario Coppolino, Giuseppe Antignati e Sergio Basile, per una messa in scena moderna e vicina al nostro mondo, senza simbolismi e sovrastrutture che si frappongano fra i quattordici attori sul palcoscenico ed il pubblico.

Massimo Venturiello è il magnifico interprete e regista di un testo intenso e originale, scritto da Gianni Clementi, dal titolo Barberia - Barba, capiddi e mandulinu!, in scena al Teatro della Cometa dal 19 al 30 ottobre 2016.

Dall’eredità della vecchia Associazione Culturale Accademia dell’Arte (attiva a Ostia dal 2000 al 2014), nasce la scuola della Nova Accademia, rinnovando la metodologia didattica che ora integra nel metodo anche il meta-modello arte-terapeutico a indirizzo psicofisiologico integrato del prof. Vezio Ruggieri. Svolge attività nei settori artistici, terapici e sportivi, attività ricreative con particolare attenzione alla promozione della cultura teatrale, musicale e artistica in genere.
Nascono corsi, laboratori, stage e workshop di teatro, danza, canto, fotografia, hip-hop e breakdance.

Venerdì 30 settembre al Teatro India va in scena Alzheimer mon amour, a cura di Veronica Cruciani, John Cascone e Riccardo Fazi, una performance semplice e immediata, costruita intorno alla presenza di due giovanissimi attori e al modo in cui questi abiteranno lo spazio di un testo pieno di vuoti, non detti, assenze. Un progetto del Teatro di Roma e CrAnPi, in replica al Teatro Biblioteca Quarticciolo 1 ottobre (ore 21) e 2 ottobre (ore 18).

Inaugura la nuova Stagione del Teatro India, dal 4 al 9 ottobre, “la febbre” di Sarah Kane portato in scena dalla regia di Pierpaolo Sepe, quel dolore di vivere nella scrittura dura, provocatoria, aggressiva della drammaturga inglese morta suicida nel 1999 a soli 28 anni.

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