L'astronomia nella Divina Commedia

Scritto da  Redazione Lunedì, 19 Maggio 2008 

L'astronomia nella Divina Commedia


I passi astronomici della Divina Commedia spiegati con facilità e chiarezza anche ai non addetti ai lavori. Un libro che aiuta a leggere in modo diverso e più completo il viaggio di Dante nell'oltretomba e a riscoprire la visione astronomica medievale.

 


Esce, ristampata per la prima volta in edizione anastatica dopo vari decenni di oblio, l'opera di Giovanni Buti e Renzo Bertagni, una guida sistematica alla comprensione dell'astronomia della Divina Commedia, nelle sue linee generali e teoriche e nei singoli passi del Poema. Lo scopo perseguito dagli Autori è stato quello di chiarire e semplificare, a vantaggio di tutti i lettori di Dante, una materia sin troppo controversa e dibattuta dagli specialisti, che può disorientare i non addetti ai lavori.
La speciale importanza e la peculiarità del libro risiede proprio nel suo approccio efficacemente divulgativo; inoltre si tratta dell'unica opera che affronti in modo sistematico e in ordine successivo tutti i luoghi della Divina Commedia in cui il Poeta affronta argomenti di astronomia.
Numerosi disegni illustrativi completano l'opera, aiutando a comprendere ancora meglio i passi del Poema. Rispondono alla stessa finalità le due Tavole finali, "Calendario e orario del viaggio dantesco" e "Posizione zodiacale e variazione diurna del Sole e della Luna nella settimana dantesca", e l'orologio astronomico in cartone rigido.

 


Incipit:
Uno sguardo alle stelle

 

Tutti hanno rivolto lo sguardo verso il cielo in qualche sera piena di stelle. Alcuni lo hanno osservato a lungo attentamente. In tal caso è stato possibile notare che le stelle hanno un movimento di rotazione intorno ad un asse (inclinato rispetto all'osservatore dei nostri luoghi).
Questo asse si chiama asse celeste e fora, diciamo così, la volta celeste in due punti detti polo nord celeste e polo sud celeste. Il polo nord celeste è vicino alla stella polare, che è la prima delle sette stelle della costellazione detta "Orsa Minore". Il polo sud celeste non è lontano dalla costellazione detta "Croce del Sud" formata da quattro stelle brillanti, che noi non vediamo perché si trova nell'altro emisfero.
La volta celeste infatti ci appare una semisfera limitata da una circonferenza orizzontale (circonferenza che può essere però interrotta dalla configurazione della superficie terrestre: monti, ecc.).
Questa circonferenza in cui il cielo sembra curvarsi lino a toccare la Terra e che, mentre limita la volta che sta su di noi, limita anche la porzione di Terra per noi visibile si chiama orizzonte sensibile: un più o meno piccolo giro intorno al punto che noi osservatori occupiamo sulla sfera terrestre (punto di stazione). Il piano tangente alla superficie terrestre nel punto di stazione dicesi orizzonte apparente: esso viene ad essere un piano circolare, un cerchio, data la sfericità della Terra. Se immaginiamo tanti cerchi paralleli a questo, progressivamente più grandi verso il centro di essa sfera fino al massimo possibile, abbiamo l'orizzonte razionale: che è appunto il cerchio massimo parallelo all'orizzonte apparente. Questi due orizzonti sono enormemente lontani (la lunghezza del raggio terrestre); se però non ci limitiamo a considerare la sfera terrestre in se stessa, ma la situiamo nell'infinità dell'Universo, dove essa diventa un punto, questi due orizzonti proiettati sull'immensa volta celeste vengono a coincidere, determinando l'orizzonte astronomico, che è uno dei cerchi massimi della sfera celeste.

 

Pagina web: http://www.sandron.it/scheda_commento.htm

 

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