Leo Lionni "Tra i miei mondi" a cura di Martino Negri e Francesco Cappa

Scritto da  Giovedì, 08 Gennaio 2015 

Traduzione di Mario Maffi

È la storia di un rivoluzionario, l’autobiografia di Leo Lionni: una sequela di «capriole cosmiche», come scrive lui stesso. Questo artista poliedrico ha sperimentato le più diverse forme espressive – grafica pubblicitaria, design, pittura, scultura, illustrazione per l’infanzia, scrittura –, spinto dal bisogno di esplorare le potenzialità narrative delle immagini e del loro intreccio con le parole. Un intento sovversivo che ha mostrato tutta la sua forza dirompente nei libri per bambini, a cominciare da piccolo blu e piccolo giallo (1959), vero e proprio spartiacque nel genere, non solo dal punto di vista formale.

«Si dice che per scrivere per i bambini devi essere il bambino, mentre è vero l’opposto. Scrivendo per i bambini, bisogna fare un passo indietro e guardare al bambino dalla prospettiva di un adulto». I bambini reclamano attenzione e serietà, e soprattutto pensiero e tensione ideale. Ad animare ogni scelta di Lionni è infatti un forte senso di responsabilità, cui richiama tutti gli artisti e in primo luogo se stesso.

«Sono un pittore che fa anche grafica e scultura», si definisce, e aggiunge: «scrivere è un’altra storia». E tuttavia Lionni si rivela anche scrittore eccezionale. Tra i miei mondi è il racconto, gioioso e amaro, commovente e ironico, di una vita lunga e affascinante. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1997, due anni prima della scomparsa dell’autore, è anche un viaggio nella storia della cultura occidentale del XX secolo, colta attraverso gli occhi di un uomo che ha fatto dello sguardo uno dei principali strumenti di comprensione del mondo: dalla natia Olanda all’Italia della giovinezza, agli Stati Uniti dove sarebbe diventato uno dei più apprezzati e originali graphic designer, fino al ritorno in Italia e al mestiere dell’artista, a lungo sognato e infine pienamente vissuto. Scrivere un’autobiografia si rivela per Lionni illuminante: qui forse intuisce, in pagine intense e struggenti, che è proprio nell’impossibilità di racchiudere l’estrema varietà di un’esistenza artistica entro «spazi rettangolari» che risiede la bellezza di tutta una vita: in questa sua natura indisciplinata, in questo suo indomito sottrarsi alla compiutezza, fino alla fine.

Nato ad Amsterdam nel 1910, Leo Lionni è stato un graphic designer tra i più celebrati del Novecento. Inizialmente pittore, nel 1939 è costretto a emigrare a causa delle leggi razziali. Da allora, la vita di Lionni trascorrerà fra gli Stati Uniti e l’Italia, dove conoscerà la moglie Nora Maffi, figlia di un dirigente del Pci. Negli Usa Lionni collabora con artisti come Calder, Léger e de Kooning e dirige la rivista «Fortune». Negli anni ’60 approda ai libri per bambini, dando vita a titoli divenuti classici indiscussi del genere. Muore nel 1999.

Martino Negri insegna presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Le sue ricerche si sviluppano nell’ambito della letteratura per l’infanzia e della didattica della letteratura, focalizzandosi sulla forma narrativa del picture book. Collabora con la rivista «Hamelin. Storie, figure, pedagogia». Ha pubblicato Viperetta. Storia di un libro (Scalpendi, 2010) e ha curato, con F. Cappa, l’edizione di W. Benjamin, Figure dell’infanzia. Educazione, letteratura, immaginario (Raffaello Cortina, 2012).

Francesco Cappa è ricercatore di Pedagogia generale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. I suoi studi vertono sui rapporti tra la filosofia dell’educazione, l’estetica e l’immaginario contemporaneo. Ha pubblicato La trama dell’attenzione. Critica e narrazione tra Kafka e Benjamin (Mimesis, 2005) e ha curato Foucault come educatore (Franco Angeli, 2009), J. Dewey, Esperienze e educazione (Raffaello Cortina, 2014) e, con M. Negri, W. Benjamin, Proust e Baudelaire. Due figure della modernità (Raffaello Cortina, 2014).

Mario Maffi ha insegnato per quarant’anni Cultura angloamericana all’Università Statale di Milano. Si è occupato di culture urbane, immigrate e giovanili, di realismo e naturalismo, di Mark Twain e Jack London, di Abraham Cahan e Pedro Pietri, di Arthur Morrison e Robert Louis Stevenson. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Mississippi. Il grande fiume. Un viaggio alle fonti dell’America (2006); Tamigi. Storie di fiume (2008); La giungla e il grattacielo. Scrittori, lotte di classe, «sogno americano». 1865-1920 (2013); Città di memoria. Viaggi nel passato e nel presente di sei metropoli (2014).

Fonte: Maddalena Lucarelli, Ufficio Stampa Donzelli Editore

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