Porca Pupazza, no! La strategia del pesce palla di Maria Letizia Maffei

Scritto da  Sabato, 14 Giugno 2014 

Vi è capitato di rimanere ingolfati nella vostra stessa vita, di dover far quadrare un bilancio emotivo in rosso, di dover combattere con la rassegnazione, le sbronze, il colesterolo, le bugie, un ex capo, e le ruote bucate? O vi siete fatti domande del tipo:come mai con me gli uomini mentono sempre? Quest’uomo è un valore aggiunto per me oppure è solo superlavoro? O vi è capitato di dire frasi del frasi del tipo: Facile desiderare culetti sodi se poi a voi non viene chiesto neanche di lavarvi i denti!? Allora sicuramente vi riconoscerete un po’ in questa storia che è un viaggio tragicomico attraverso la passione per la bicicletta, il sesso, l’amicizia, l'amore e il lavoro di una giovane donna che cerca di restare a galla grazie alle sue risorse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


E' un romanzo teneramente comico e graffia con una carezza. Il titolo fa riferimento all'intercalare della protagonista per ogni occasione/emozione forte. Il sottotitolo 'La strategia del pesce palla' è invece un omaggio al fatto che tutti noi, più o meno consapevolmente, mettiamo in atto strategie di sopravvivenza nei confronti delle grandi emozioni (gioie, dolori, passioni, delusioni ecc). Quella del piccolo pesce palla che si gonfia e diventa più grande agli occhi dei predatori la dice lunga su come cerchiamo di unirci ad altri individui (matrimoni, amicizie, legami familiari, tribù) per sembrare meno 'appetibili' nel grande oceano della vita.


Amy, quarantenne romana, al lavoro ci va in motorino o in bicicletta. Si occupa di marketing, lavora per un’azienda di comunicazione. La sua vita è totalmente divisa tra la quotidianità del lavoro e l’abisso privato composto dal dolore per la perdita della sorella dopo una lunga malattia, con relativi sensi di colpa e frustrazioni per non essere riuscita a salvarla. Attorno a lei ruotano la famiglia, un amico del cuore, un gruppo scelto di amici.


Come per chiunque abbia vissuto un lutto profondo, la vita di Amy è caratterizzata da una schizofrenia teneramente comica: da una parte coltiva il suo dolore, coccola la disperazione dell’assenza e la difende come fosse l’unico scopo della vita. Dall’altra c’è una quotidianità che reclama la sua attenzione, che non vuole comprendere il suo dolore e cerca costantemente di strapparla ad esso. Fintanto che la quotidianità è rappresentata dal suo impegno lavorativo, dal sesso, dalla famiglia o anche dagli amici, questa scissione mentale mantiene un suo equilibrio. Ma quando entra in gioco l’amore le cose cambiano. L’emozione intensa dell’innamoramento urta violentemente contro la commozione del dolore. È una lotta tra due sentimenti impetuosi, intensi, che non possono convivere.


Amy non vuole concedersi la felicità. Si sente una sopravvissuta ed è convinta di non meritarsela, è convinta di dover rinunciare a ciò di cui, chi non c’è più, non può più godere. La storia scorre divisa quindi su questi due binari. L’incertezza, la paura e le ansie rendono tutto comico, dalla ricerca del piacere sessuale con pratiche autoerogene alla prova di un partner a distanza, all'incontro fatale, alla cena gioco con gli amici, al bisogno di entrare in competizione con tutti, alle gare sulla pista ciclabile con emeriti sconosciuti.


Nonostante adori la sua professione, Amy decide di lasciare il posto di lavoro perché ormai da mesi lo stipendio arriva a singhiozzo. Si reca dall’avvocato per scrivere una lettera di dimissioni per giusta causa (mancato pagamento). Rincasando in bicicletta da uno dei suoi giri per Roma, Amy buca. Sarà proprio il suo avvocato a vederla arrancare per strada e a riportarla a casa caricando la sua bici bucata in macchina. L’avvocato entra nella sua vita a gamba tesa: le chiede di insegnargli ad andare in bici. Da questo momento i due si frequentano. Cominciano ad andare da Decathlon dove acquistano una bici per lui insieme a vari optional. La storia scorre tra entusiasmi e brusche frenate, (in verità sono inutili tentativi di bloccare un sentimento che la rende felice ma la spaventa e la distrae dal suo lutto), tra ubriacature e cene con gli amici. Fino a quando Amy presenta il suo avvocato ai suoi fedelissimi compagni, organizzando una delle sue famose cene a quiz, in cui un quesito irrisolto scatena un giallo ...sollevando polemiche, ansie e critiche...... Non è una storia d’amore ma l’incontro tra due adulti, strutturati e stabili, che pensano di avere strategie difensive definite. La vita- che si diverte un sacco- insegna che le strategie servono a poco e che quando pensi di aver trovato quella giusta per soffrire di meno o per raggiungere i tuoi obiettivi in maniera più efficace, arriva qualcuno che infrange le tue teorie. Porca pupazza, no! narra l’incontro tra due persone che si innamorano loro malgrado, malgrado le teorie e le strategie messe in atto. Una miriade di emozioni sotto la lente dell’autoironia.


Fonte: Ufficio Stampa Valeria Buffoni

 

TOP