Tiziano Terzani “La fine è il mio Inizio". Il consiglio di SaltinAria

Scritto da  Domenica, 26 Ottobre 2014 

Secondo appuntamento con la nuova rubrica di consigli bibliografici; questa settimana Alessandro Fabrizi ci porta a conosce uno degli autori più interessanti, evocativi ed emozionanti dell’Italia a noi contemporanea, scomparso ormai da dieci anni.

 

Ci sono scrittori che non si limitano a scrivere semplici libri, ma attraverso la propria vita restituiscono un bagaglio di emozioni, esperienze e spessore intellettuale che sono necessari, per noi lettori, a compiere meravigliosi voli di fantasia: Tiziano Terzani è sicuramente uno di quei rari esempi.

Il consiglio della settimana è per il primo libro postumo di Terzani “La fine è il mio inizio”, pubblicato grazie alla sapiente trascrizione del figlio Falco di numerose registrazioni audio avvenute fra i due. Sarebbe più corretto, però, consigliare l’uomo, più che il singolo libro, anche perché numerosi sarebbero i tomi da leggere con particolare attenzione.

“La fine è il mio inizio” potrebbe essere definito uno dei libri più completi, ma meno complessi di Terzani nel quale si ripercorre la sua storia, dall’infanzia alla vecchiaia, attraverso gli aneddoti, i racconti e i pensieri articolati di un uomo pieno di sfaccettature e di uno spessore culturale notevole.

Tiziano Terzani nacque a Firenze nel 1938 da una famiglia di origine popolare, ma grazie alla sua predisposizione allo studio e all’aver incontrato nel suo cammino professori che hanno visto in lui qualcosa di unico, finì per entrare alla Normale di Pisa, uno dei migliori centri d’eccellenza del nostro paese. La vita di Terzani è costellata di viaggi unici, scelte coraggiose e soprattutto dell’amore che verso il suo lavoro da giornalista, ottenuto grazie ad un contratto come inviato di guerra del giornale tedesco Der Spiegel.

La passione per l’oriente, per l’amata moglie Angela e per i suoi due figli trasudano in ogni singola pagina del libo. Questo libro/intervista viene visto come l’ultima donazione di un uomo che nella vita, come onestamente riconosce, ha avuto tante, forse troppe gioie e che si sta avvicinando alla morte con una leggerezza d’animo invidiabile.

“La fine è il mio inizio” deve essere utilizzato, per coloro che non conoscono l’uomo Terzani, come ariete di sfondamento per entrare nel suo mondo e leggere, successivamente, altri suoi romanzi: “Lettere contro la guerra”, “Un altro giro di giostra”, “Un indovino mi disse”, 2Buona notte Signor Lenin” e molti altri. Badate bene non sono libri leggeri da leggere sotto un ombrellone in una afosa giornata estiva, ma sono letture più adatte ad un clima invernale, ad esempio sotto una coperta mentre si sorseggia una fumante tazza di cioccolata calda.

Altro consiglio è di non limitarsi a leggere qualche suo libro, ma di spingersi oltre andando alla ricerca delle sue interviste, trovabili su YouTube, di trovare alcune sue foto o leggere molti articoli da lui scritti e pubblicati su giornali nazionali e non. Per alcuni di voi Il personaggio Terzani potrà risultare fastidioso, a volte saccente o forse costruito; io vi consiglio di andare oltre queste sensazioni e vederlo come un uomo che ha vissuto per decenni in oriente prendendo da quelle culture una spiritualità e un misticismo che nella nostra civiltà occidentale sono persi.

Vi lascio con un altro spunto: vi ricordate il feroce scritto di Oriana Fallaci, altra grande giornalista italiana all’indomani dell’attentato del 11 settembre? Ebbene Terzani rispose alla sua collega e amica con una lettera dove in maniera lucida e brillante dava un’altra chiave di lettura di quell’atroce evento. A voi un piccolo stralcio: “Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. Là morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione. Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito e mi ha fatto pensare a Karl Kraus. "Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia", scrisse, disperato dal fatto che, dinanzi all'indicibile orrore della Prima Guerra Mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua”.

“La fine è il mio Inizio – Terzani

Casa Editrice Longanesi – Prezzo di copertina € 14,90

Prima edizione 2006

Articolo di Alessandro Fabrizi

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