Disponibile in libreria "Macchie Rosse" (NdA Press) di Gabriele Licciardi

Scritto da  Lunedì, 12 Gennaio 2015 

La lunga stagione delle lotte operaie e rivoluzionarie italiane rilette dall'occhio rigoroso di un giovane ricercatore. Un nuovo e importante tassello per studiare, ricordare, non dimenticare, un periodo storico tanto importante quanto rimosso.

Una stagione complessa della storia della Repubblica italiana. I decenni Sessanta e Settanta, con le propaggini che questo tempo ha traghettato dentro la modernizzazione convulsa degli anni Ottanta. Il saggio tenta di ricostruirli. Al centro del discorso: l’analisi dei gruppi armati dell’extraparlamentarismo di sinistra, in particolare quelli di chiara matrice operaista. Se ne studiano la formazione e l’evoluzione delle retoriche insurrezionalistiche. Si cerca di capire come questi gruppi, apparentemente distanti, abbiano dialogato fra loro, raggiungendo in alcuni casi una perfetta omologazione d’intenti politici e anche operativi. Il Sessantotto, nello schema interpretativo proposto, perde l’importanza di evento spartiacque, e assume i caratteri di un acceleratore di alcuni processi che subito dopo il tempo della contestazione studentesca diventarono più chiari. La violenza organizzata come unico strumento di lotta politica, il rifiuto delle logiche della democrazia rappresentativa, lo scopo principale, l’abbattimento dello Stato. Tutto questo ha assunto le forme tragiche delle gambizzazioni, delle rapine per l’autofinanziamento dei gruppi, i sequestri di persona e qualche anno dopo, la necessità di una risposta dello Stato che ha determinato una spaccatura profonda nella società italiana e occidentale fra quanti hanno reputato giusto l’intervento dello stato e quanti hanno gridato a uno stato tiranno che ha processato le idee. Una stagione complessa, dunque, poco studiata per la carenza di documenti disponibili, ma che una nuova generazione di storici, con uno sguardo generazionalmente terzo, ha iniziato a raccontare.

L’autore: Gabriele Licciardi (1979), svolge attività di ricerca presso il Centro studi Luccini di Padova. Collabora con la cattedra di Storia Contemporanea e di Storia del Giornalismo dell’Università di Verona. Si occupa di Storia dei movimenti e delle organizzazioni politiche, partiti e sindacati dell’Italia repubblicana. Particolare attenzione ha dedicato all’evoluzione delle forme della violenza, politica e criminale. È cultore della storia delle organizzazioni criminali e dal 2011 tiene un seminario annuale presso l’ateneo scaligero sull’evoluzione al nord dei fenomeni mafiosi. Di recente ha pubblicato Angelo Airoldi. La forza delle idee, Roma, Liberetà, 2013; Il Sessantotto in periferia. Catania fra il movimento studentesco e la svolta a destra degli anni Settanta, (con L. Severino), Catania, Bonanno Editore, 2009

Fonte: Nda stampa

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