Un'idea di bellezza - Strozzina Centro per la cultura contemporanea (Firenze)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Sabato, 20 Aprile 2013 

Dal 29 marzo al 28 luglio. Una mostra che riflette sulla divaricazione tra bellezza ed arte contemporanea, la banalizzazione della prima o forse solo una diversa concezione che non è più armonia ma sensazione, soggettività portata all'estremo, quindi non più idealizzata e universale. Le immagini sono corpi e natura, particolari dove la contraddittorietà perfino tra vita e morte, come nei corpi di Vanessa Beecroft, è centrale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN'IDEA DI BELLEZZA - AN IDEA OF BEAUTY
Strozzina Centro per la cultura contemporanea Palazzo Strozzi
opere di Vanessa Beecroft, Chiara Camoni, Andreas Gefeller, Alicja Kwade, Jean-Luc Mylayne, Isabel Rocamora, Anri Sala, Wilhelm Sasnal
con il supporto di Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi – Regione Toscana – Unicoop Firenze, Ataf
con il patrocinio di Istituto Polacco di Roma

 


La Strozzina si sta qualificando sempre più per l'attenzione all'arte contemporanea dove arti figurative, installazioni e performance, video arte ed altri orizzonti contemporanei convergono, senza necessariamente focalizzarsi sui soliti noti. Spesso qui le mostre sono un'occasione per esplorare terreni poco battuti e quello che si muove intorno ad alcune punte di iceberg.
Cominciamo la nostra passeggiata con la pittura di Wilhelm Sasnal, nato in Polonia nel 1972, la cui arte mette in evidenza la valorizzazione dell'elemento pittorico di scene quotidiane, particolari, dove lo stile dell'iperrealismo rafforza l'immersione nell'atmosfera: un certo immobilismo, straniamento e malinconia che ricordano certe atmosfere di Hopper.
Il rapporto con la natura è cruciale anche per il francese Jean-Luc Mylayne, classe 1946, con gli uccelli protagonisti: immagini apparentemente colte spontaneamente che sono invece il risultato di un'attenta ricostruzione e riflessione sul rapporto uomo-natura. Sovverte l'ordine naturale Alicja Kwade, tedesco-polacca nata nel 1979 che qui presenta Teleportation, un'installazione che occupa tutta la stanza centrale dell'esposizione, la più grande: un percorso di pannelli di vetro illuminati da una serie di lampade, solo tre delle quali sono accese, così da alimentare un percorso di luce, un cammino ideale. In Japan Series il fotografo Andreas Gefeller, nato in Germania nel 1970, crea immagini sintesi tra l'elaborazione tecnologica e la tradizione calligrafica giapponese. L'italiana Chiara Camoni, del 1974, propone un lavoro che nasce dagli incontri con cose e persone nella quotidianità e si va dalla video installazione Mefite, che narra l'esperienza di un luogo di morte e bellezza, la Valle d'Ansanto, dalla quale è affascinata quanto spaventata; all'opera Mosaico, un anti monumento realizzato utilizzando gli scarti di lavorazione del marmo; ai lavori Capolavori e Amanuensi nati dal lavoro con l'anziana nonna Ines Bassanetti. Interessante il lavoro di video installazione Body of War di Isabel Rocamora (Regno Unito-Spagna, 1968) che rende 'bellezza', coreografia due figure a partire dallo studio del combattimento, unendo la suggestione del mare e lo studio impeccabile dei gesti alla desolazione e all'orrore che emerge dal vissuto allusivo.
Il lavoro di Anri Sala (Albania, 1974) si immerge in temi sociali, culturali e politici che disegnano la società contemporanea. Nel video Dammi i colori l'artista ripercorre l'evoluzione della città di Tirana a partire dalla trasformazione dell'artista Edi Rama che poi divenne sindaco della città nel 2000. L'opera si richiama alla polemica che nacque dall'uso dei colori come antidoto al grigiore e degrado della città e al ruolo dell'arte rispetto alla collettività e alla quotidianità. Infine il video di Vanessa Beecroft (Italia, classe 1969) che presenta la costruzione della sua performance, un tableau vivant, di ragazze dipinte di nero che si muovono ricordando le pose plastiche assunte dalla donna nella storia nell'arte. Sono allegoria di vita all'ennesima potenza, esprimendo quindi il femminile creativo ed erotico, e ad un tempo sfiorano la morte ricordando i corpi carbonizzati dall'eruzione che sommerse Pompei ed Ercolano.

 

 

Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - Piazza Strozzi,50123 Firenze
Per informazioni: telefono 055/2645155, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario di apertura: martedì-domenica 10-20, giovedì gratuito 18-23, lunedì chiuso

 

 

Articolo di Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio stampa Lavinia Rinaldi
Sul web: www.strozzina.org

 

 

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