"Incontri di un napoletano all’ombra della Mole" di Giuseppe Varriale

Scritto da  Mercoledì, 14 Gennaio 2015 

Storia dai tratti ironici attorno alle vicende di un napoletano a Torino, confusamente alle prese con la ricerca del lavoro che non arriva mai e con le personali difficoltà di collocazione. Sentimenti, colori sorrisi, figuracce, scelte di vita e via così, in un tourbillon da caos organizzato. Ogni breve paragrafo diventa una sorta di strikes umoristica.

Gli “incontri”, oggetto del presente racconto, sono un’insieme di brevi battute per lo più satiriche, talvolta semplicemente comiche, che, nell’insieme, danno vita ad una storia il cui protagonista è Gennarino, un napoletano a Torino in cerca di lavoro. Tali battute sono ispirate all’umorismo yiddish. Se umorismo indica la capacità di descrivere gli aspetti bizzarri e/o contraddittori della realtà, yiddish indica invece una lingua germanica, scritta con i caratteri dell’alfabeto ebraico,
parlata dagli ebrei dell’Europa orientale. Col tempo da questa lingua si sviluppò una forma di umorismo, costituito da brevi storielle ironiche e in molti casi anche autoironiche. Se gli ebrei, attraverso tali storielle, sottolineavano la loro identità e la loro difficoltà d’integrazione con l’ambiente in cui vivevano, ridendo di se stessi e del mondo, negli “incontri” si evidenziano l’ipocrisia che caratterizza in generale i rapporti umani e le difficoltà di comunicazione e/o discriminazioni cui spesso va incontro il protagonista per il suo carattere schietto e la mancanza di lavoro. Le vicende narrate, sebbene possano suscitare ilarità, al contempo sono anche un invito a stimolare la riflessione. Esse infatti nascono da osservazioni ironiche di situazioni della vita
di tutti i giorni, fatte dai personaggi del racconto e soprattutto dallo stesso protagonista degli “incontri”. Quest’ultimo in particolare osserverà gli avvenimenti, alla luce della sua condizione di precario, e deciderà, a sua volta, di scrivere una serie di storielle autobiografiche.

Un assaggio

Aggiunse Simone: “Ho saputo che dalle tue parti la Ditta “Il posto dei sogni” ha aperto una sede. Circa un mese fa ho sentito la nostra amica Luciana che mi ha riferito di essere stata assunta e che è stata l'unica ad entrare senza raccomandazioni”. Con molta calma Gennarino gli fece notare: “Che strano! Anche io, circa un mese fa, ho incontrato un'altra nostra amica, Monica, anche lei assunta da “Il posto dei sogni”, e mi ha rivelato che è stata l'unica ad entrare senza raccomandazioni”.

Poco dopo Gennarino disse a Simone: “Prima di lasciare la stazione ho intenzione di chiamare mia madre per rassicurarla che il viaggio è andato bene e che sono arrivato a Torino”. Detto questo, telefonò immediatamente per comunicarle: “Ciao Mamma sono alla stazione di Torino Porta Nuova”. Rispose la madre: “Hai già deciso di ritornare?”.

Lunedì mattina Gennarino si recò all’agenzia di lavoro interinale “Nonlavoroperisoldi”, sita in via dell’Accademia Albertina. Ivi entrato chiese all’addetta: “Sto cercando un impiego dove possibilmente non siano richieste esperienza, specializzazione e un’età giovanissima”. L’addetta obiettò: “Guardi che così lei mi mette in difficoltà”. Rispose Gennarino: “Veramente pensavo di aiutarla”.

Mentre stava per uscire dall’agenzia Gennarino venne chiamato bruscamente dall’addetta che gli gridò: “Dove va? Deve mettere tre firme!”. Domandò Gennarino: “Perché tre firme?”. “Una è per l’autorizzazione al trattamento dei suoi dati personali, un’altra per l’autorizzazione a trovarle un lavoro e l’ultima per esonerare l’agenzia da ogni responsabilità, qualora dovessero sorgere problemi con l’eventuale datore di lavoro”.

Uscito dall’agenzia, Gennarino ricevette una telefonata da Simone a cui rivelò: “Proprio adesso ho finito il colloquio all’agenzia “Nonlavoroperisoldi”. Mi è stato detto che c’è la possibilità che sarò chiamato”. Simone gli confidò: “Anche a me dissero la stessa cosa. Sono passati più di tre anni”.

Nel continuare a parlare, Sara confidò a Gennarino: “Ti ricordi della nostra amica Luisella? Ha scoperto che il suo fidanzato l'ha tradita e quando gliel'ha rivelato è stata anche picchiata. Mi fa tanta pena. Pensa che anche gli altri due ex con cui è stata la tradivano e la maltrattavano”. Disse Gennarino: “Mi dispiace. A me è sempre piaciuta molto e avrei tanto voluto fidanzarmi con lei. L'avrei trattata come una regina”. All'udire quella frase Sara gli chiese: “Perché non le fai una proposta?”. ”Perché non penso di essere il suo tipo. Lei adora essere trattata male”.

Verso mezzogiorno, Gennarino andò a Piazza Bodoni per un colloquio di lavoro presso un’azienda. L’esaminatore gli chiese: “Le piacerebbe lavorare con noi?”. Gennarino rispose: “Si”. “E’ fidanzato?”. “No”. “E’ pronto a fare qualche sacrificio?”. “Si”. “Benissimo. Desidero rivederla domani per un secondo colloquio più privato. Ci saranno meno candidati da esaminare e potremo approfondire meglio e indisturbati alcuni dettagli. Lei mi piace”. Uscito in strada, Gennarino pensò: “E chi ci torna domani. Io gli piacerò pure, ma lui non è il mio tipo”.

Giunti in Piazza Carlo Alberto, Simone disse a Gennarino: “Forse è meglio non pensare a certe cose. Prendiamoci un caffè a un tavolino da Torobello”. Ivi entrati, Simone esclamò: “I prezzi qui mi sembrano un po’ cari. Proviamo dalla caffetteria più avanti”. Arrivati all’altra caffetteria, Simone disse: “Neanche qui sono economici”. Gennarino gli suggerì: “Proviamo da quella lì di fronte”. Rispose Simone: “Per carità quella è inavvicinabile”. A quel punto Gennarino dispiaciuto osservò: “Ho la sensazione che non sono i prezzi ad essere cari, ma che siamo noi a non guadagnare niente”.

Rivolto a David, Gennarino gli rispose: “Tu valuti le donne solo per l'aspetto fisico. Dovresti sapere che esistono anche altre qualità e in particolare che la bellezza interiore risplende agli occhi di Dio, ma molti uomini non la vedono, perché i loro occhi sono coperti dalle tenebre della falsità”. Disse David: “Ho capito. Mi stai dicendo che ti piacciono le racchie”.

Nell’uscire dal bar, Gennarino, tutto entusiasta, disse a Sara: “Anche se lei si dovesse tingere i capelli, per me è la donna più bella del mondo. Averla conosciuta è stata la cosa più bella che finora mi sia mai capitata. Penso di essermene follemente innamorato. A proposito è una tua collega si chiama Elisa Sogno”. All’udire quel nome, Sara gli disse: “Scusami, adesso devo andare via... Mi sono ricordata che ho un appuntamento con un amico a cui devo dire di stare in guardia da una donna per cui ha perso la testa... Non vorrei che quella donna dal suo SOGNO divenisse il INCUBO”.

Al sentire quelle parole Gennarino le disse: “Il tuo amico dev'essere anche lui molto innamorato. L'amore rende ciechi, stupidi e deboli”. Aggiunse Sara: “A volte rende anche sordi”.

Avvicinandosi le elezioni, Simone, camminando per via Principe Amedeo con Gennarino gli disse: “Oggi in un’intervista l’On.le Puorco del Grande Centro al servizio del cittadino, ha dichiarato che, se sarà eletto, garantirà sicurezza, servizi efficienti, nuovi posti di lavoro e riduzione delle tasse. Io lo voterò perché gli credo e tu?”. Rispose Gennarino: “Io, quando ero più giovane, credevo a Babbo Natale, poi a un tratto mi sono chiesto: Ma come fa in una notte ad accontentare tanti bambini?”.

Nel pomeriggio, per Largo IV Marzo, il predicatore Bird Of Ill Omen, visto Gennarino passare di lì, gli gridò: “Fratello convertiti. Ascolta la parola del Signore”. Poiché Gennarino procedeva veloce, il predicatore continuò dicendogli: “Ascoltami. Il Signore vuole parlarti”. Rispose Gennarino: “Non si preoccupi, più tardi gli farò una telefonata”.

La sera Gennarino si recò da Rabbi Samuele e gli disse: “Tra poco ci sono le elezioni. Non riesco a credere che, al giorno d'oggi, ancora tante persone si illudano delle promesse fatte dai politici”. Osservò il Rabbi: “Peggio per loro. Chi crede negli uomini coltiva un'illusione, chi crede in Dio coltiva una speranza, chi crede nei soldi coltiva una certezza...”.

Dopo un breve discorso tenuto dall'On.le Puorco, arrivò il momento del buffet. Mentre il pubblico presente si accalcava attorno al tavolo per riuscire a prendere qualcosa, Gennarino riuscì a riempire per sé almeno due piatti, allorquando David gli chiese: “Ma non pensi di aver esagerato?”. “Adesso che questi politici salgono al potere non ci lasceranno neppure le briciole”.

Successivamente a Gennarino si avvicinò un militante del partito che gli domandò se gli fosse piaciuta la serata. Rispose Gennarino: “E' stata una serata carina”. Al che gli chiese il militante: “Quindi voterà sicuramente per i candidati che oggi hanno parlato?”. “Auguro loro ogni bene, ma spero che non vengano eletti”.

Tornato a casa, Gennarino decise di chiamare Elisa e le si rivolse dicendo: “Ciao Elisa, sono Gennarino ci siamo conosciuti al supermercato. Volevo chiederti se domattina possiamo vederci?”. Rispose Elisa: “Spiacente la mattina sono impegnata in Tribunale”. “Possiamo fare in serata?”. “La sera vado con un’amica al cinema”. “Ok, ci vediamo nel pomeriggio?”. “Domani per me è il giorno di ricevimento. Devo attendere certi clienti allo studio”. “Ok. Allora verrò allo studio nel pomeriggio”. “Ti ho detto che ricevo dei clienti”. “Ho capito. Verrò allo studio come cliente per illustrarti una mia questione…”.

Dopo quest'ultima affermazione, Elisa disse a Gennarino: “Scusami, ma prima che tu venga al mio studio, vorrei conoscerti meglio. Tu mi hai fatto una buona impressione, ma io sono sempre un po’ diffidente con chi non conosco bene”. Disse Gennarino: “Sono d’accordo. Vorrà dire che faremo un appuntamento fuori al Comando dei Carabinieri”.

Nel proseguire la conversazione, Gennarino confidò ad Elisa: “Ti confesso che sto scrivendo delle storielle su un emigrato in cerca di lavoro, parzialmente autobiografiche, ma ogni tanto mi chiedo a mia volta se esiste qualcuno che abbia già scritto o stia scrivendo la mia vita...”. Disse Elisa: “Secondo me faresti meglio a non farti certe domande. Non troverai mai la risposta e soprattutto non riuscirai mai a vedere lo scrittore della tua vita”.

In seguito Elisa disse: “Fare l'avvocato è un lavoro che adoro. Sono convinta che questa professione può contribuire seriamente all'affermazione della giustizia su questo mondo. Tu credi nella giustizia?”. Rispose Gennarino: “Io penso che se la giustizia di questo mondo fosse perfetta, tantissimi anni fa, non sarebbe stato condannato a morte per crocifissione un innocente molto famoso”.

“Questo sabato le farò una dichiarazione d’amore” pensava Gennarino, mentre la mattina si stava recando in piazza Carlo Felice all’appuntamento con Elisa. Giunto sul posto, dopo circa trenta minuti di ritardo arrivò Elisa e Gennarino le disse: “Ciao. Oggi devo dirti una cosa importante...”, ma Elisa prontamente replicò: “Ok, ma prima consentimi di andare un attimo alla stazione a comprare le sigarette, torno subito”. Dopo circa quindici minuti, tornata Elisa, Gennarino riprese dicendole: “Carissima devo rivelarti che…”. “Scusa, ma devo tornare indietro, perché ho dimenticato l’accendino, faccio subito”. Dopo altri quindici minuti Elisa ritornò e Gennarino le disse: “Dunque io volevo confessarti che…”. “Aspetta che accendo una sigaretta. Ecco fatto. Allora, cosa devi dirmi di tanto importante?”. “Il fumo fa male”.

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