Twiza, parla italiano la cultura della medina di Tunisi

Scritto da  Venerdì, 10 Ottobre 2014 

Nel cuore della medina di Tunisi si è inaugurata una mostra promossa da Twiza, un collettivo italiano per la promozione della cultura dell’incontro, con l’obiettivo di aprirsi liberamente alle suggestioni e promuovere una rete tra Tunisi e la Tunisia ed altri paesi, nella logica del dialogo e dell’incontro.
La settimana scorsa si è aperta una mostra fotografica che si intitola “mar2a w nusf” un'espressione che viene usata per parlare di una donna che vale molto. L'idea di fare una mostra sulla donna è nata un po' per caso, sia dal desiderio di celebrare le donne, che in fondo si meritano un’attenzione e un omaggio che raramente arriva spontaneamente.

 

Twiza è un nuovo collettivo promosso da due ragazze italiane, nel cuore della medina antica di Tunisi, nella zona popolare vicino a bāb jdīd, la porta nuova, che mette insieme le attività sociali e culturali, nel segno della fluidità e della condivisione territoriale. E se i nomi hanno ancora un senso, twiza, è un programma, un invito, un modo di essere allo stesso tempo. E’ una parola berbera che indica lo spirito di condivisione e solidarietà, di partecipazione a gioie e dolori che nel quartieri si attiva spontaneamente quando una famiglia ha bisogno di qualcosa

E’ la versione urbana, moderna, dello spirito della tribù che originariamente governava il territorio, prima che la città assorbisse e cancellasse questa empatia nel nome degli interessi. Stefania Simona Bonomo e Francesca Oggiano hanno deciso di scommettere su Tunisi e di radicarsi per vivere il loro progetto e non semplicemente promuoverlo come un’attività. Le ho conosciute negli studi di RTCI – Radio Tunisi Canale Internazionale, al programma in lingua italiana condotto dal collega e amico Mourad Ayari perché invitata nella stessa puntata. Hanno un entusiasmo contagioso e la semplicità, l’umiltà di chi non propone un ‘pacchetto’ organizzato, ma si mette in discussione e in cammino, all’interno di un quartiere non semplice e hanno dovuto superare le iniziali diffidenze degli abitanti locali, mi hanno raccontato. Naturalmente le reazioni non sono state omogenee dando vita ad entusiasmi, curiosità, preoccupazioni e così via. Sono stati i bambini però che per primi si sono avvicinati e che oggi possono assistere a corsi di italiano, una lingua molto viva a Tunisi, se si pensa che nei licei ci sono 52mila studenti di italiano contro i circa 15mila di spagnolo e appena 5mila di tedesco. (Il francese non conta perché è lingua ufficiale nel Paese e l’inglese è ormai obbligatorio).

Venendo più da vicino all’esposizione in corso, è un appuntamento come altri in programma, da incontri su vari temi, a presentazioni di libri, ad esempio, che contribuisce a disegnare uno spazio ‘libero’ e versatile che ben risponde agli obiettivi di Twiza. Il collettivo è infatti un gruppo di persone che lavora su progetti auto-gestiti che supportano una cultura ‘alternativa’, libera espressione del cambiamento sociale radicale, in atto. Twiza vuole essere un luogo da vivere aperto a chiunque voglia sperimentare una via alternativa per relazionarsi all’altro, basata sul rispetto, la cooperazione e la creatività, nell’ambito artistico.
Inseguendo un sogno, come dicono le fondatrici, Twiza intende costruire dei ponti tra Tunisi e il resto del mondo, attraverso degli scambi di artisti stranieri che possono essere ospitati nello spazio di Twiza e, allo stesso tempo, promuovendo all’esterno la cultura e le tradizioni tunisine.
Abbiamo il piacere di una visita virtuale della mostra attraverso gli artisti, i titoli delle loro opere e alcune descrizioni, per avere un’idea del tenore dell’esposizione, ma anche un assaggio dello spirito di Twiza.

Gli artisti e le opere

Amine Boussoffara
La mia corsa. Mahdia, Tunisie.
Tra i muri. Mahdia, Tunisie.
Campo di battaglia. Mahdia, Tunisie.
Ishraf Bou Sabbeh
La salamandre. Cerchio che illustra un simbolo berbero che le tribù antiche utilizzano come talismano, è associata all’acqua nella quale vive e la luna; è un simbolo di profondità, di rigenerazione, di trasformazione e di crescita come di similitudine con la donna, origine della vita.
Layers. Come un oceano dalle onde infinite, il mondo femminile è ricco e multiplo, più vite in una, la madre, la sorella, l’amante, l’amata, la figlia che dei piccoli pezzi di vita sovrapposti come dei calchi al fine di lasciare apparire una donna compiuta o no, bella, tranchante e fragile come il vetro che assorbe e riflette tutto quello che éfléchissant, tutto quello che si espone a lei.

Noura Mzoughi
Espoir
Elévation

Felice Rosa
Donna Curda alla manifestazione del BDP (Partito per la Pace e la Democrazia). Piazza Taksim, Instambul
Due bambini. Provincia di Mardin, Turchia
Pesca sulle due rive del Bosforo. Besiktas, Instambul, Turchia
Vita nella periferia di Gazientep. Turchia
Oca barocca
Le 7 principesse. Un bouquet di 7 quadri che mostrano un stato d’animo di donna, un autoritratto sotto diverse forme…7 ritratti in 7 giorni.

Francesca Oggiano
Donne dell’ambiente è un progetto dedicato ai diritti delle donne in 6 paesi del Mediterraneo. Le foto nell’esposizione sono state utilizzate per girare l’introduzione al progetto web. Il mare che porta delle foto di donne che vengono dal passato; che vendono dal Maghreb, dall’Italia, dalla Tunisia, dalla Grecia e dalla Turchia. I luoghi più vicini e prossimi culturalmente del Mediterraneo.

Noha Habaieb
Lalla Fadhma N'Soumer: è una personalità algerina della resistenza dei Cabili di Djurdjura alla conquista della Cabilia da parte della Francia intorno al 1850.
Zied Ben Taleb
Io sono, io sarò, io vi resto. Tunisia

Articolo di Ilaria Guidantoni

TOP