Adele Marini vince il Premio Azzeccagarbugli con "A Milano si muore così"

Scritto da  Lunedì, 13 Ottobre 2014 

Il PREMIO AZZECCAGARBUGLI al ROMANZO POLIZIESCO 2014 è stato vinto questo venerdì 10 ottobre dalla nostra autrice ADELE MARINI con il romanzo "A MILANO SI MUORE COSI'" (Fratelli Frilli Editori).

Sembra un romanzo ma purtroppo è drammaticamente tutto vero. Lei da giornalista vera, si è occupata di cronaca nera per 40 anni, scrive non fiction thriller con uno stile narrativo dettagliato ed elegante. "A MILANO SI MUORE COSI' " è un libro serio e al contempo importante perchè vuole raccontare e svelare i sistemi di potere che negli anni si sono insinuati al nord attraverso la 'ndrangheta con il ricatto e la ricettazione. Ci si scandalizza leggendolo, ma fa capire e approfondisce la nostra conoscenza sul tragico tema. Un romanzo che può aiutare a diventare, forse, cittadini più consapevoli e migliori.

Per le vie di Milano si aggira una belva scatenata, tale “Nicu ‘U Buccèri”, un killer professionista che la gente di malavita considera un “cane sciolto” della ‘Ndrangheta. In realtà ”’U Buccèri” ha un compito preciso e per portarlo a termine non si preoccupa del numero di cadaveri che si lascia alle spalle. ‘U Buccèri è furbo ed estremamente pericoloso. Eppure, nonostante si guardi costantemente le spalle, non si accorge di essere seguito da una strana figura femminile che arriva dritta dal suo passato e vuole vendetta. Assegnato alle indagini su quella che ha i contorni della strage familiare, il commissario Vincenzo Marino della Mobile di Milano si trova ben presto al centro di un intrigo che sa di criminalità organizzata. Circondato dall’ostilità dei colleghi, è costretto a muoversi su un terreno reso insidioso dall’inspiegabile immobilismo del magistrato inquirente e soprattutto dal sospetto, niente affatto campato per aria, che nella sua Divisione, nella sua stessa squadra, siano infiltrati fiancheggiatori delle organizzazioni criminali: “talpe” che, dall’interno delle Istituzioni, si adoperano per favorire i traffici della Mafia più potente di tutte, la ’Ndrangheta.

A poco a poco, fra abbagli, depistaggi e lotte sotterranee fra le procure che vorrebbero assicurarsi la titolarità delle indagini, tutte le tessere del puzzle vanno a posto disegnando il terrificante arazzo di una Milano segreta in cui si intrecciano affari sporchi, massoneria mafiosa, omicidi su commissione e complicità insospettabili

L’Autrice Adele Marini, bergamasca, vive e lavora a Milano. Giornalista professionista, specializzata in cronaca nera e giudiziaria, ha lavorato per importanti settimanali nazionali e collaborato a diversi quotidiani fra cui l’Unità. Il suo primo romanzo: Il Consulente, uscito nel 1994, le ha aperto la strada per il genere “thriller non fiction”, strada proseguita con Milano, solo andata (2005) con cui ha vinto il Premio Azzeccagarbugli al romanzo poliziesco e con Naviglio blues (2008), entrambi pubblicati in Italia dalla casa editrice Fratelli Frilli e tradotti in tedesco per Random House - Goldmann che li ha pubblicati con i titoli Denn nichts ist je vergessen (2008) e Denn dein ist die Schuld (2007), In e-book ha pubblicato i saggi: I fondamentali della scrittura d’indagine (2010) e Arriva la scientifica(2011) due manuali editi da Milano Nera ai quali hanno già attinto diversi studenti per le loro tesi.

Il prossimo 15 ottobre esce inoltre in tutte le librerie il nuovo romanzo di ADELE MARINI "IO NON CI STO" in una coedzione FELTRINELLI - FRATELLI FRILLI EDITORI.

In breve
Vincenzo Marino, napoletano trapiantato a Milano, commissario della squadra mobile, ha un pessimo carattere. È diffidente fino alla paranoia, introverso, quasi asociale e per questo è poco amato dagli uomini della sua squadra. In compenso è dotato di un intuito formidabile. Davanti a un duplice delitto dai contorni torbidi, al magistrato che lo incarica delle indagini riassume la situazione con queste parole: “Qui ci sta puzza di Servizi”.

Il libro
1992, annus horribilis della nostra storia repubblicana, insanguinato dalle stragi mafiose. Una nobildonna napoletana, Costanza Filomena Albani di Sansevero, moglie di un diplomatico belga accreditato presso la Santa Sede, vive con profondo scontento una vita sentimentalmente arida. Per dare un senso alla propria esistenza, gestisce con un’amica una piccola bottega di antichità religiose nel cuore di Roma. Un pomeriggio entra uno strano cliente che acquista un’icona russa “autentica” pretendendo di pagarla in contanti. Il cliente torna presto a trovarla, la circuisce con abilità e finisce per soggiogarla. Prende il via una strana relazione, basata esclusivamente sul sesso, che per Costanza si rivela quasi subito un biglietto di sola andata per un mondo che le è del tutto estraneo, fatto di illeciti finanziari, di incontri ravvicinati con il terrorismo internazionale e di misteriosi plichi passati di mano. Fra i tanti compiti che l’amante impone a Costanza c’è quello di servirsi delle sue credenziali diplomatiche per operare su conti cifrati presso lo Ior, la banca vaticana il cui accesso è consentito a pochi. Tenuta costantemente al guinzaglio dal suo persecutore, la nobildonna contrabbanda valuta e informazioni riservate, ma quando intuisce che la vita dei suoi due figli piccoli è in pericolo, fa l’unica mossa che le è consentita: mette al sicuro le agende su cui ha annotato ogni cosa giorno per giorno… Vent’anni più tardi, nell’Italia delle stragi, dei fascicoli secretati e dei processi senza colpevoli, lo stesso oscuro personaggio che ha guidato Costanza verso la rovina torna allo scoperto, ma solo perché i suoi passi si incrociano con quelli del commissario della squadra mobile di Milano, Vincenzo Marino.

Fonte: Carlo Frilli, Fratelli Frilli Editori S.r.l.

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