Teoria delle ombre di Paolo Maurensig a Libriamo nei lieti calici

Scritto da  Domenica, 10 Luglio 2016 

L’iniziativa di Cormons – in provincia di Udine – è un progetto di convergenza tra letteratura, risorse del territorio, in particolare la cultura del vino e musica, avvicinando la scrittura a pochi metri dal pubblico, ospitata di volta in volta nelle ville, aziende e luoghi della zona. Così il 30 giugno nel giardino della locanda Terre&Vini di Livio Felluga, in un’atmosfera familiare e raffinata, che ripropone il sapore della villeggiatura colta di una volta, Paolo Maurensig racconta il suo ultimo libro con il quale nel 2015 ha vinto il Premio Bagutta.

Goriziano, Maurensig, è uno scrittore e saggista, esperto, appassionato di scacchi e giocatore, che annovera diverse passioni come ha raccontato nel corso di una conversazione con la giornalista Margherita Reguitti, introdotto da Elda Felluga – padrona di casa e sua amica - accompagnato dalla violinista Elena Allegretto e Paride Farinetti alla chitarra. La musica è tra l’altro uno dei suoi interessi che per un periodo lo ha visto avvicinarsi al flauto, in particolare al flauto barocco del quale è diventato costruttore e poi al violoncello. Il nuovo romanzo – pubblicato da Adelphi – è un noir che indaga sull’omicidio – fatto passare per un incidente – di un famoso e controverso campione di scacchi Alexandre Alekhine, detentore del titolo di campione del mondo, che la mattina del 24 marzo 1946 venne trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo, a Estoril, in Portogallo. Il fatto è realmente accaduto e l’avvio dell’indagine prende le mosse da un servizio di un cronista dell’epoca, poi messo a tacere in un clima di repressione della libertà di stampa sotto la dittatura di Salazar. L’esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe, escludendo qualsiasi altra ipotesi. La stampa portoghese pubblicò la versione ufficiale e il caso fu rapidamente archiviato. Da allora, però, sulle cause di quella morte si sono moltiplicati sospetti e illazioni. Qualcuno ha insinuato che le foto del cadavere facevano pensare a una messinscena; qualcun altro si è chiesto come mai Alekhine stesse cenando nella sua stanza indossando un pesante cappotto – senza contare che il defunto aveva un passato di collaborazionista, e che i sovietici lo giudicavano un traditore della patria. Il personaggio infatti è decisamente controverso e per certi aspetti odiato: tra l’altro stava per divorziare dalla quarta moglie che come le altre era ben più grande di lui. La ripetitività della scelta può far pensare ad un complesso edipico ma anche alla ricerca di una convenienza economica. Con il fiuto e il passo del narratore di razza, oltre che la profonda conoscenza del mondo degli scacchi, Maurensing imbastisce un romanzo intorno a un personaggio, controverso ritenuto un traditore, alcolista, proveniente da una famiglia russa ricchissima espropriata dopo la rivoluzione del 1917 che si ritrova di fatto prigioniero in un paese straniero senza più un soldo. La narrazione copre gli ultimi sei giorni di vita di questo personaggio, amante tra l’altro dei gatti, antipatico ma anche fragile, un bambino che non si sa destreggiare nella vita. Per questo poter tornare a giocare significa la possibile libertà attraverso la speranza di una vittoria. Il passaggio al romanzo – per l’autore de La variante di Lüneburg e Canone inverso, celebre anche per il film che ne è stato tratto – è stato quasi immediato e naturale come per gli occhi di un narratore: un grande albergo, vuoto, dove un unico ospite è servito e in qualche modo imprigionato, affacciato sull’Oceano. Altro protagonista il gioco degli scacchi che, ha raccontato, è il gioco della guerra, non combattuta con le armi tradizionali: diventa prima la sfida della bellezza del gioco degli Ariani contro gli ebrei – che possono vincere solo pescando nel torbido – e poi dei Sovietici, che primeggiano in strategia. Oltre alla passione per gli scacchi il libro svela anche la passione per la musica che regala gli unici momenti di pace in questa torbida vicenda.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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