"Cecità" José Saramago. Il consiglio di SaltinAria

Scritto da  Sabato, 15 Novembre 2014 

Il consiglio di questa settimana potrà risultare come un suggerimento scontato poiché questa volta si vola in Portogallo per parlare di uno dei libri capolavoro del premio Nobel per la letteratura José Saramago.

 

Impossibile introdurre un libro di Saramago senza preentare il personaggio e il suo pensiero, altrimenti si rischierebbe di non comprendere la portata e la forza dirompente delle sue opere.

Saramago nasce in Portogallo nel 1922 in un paesino dell'Alentejo; trasferito con la famiglia a Lisbona sarà costretto ad abbandonare gli studi e dedicarsi al lavoro: dopo numerosi e svariati impieghi ne troverà uno stabile nel campo dell'editoria.
La forte personalità e la sua spiccata intelligenza si manifestano in tutto l'arco della sua vita tanto da non riuscire a nascondere l'ostilità che ha nei confronti di Antonio Salazar, dittatore lusitano che tenne il paese sotto il suo controllo per circa cinquant'anni, portando Saramago ad iscriversi, alla fine degli anni sessanta, al clandestino partito comunista. E' curioso cercare di comprendere come un personaggio cosi vivace intellettualmente sia potuto crescere in un paese ingrigito da una dittatura che ha fatto di tutto per irrigidire e bloccare le menti.
Con la morte si Salazar e la rivoluzione dei Garofani del 1974, per coloro che non conoscessero la storia di questo golpe vi invito ad approfondirela perché è un evento storico che merita attenzione; Saramago abbandona qualsiasi veste di moderatore dedicandosi completamente alla sua carriera da letterato: senza più la censura della dittatura e la paura di essere arrestato partorisce, uno dietro l'altro, svariati libri che devono essere considerati come capolavori della cultura europea del 900'.

La complessità dell'individuo Saramago non può limitarsi alle sue opere, ma deve passare attraverso il minuzioso lavoro di interpretazione del suo pensiero: un modo di pensare strutturato, schietto e non convenzionale. Saramago non negò mai il suo essere un ateo convinto, tanto da pubblicare numerosi romanzi considerati blasfemi, ostile verso un sistema politico europeo a cui è rimasta solo una facciata democratica e grande oppositore di uomini politici, che nel bene e nel male, hanno fatto la storia degli ultimi vent'anni. Molti sostengono che le feroci critiche che Saramago ricevette a causa del suo pensiero indipendente lo portarono ad abbandonare il Portogallo e rifugiarsi nelle isole Canarie.

Nonostante gli attacchi ricevuti da più parti lo stile di Saramago venne premiato con il Nobel della letteratura nel 1998 con la seguente motivazione "con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare". Lo stile narrativo di Saramago è caratterizzato da frasi lunghe, asciutte e scanditi da un non convenzionale utilizzo della punteggiatura. I paragrafi invece sono lunghi, corposi che quasi spaventano il lettore. La complessità del suo lessico e del suo pensiero si percepiscono nei suo libri, in alcuni in maniera più visibile in altri in forma minore.

Il suo lavoro più conosciuto e riconosciuto dai lettori e dalla critica di mezzo mondo è "Cecità" da cui venne tratto anche l'anonimo film che consiglio di vedere. Il libro è una grande allegoria della miopia dell’uomo e dell’incapacità di vedere realmente le cose come stanno a tal fine è comodo citare alcune parole dell'autore in merito: "Nella falsa democrazia mondiale, il cittadino si trova alla deriva, senza l'opportunità di intervenire politicamente e cambiare il mondo".
Il romanzo narra della strana epidemia che colpisce la popolatone di una non identificata cittadina e che li renderà tutti gradualmente ciechi. I primi cittadini ad essere colpiti da questo morbo verranno posti in quarantena dal governo per cercare di arginare il "male". All'interno della clinica/prigione si creerà un microsocietà. Anche in questo romanzo come in altri dello stesso autore non vengono mai citati i nomi dei personaggi, ma vengono chiamati utilizzando degli aggettivi o sopranomi. Il racconto ruoterà attorno alle vicende dei primi cittadini ad essere colpiti da questa inspiegabile cecità.
E' un romanzo che deve essere letto per svariati motivi; in primis per cogliere la bellezza e la complessità di un modo di scrivere che Saramago utilizza con destrezza e semplicità disarmante. Inoltre ve ne consiglio la lettura perché è un bel racconto, originale, mai banale e soprattutto è uno di quei libri che mettono in moto il cervello facendoci pensare e riflettere.

Alla fine della lettura forse, anche voi, verrete colti dal mio stesso dubbio: "E se fossimo veramente tutti cechi e non più in grado di vedere realmente il mondo?"


José Saramago
Cecità
Edizione del 2013 Feltrinelli
Prezzo di copertina 9.50 euro

Articolo di Alessandro Fabrizi

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