Presentazione del volume "L’Unità d’Italia nel Teatro" di Maria Teresa Antonia Morelli, Bulzoni editore

Scritto da  Redazione Cultura Venerdì, 28 Marzo 2014 

Venerdì 4 aprile 2014, alle ore 17.00 presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, (Palazzo Mattei di Giove -Via Michelangelo Caetani 32, 00186 Roma), verrà presentata l’opera L’Unità d’Italia nel Teatro. Istituzioni politiche, identità nazionale e questione sociale di Maria Teresa Antonia Morelli, Bulzoni, 2012. Intervengono: Antonio Audino, Mario Morcellini, Carlotta Sorba, Francesco Suriano. Coordina: Maria Sofia Corciulo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Istituzione culturale, strumento di educazione e di identificazione, sede di costruzione del consenso ma anche mezzo di opposizione politica, il Teatro rappresenta una fonte preziosa anche per comprendere l'evoluzione del pensiero, del costume e delle istituzioni politiche italiane dell‘Ottocento. Nella prima metà del secolo la comunicazione teatrale si traduce soprattutto in protesta contro le istituzioni politiche e sollecitazione di sentimenti nazionali. patriottici e indipendentistici. al fine di dar vita ad una comunità nazionale. Dopo l’Unificazione il Teatro diventa piuttosto espressione della classe governativa e tende ad assumere forme celebrative che assolvono ad una funzione di pedagogia socio-politica. Esso realizza di fatto un'opera di mediazione. Dalla vita sociale desume caratteri, espressioni di costumi e di vita vissuta che grazie alla trasposizione sulla scena, vengono recepiti dal grande pubblico: dalla cultura politica e dalla realtà istituzionale trae un armamentario ideologico e politico che, altrimenti, resterebbe astratto e teorico, o quanto meno circoscritto in una cerchia ristretta di fruitori. Rielabora e trasmette quindi - attraverso un dialogo immediato con il pubblico –l’affermarsi della Rivoluzione industriale, il consolidamento della borghesia, le prime forme di diffusione del marxismo, la definizione del sistema politico liberale, i primi accenni della questione femminile. Il Teatro è, dunque, lo specchio di un Paese che sta assumendo faticosamente una sua identità nazionale. Analizzarne i contenuti costituisce, pertanto un punto di vista originale per “rileggere" la vita culturale, socio-economica, politico-istituzionale dell’Italia del XIX secolo.

 

Maria Teresa Antonia Morelli ha conseguito il Dottorato di ricerca in "Pensiero politico e comunicazione nella storia" presso l'Università degli Studi di Teramo. Ha proseguito gli studi nella stessa sede in qualità di assegnista di ricerca. Attualmente collabora con la cattedra di Storia delle Istituzioni Politiche nella Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione. dell'Università di Roma “La Sapienza”. È membro della International Commission for the History of Representative and Parliamentary Institutions (ICHRPI). Ha pubblicato saggi di storia del pensiero e delle istituzioni politiche dell'Ottocento e del Novecento italiano in riviste scientifiche e in volumi collettanei. È autrice del volume Le donne della Costituente (Laterza, 2007).

 

Antonio Audino è curatore degli spazi teatrali di Rai - Radio3, critico teatrale de Il Sole 24 Ore.

 

Maria Sofia Corciulo docente Storia delle istituzioni politiche al Dipartimento di Scienze politiche della Sapienza Università di Roma e Presidente della International Commission for the History of Representative and Parliamentary Institutions (ICHRPI).

 

Mario Morcellini insegna Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi alla Sapienza Università di Roma ed è direttore del Coris - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale

 

Carlotta Sorba insegna Storia dell'Ottocento e Storia e teoria culturale e dirige il Centro interuniversitario di storia culturale (CSC) al Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell’Università di Padova.


Francesco Suriano, autore e regista di teatro e cinema, ha scritto varie commedie rappresentate nei maggiori teatri italiani, tra cui la trilogia di Roccu iniziata nel 2001 con Roccu u stortu. Un filone della sua ricerca è dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico calabrese, attraverso una scrittura profondamente impregnata del dialetto.

 

Per informazioni: Biblioteca di storia moderna e contemporanea

 

 

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