Giacomo Leopardi "Zibaldone di pensieri"

Scritto da  Domenica, 11 Gennaio 2015 

Nuova edizione tematica condotta sugli Indici leopardiani a cura di Fabiana Cacciapuoti con un Preludio di Antonio Prete

Per un intero secolo, da quando, nel 1898-1900, Giosue Carducci ne patrocinò la prima edizione a stampa, lo Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi è assurto a simbolo del «frammento» per eccellenza. Quello che è da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, è stato presentato da una lunga tradizione come un’opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine.

A distanza di più di un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di Fabiana Cacciapuoti ha portato alla luce l’idea di una grande opera per «trattati», di cui l’enorme mole di appunti raccolti nei quaderni null’altro rappresenta che l’immane lavoro preparatorio; un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile – se non compiutamente organizzato – a partire da ben definiti fuochi tematici. Una traccia di un simile progetto è contenuta nella lettera con cui Leopardi rispondeva, il 13 settembre 1826, al suo editore milanese Antonio Fortunato Stella, che gli aveva chiesto di comporre un dizionario filosofico alla maniera di Voltaire: «Quanto al Dizionario filosofico, le scrissi che io aveva pronti i materiali, com’è vero; ma lo stile, ch’è la cosa più faticosa, ci manca affatto, giacché sono gittati sulla carta con parole e frasi appena intelligibili, se non a me solo […] e per poterne estrarre quelli che appartenessero a un dato articolo, bisognerebbe che io rileggessi tutte quelle migliaia di pagine, segnassi i pensieri che farebbero al caso, li disponessi, gli ordinassi ec., tutte cose che farò quando a Lei parrà bene che io mi dia di proposito a stendere questo Dizionario; ma che non si possono eseguire per il momento, e per uno o due articoli soli».

Questo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sarà effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine, conservate presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare i differenti percorsi tematici. Proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui «rimontati» tutti i brani leopardiani, ricostruendo così il tendenziale «sistema».

Questa nuova edizione tematica dello Zibaldone di pensieri viene ora proposta in un volume unico, con l’indicazione di tutte le indicizzazioni via via appuntate da Leopardi. Una riaggregazione dei materiali leopardiani che ne cambia la chiave di lettura e si presenta quindi come un vero e proprio «evento» editoriale.

L’immenso manoscritto dello Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi – custodito presso la Sezione manoscritti della Biblioteca Nazionale di Napoli – è costituito da un insieme di fogli singoli che Leopardi teneva in una cassetta: una cassetta che lo seguiva in ogni suo spostamento e che probabilmente arrivò a contenere, nel suo punto culminante, 4526 pagine di testi in fogli separati e numerati progressivamente, un lemmario di 555 schedine, 38 schedine (le polizzine «richiamate»), 3 indici e 7 schede di formato più grande (le polizzine cosiddette «non richiamate»), ciascuna delle quali dedicata a un percorso tematico. Quando si guardi all’insieme di queste carte – scritte lungo il corso di un quindicennio, tra il luglio del 1817 e il dicembre del 1832 – non si può non riconoscere l’intenzione del loro autore di considerare quei fogli come un universo suscettibile di diversi possibili scandagli e di differenti possibili sequenze: di più, come una sorta di macchina pensata in funzione di una sua componibilità.

Fabiana Cacciapuoti ha a lungo lavorato presso la Sezione manoscritti e rari della Biblioteca Nazionale di Napoli. Per Donzelli ha curato una precedente edizione in 6 volumi dello Zibaldone tematico, qui ora totalmente riorganizzato in un volume unico. Nel 2005 ha conseguito il Doctorat d’État presso la Sorbona, con una tesi sullo Zibaldone, poi pubblicata con il titolo Dentro lo Zibaldone (Donzelli, 2010). È membro del comitato scientifico del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati.

Fonte: Maddalena Lucarelli Ufficio stampa Donzelli editore

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP