Oltre 4.300 libri raccolti dall'Università Roma Tre per la nuova Biblioteca municipale di San Giuseppe Jato a Palermo

Scritto da  Redazione Cultura Domenica, 16 Marzo 2014 

L’Università Roma Tre ha raccolto oltre 4.300 libri per la nuova Biblioteca municipale di San Giuseppe Jato a Palermo che sarà inaugurata ad aprile (dal 2009 la vecchia biblioteca era abbandonata e inagibile perché all'interno di un bene confiscato alla mafia).
A febbraio il Sistema Bibliotecario di Ateneo si è fatto carico del progetto e ha lanciato una campagna: gli studenti, il personale e i docenti hanno donato i libri che, raccolti in 175 scatole, sono stati spediti mercoledì 12 marzo 2014.

 

 

 

 

 Esprime la sua soddisfazione Maria Palozzi, responsabile del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università Roma Tre: "abbiamo recepito una buona voglia di collaborare alla costruzione della Biblioteca, che diventa una volta di più una strada da percorrere per migliorare le persone, i cittadini, il Paese".


Pierluigi Basile, dottore di ricerca in storia di Roma Tre e attualmente Assessore con deleghe alla cultura e legalità, pubblica istruzione, beni confiscati alla mafia, sport e spettacoli e politiche giovanili nel Comune di S. Giuseppe Jato (Palermo), sta curando il restauro e l'inaugurazione della Biblioteca municipale: le scaffalature sono state donate da un gruppo di cooperative emiliane mentre i libri saranno il risultato delle donazioni che il Comune di S. Giuseppe Jato riceverà.


“Sono convinto che questa Biblioteca, le energie investite e le sinergie che lungo il tragitto si sono create -ha dichiarato Pierluigi Basile- rappresentano in piccolo un modello praticabile di liberazione nazionale: dove luoghi, istituzioni, persone imparano a dialogare, collaborare e investire insieme sul loro futuro, partendo dalla cultura e dai valori di giustizia, libertà e democrazia sociale, non sorgerà più la malapianta del malaffare e della criminalità organizzata”.

 

LA STORIA DELLA BIBLIOTECA

 

Sin dal 2009 la biblioteca comunale di San Giuseppe Jato si trovava in uno stato di quasi completo abbandono, essendo "reclusa" in aule non adeguate e all'interno di un bene confiscato alla mafia e inagibile a causa di infiltrazioni di acqua e mancanza di vari requisiti tecnici.
Nel 2012, Pierluigi Basile ha trovato uno spazio composto da 3 aule in un edificio del comune e nell'arco di poco tempo è stato realizzato il trasferimento di volumi e arredi ed è stata avviata la formazione del personale per iniziare il lavoro - mai fatto - di catalogazione dei volumi posseduti (ad oggi poco più di 4.000). Il percorso è tuttora in atto e gli impiegati (3) stanno seguendo un corso presso la soprintendenza di Palermo.


Un aspetto non secondario era però costituito dagli spazi e la realizzazione di un progetto di recupero - tuttora in fase di realizzazione – è stato reso possibile dalla donazione del ricavato dalla vendita dell’auto dell’ex sindaco di S. Giuseppe Jato, Maria Maniscalco, (auto acquistata dai cittadini del paese successivamente a un attentato del 1994 ai danni dell’auto dell’allora “sinnaca”).


Un messaggio chiaro è stato lanciato alla comunità: “alla violenza della mafia non esiste migliore risposta che la forza non violenta della cultura che illumina le coscienze e rende liberi gli spiriti incatenati, dalla barbarie mafiosa alla schiavitù della paura e dell'omertà”.


La ricerca di sostegno e alleati per questa "battaglia" ha trovato un’altra sponda nelle cooperative di Libera Terra, che hanno donato alcuni Pc e con Giuseppe Chiarillo, responsabile dei rapporti con Avviso Pubblico che ha raccolto nuovi arredi e scaffalature che giungeranno in Sicilia a marzo.
Due artiste locali (la prof.ssa Donatella Taormina e la dott.ssa Nadia Campanotta) stanno seguendo il progetto aiutate dagli operai.


Fonte: Università degli Studi Roma Tre - Giulia Longo, Ufficio Stampa

 

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