Lettere a Francesca di Enzo Tortora – Protoconvento Francescano (Castrovillari, Calabbria Teatro Festival) a cura di Francesca Scopelliti

Scritto da  Domenica, 16 Ottobre 2016 

Una presentazione a cura di Francesca Scopelliti, che fu compagna di Tortora e visse al suo fianco la vicenda giudiziaria nota. Lettere a Francesca - pubblicate da Pacini Editore - di Enzo Tortora. Una vicenda intima che porta alla ribalta una questione universale quella della giustizia giusta e soprattutto mediatizzata. Il ruolo del giornalismo al tempo della spettacolarizzazione televisiva.

 

A quasi trent’anni dalla morte di Enzo Tortora, la sua compagna Francesca Scopelliti consegna alla memoria degli italiani una selezione delle lettere, 45, che il noto giornalista e presentatore televisivo le scrisse dall’inferno del carcere nel quale era stato sbattuto per “pentito” dire. Arrestato il 17 giugno 1983 per associazione camorristica e spaccio di droga, la star amata da decine di milioni di italiani vive in quei giorni l’incubo di una giustizia che sembra ostaggio della diffamazione. Promette allora di battersi fino all’ultimo non soltanto per affermare la sua estraneità alle accuse ma anche per denunciare le aberranti condizioni di vita dei detenuti. Enzo Tortora diventerà di lì a poco il grande leader politico della battaglia per una giustizia giusta, culminata con la vittoria schiacciante del referendum per la responsabilità civile dei magistrati. Le Lettere traboccano di incredulità e indignazione, ma anche di dolcissimo amore per la sua Francesca e lanciano l’accusa a magistrati prigionieri di un teorema giudiziario e a giornalisti corrivi con la Procura di Napoli, ingabbiati dal pregiudizio e dalla malafede. Il volume nasce dall’incontro di Francesca Scopelliti e della Fondazione Enzo Tortora con l’Unione delle Camere Penali Italiane e si propone come uno strumento utile a continuare la straordinaria battaglia politica che un uomo retto e coraggioso ha combattuto fino all’ultimo insieme al suo Partito radicale per l’affermazione della responsabilità civile dei magistrati, della terzietà del giudice, della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante nonché della cultura di un processo penale che non venga inquinato dal circo mediatico-giudiziario. Nell’ambito del Calabbria Teatro Festival un incontro è stato dedicato alla nascita del libro, alla scelta di pubblicarlo e di raccontare una storia personale per continuare una battaglia. Francesca non aveva mai voluto pubblicare la corrispondenza intima malgrado le continue richieste perché riteneva fossero ispirate da voyerismo. Cambierà idea nel 2015 quando viene invitata a Rimini ad un convegno dell’Unione delle Camere Penali in occasione del quale assiste ad una realizzazione drammaturgica dedicata a Enzo Tortora e alla riaffermazione della battaglia professionale in nome del giornalista presentatore. In quell’occasione la Scopelliti leggerà uno stralcio di una lettera nella quale Tortora in diretta le confessa l’angoscia di essere prigioniero durante il terremoto. Da lì il passo è breve. Oggi Francesca è Presidente della Fondazione per la giustizia giusta e conduce una battaglia non solo in nome del suo amore ma della cittadinanza e dei suoi diritti nella globalità e come giornalista ha invitato alla vigilanza su una stampa diffamatoria, affamata di sangue e scandali che spettacolarizza e confonde la vita. Al di là di tutto questo il libro resta comunque una testimonianza esistenziale di dolore dall’angolo dimenticato di una cosiddetta democrazia.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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