Sette tipi di ambiguità di Elliot Perlman. “Il consiglio di SaltinAria”

Scritto da  Domenica, 30 Novembre 2014 

Sette tipi di ambiguità di Elliot Perlman è un libro che bisognerebbe leggere e non fidarsi della sensazione, iniziale, e assolutamente errata, di trovarsi di fronte all'ennesima mattonata di settecento pagine. Se si legge il romanzo di Perlman si avrà l'opinione opposta e cioè quella di trovarsi di fronte ad un'opera che al di là della sua mole ha una fluidità invidiabile: la storia viene costruita e narrata per essere divorata del lettore senza avere mai la percezione di avere fra le mani il solito lavoro stirato e allungato con il mattarello.

La scelta del titolo inoltre non può lasciare indifferenti i lettori: l'autore fa chiaramente riferimento all'opera maestra di Empson che con il suo saggio, anch'esso intitolato "Sette tipi di ambiguità", illustra il concetto per cui la lingua inglese, soprattutto nella scrittura e nella poesia, è ricca di ambiguità. Ed è proprio questa ambiguità o doppiezza che rende il libro interessante e completo: cosa succederebbe se un evento venisse raccontato da più persone? Probabilmente l'individuo interpellato darebbe una visione propria dell'accaduto restituendo eventi e mettendo accenti che probabilmente l'altro interlocutore avrebbe trascurato.

Il lavoro di Elliot Perlman prende avvio dal rapimento, da parte del protagonista Simon Heywood, del figlio di una sua ex fidanzata amata follemente in gioventù: attenzione lettore, non andrai a leggere, fra le pagine di questo romanzo, un avvincente thriller né un brillante giallo, ma una storia che fa dell'interiorità un elemento cardine. Leggendo il libro si ha come l'immagine di vedere sparati in aria sette linee che con le loro scie, se pur intrecciandosi in molteplici punti, non si toccano mai: ad ogni capitolo la parola viene presa da un personaggio diverso che attraverso la sua percezione racconta e sviluppa la vicenda del rapimento. Soltanto nell'ultimo capitolo l'autore riprendere tutti questi fili e li unirà dando finalmente al lettore quella linearità e univocità che è mancata nei capitoli precedenti.

L'autore tra le pagine del romanzo non si tira indietro nel criticare e raccontare il cambiamento attuale dell'Australia sempre più vicina ai difetti della civiltà europea basata sulla carriera e sulla ricchezza come unico reale elemento di privilegio.

"Sola? Angel, fidati di me, tu sei sola. Lo siamo quasi tutti. Per non essere soli bisogna che qualcuno entri in contatto con te e tu con lui. E parlo di un contatto vero. Voglio dire che qualcuno deve compiere lo sforzo emotivo ed intellettuale di seguirti mentre cavalchi le onde implacabili di paura e speranza, di sofferenza e piacere, di dubbi e certezze che formano il mare dell'esperienza umana.
E tu devi ricambiare la cortesia. Ti devi proiettare nella sofferenza dell'altro e lenirla assorbendola. Ascoltami, Angel. Ero deciso a non andarmene da solo. Non c'è niente che possa fare per portare qualcuno a cavalcare quelle onde con me, lo so. Ma proiettarmi nella sofferenza di qualcun altro dipende solo da me."

Un grazie va alla Casa Editrice Guanda per aver deciso di portare in Italia due dei romanzi scritti da questo bravissimo autore: "Tre dollari" e appunto "Sette tipi di ambiguità".

Sette tipi di ambiguità
Casa Editrice Guanda
prezzo copertina 13,50

Articolo di Alessandro Fabrizi

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