"I Tre moschettieri" di Alexandre Dumas

Scritto da  Giovedì, 20 Novembre 2014 

Con una introduzione e un dizionario di
Claude Schopp

Illustrazioni di Federico Maggioni

traduzione di Camilla Diez

 

Qual è il segreto? Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nell’alternarsi continuo di ingenuità e malizia? Nella suspense? Forse, più di tutto, nella gioia del raccontare. È la seduzione narrativa, infatti, a fare dei Tre moschettieri un capostipite del romanzo senza aggettivi (le etichette che di volta in volta gli sono state applicate – romanzo storico, d’avventura, d’appendice, di cappa e spada – rischiano di risultare fortemente riduttive). Questo capolavoro dell’intrigo cattura ad ogni pagina il lettore, lo spiazza, lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante «effetto meraviglia». A partire dal titolo: non solo I tre moschettieri sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco – il romanzo è palesemente «la storia del quarto», di d’Artagnan, che è l’assoluto protagonista non solo di questo libro, ma degli altri due che seguiranno: Vent’anni dopo e Il Visconte di Bragelonne. «Immaginatevi un Don Chisciotte a diciott’anni»: è questo il primo impatto del lettore con d’Artagnan, e attorno a questo virtuoso della spada, a questo campione di lealtà, di fedeltà incondizionata alla causa del re, di dedizione assoluta alla regina, si dipanerà la storia dei tre romanzi, la storia di una vita. Accanto al guascone-moschettiere, l’altra figura decisiva, antagonistica, è Milady, quintessenza dell’inganno, maschera erotica della perfidia e del tradimento, di cui porta il segno indelebile inciso nelle carni. Da lei stillano immancabilmente tutte le gocce di veleno che si insinuano tra le pieghe del racconto…

E gli altri tre, i «moschettieri»? Athos, Porthos e Aramis non sono affatto figure «minori». Restituiscono, insieme al cardinale Richelieu, a Luigi XIII, alla regina Anna d’Austria, al duca di Bucking ham e alla folla dei personaggi che compongono il grandioso affresco messo in scena da Dumas, la dimensione di un romanzo corale, in grado di insegnare ai francesi, come ebbe a riconoscere il grande storico Jules Michelet, più storia di quanta ne avesse insegnata lui.

C’era bisogno di una nuova edizione dei Tre moschettieri per riportare il romanzo all’altezza della sua scrittura, per proporlo al lettore nella sua giusta chiave: attraverso una nuova traduzione che unisce rigore e respiro narrativo; attraverso un’Introduzione del più grande studioso vivente di Dumas; attraverso un dettagliatissimo Dizionario dei personaggi; attraverso i magistrali «inchiostri» di Federico Maggioni, che costituiscono un acuminato contrappunto alla scrittura. Non tavole fuori testo, ma disegni nella pagina, che riprendono la tradizione dei grandi illustratori ottocenteschi (da Leloir a Doré, a Beaucé) e al tempo stesso si misurano con la qualità di un tratto al passo con la nostra sensibilità di lettori contemporanei.

Alexandre Dumas (1802-1870) è stato il maestro del romanzo storico e d’avventura. Da qualche anno vive in Francia una stagione di riscoperta che, grazie alla paziente cura dello studioso Claude Schopp, sta riportando alla luce alcuni dei suoi capolavori rimasti nell’ombra in seguito al successo schiacciante dei più noti. Di Dumas, Donzelli ha pubblicato La guerra delle donne, Madame Sylvandire, I fratelli corsi, Il conte di Montecristo, Il cavaliere d’Harmental, L’arciere del Reno e lo Schiaccianoci, in una edizione che affianca la sua versione alla fiaba di Hoffmann.

Federico Maggioni è uno dei più prestigiosi illustratori italiani. Grafico e giornalista, è stato art director del «Corriere dei Piccoli» e del «Corriere dei Ragazzi». Negli anni ottanta è stato responsabile grafico del gruppo editoriale Bompiani-Sonzogno-Fabbri e come autore ha pubblicato con le principali case editrici italiane. Tra gli ultimi classici da lui illustrati: I promessi sposi (Piemme, 2006) e Il cavaliere inesistente (Mondadori, 2006). Due volte vincitore del Premio Andersen per l’illustrazione (1986 e 2007), Maggioni è stato insignito anche della Plaque Bib alla Biennale d’illustrazione di Bratislava nel 1993 e della Menzione al Bologna Ragazzi Award del 2007.

Collana Fiabe e storie
ISBN 978-88-6843-117-4
pp.624 │ € 35,00

Fonte: Maddalena Lucarelli - Ufficio Stampa Donzelli editore

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