Incontro tra Ilaria Guidantoni e Aziz Chouaki

Scritto da  Domenica, 29 Giugno 2014 

"Dal Mississippi al Po", festival musicale letterario a Piacenza e Travo.

 

Giovedi 26 giugno 2014
Piazza Cavalli a Piacenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


In compagni di Aziz Chouaki, musicista jazz, una laurea in letteratura inglese, Barbero di Algeria, adottato dalla Francia dove è romanziere e drammaturgo, ho corteggiato l'Africa del Nord. Noto in Italia per "La stella di Algeri" - recensita su Saltinaria.it - storia del sogno di un ragazzo infranto per un reato che lo porterà sulla via del terrorismo islamico, Premio Flaiano, ha raccontato la sua storia che è quella di molti intellettuali algerini, minacciati dagli islamisti. Chouaki descrive con uno stile libero in un francese non di Francia che tiene conto dell'eredità orale del raccontare delle sue terre, in uno stile che appartiene a quello di una partitura jazz, il disagio e degrado delle periferie di Algeri. Sono quartieri che vomitano generazioni perdute, senza sogni, che preferiscono 'tenere su i muri' o rischiare di fare naufragio nel Mediterraneo che rimboccarsi le maniche, convinti che in Algeria è inutile piantare un seme. Non crescerà nulla. Così passano la giornata appoggiati ai muri, a chiacchierare, fumare, corteggiare o, peggio, finire spesso nelle mani degli islamisti.


Oggi l'Algeria è pronta ad una svolta? Forse sì. Si aspetta una rivoluzione che come tutte le rivoluzioni non è la panacea di tutti i mali, spesso troppo desiderosa di far piazza pulita di tutto e in fretta e allora accade che le buone intenzioni diventino marce. Ma qual è l'orizzonte al quale deve guardare l'Algeria per uscire dal tunnel? Il Mediterraneo che è apertura e invito al dialogo tra varie lingue. Rinunciando a questo balcone sul mondo, l'Algeria ha fatto una scelta a senso unico nel passato lasciando spazio all'estremo. Invece la ricchezza del Paese viene dalla stratificazione sull'originario impianto berbero e poi romano. I Romani sono rimasti ben quattro secoli e il radicamento si avverte ancora.


Articolo di Ilaria Guidantoni

 

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