“La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Il consiglio di Saltinaria

Scritto da  Sabato, 08 Novembre 2014 

La lettura è il passaporto che ci permette di andare dove vogliamo, di conoscere paesi lontani e di superare qualsiasi frontiera: i libri sono uno strumento formidabile di conoscenza di culture diverse dalla nostra.

Per il consiglio della settimana si vola in America Latina e precisamente in Cile alla scoperta di una delle scrittrici più lette e tradotte del mondo: Isabel Allende.

La Allende si fa interprete di una corrente letteraria, il realismo magico, sviluppatasi agli inizi del Novecento in America Latina da Gabriel Garcia Marquez e Jorge Luis Borge. Il realismo magico, che abbraccia varie branche dell’arte, fonda elementi di realtà con tratti di magia e misticismo: nel caso di Isabel Allende il racconto del quotidiano viene intrecciato, sapientemente, con un misticismo nato e alimentato da credenze popolari. I personaggi della Allende, quasi sempre femminili, si vestono di un alone di magia e hanno uno stretto legame con la terra, le tradizioni e la cultura creola che contraddistingue il continente latino americano.

Quando si decide di leggere un libro delle Allende bisogna allacciarsi bene le cinture perché inevitabilmente si va a finire in qualche paese dell’America Latina dove il progresso si scontra con la resistenza della cultura tradizionale: tutti i romanzi, eccetto uno, sono ambientati per l'appunto in Sud America.

Se non si ha avuto modo di conoscere la Allende il consiglio è di iniziare tale percorso con la lettura del libro “La casa degli spiriti”. Tale volume fa parte di una trilogia di cui fanno parte “La figlia della fortuna” e “Ritratti in seppia”.

Il romanzo ricostruisce sapientemente le vicende famigliari che vedono protagonista Esteban Trueba e la sua ascesa professionale e personale. Dopo un inaspettato lutto il protagonista si trasferisce nella sua dimora agricola “Le Tre Marie” riportandola agli antichi splendori dopo anni di abbandono. Successivamente l’autrice introduce altri protagonisti della medesima famiglia, ognuno sapientemente costruito: non si ha mai la percezione di leggere di un personaggio piatto e non ben sviluppato.

La casa degli spiriti è un classico esempio di roman à clef cioè il raccontare un avvenimento reale dietro una maschera di finzione. All’interno del romanzo non solo si ritrovano molti avvenimenti accaduti realmente nella famiglia dell’autrice, ma si ripercorre la storia del Cile contemporaneo come ad esempio le pagine che raccontano i momenti del colpo di Stato ai danni di Salvador Allende del 1973. Altra curiosità è che il deposto Salvodor Allende era lo zio della nostra autrice.

Il libro, sicuramente per una diretta influenza, ricorda molto un’altra celebre saga famigliare narrata nel romanzo di Gabriel Garcia Marquez “Cent’anni di solitudine”. Tra i due romanzi, a tratti molto simili, il consiglio personale va nella lettura della saga famigliare della Allende meno ostica e più fruibile rispetto al libro di Marquez.

Un altro motivo per cui bisognerebbe leggere i libri della Allende è proprio per assaporare la cultura tradizionale, fatta di usanze e credenze, ormai in estinzione in una Europa lanciata al progresso e alla globalizzazione.

La casa degli spiriti
Isabel Allende – Edito da Feltrinelli
Ultima edizione 2013

Articolo di Alessandro Fabrizi

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