Thala mon amour – MedFilm Festival, Cinema Savoy (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 16 Novembre 2016 

Un film di Mehdi Hmili, con Fatima Ben Saïdane, Najla ben Abdallah, Ghanem Zrelly, Moez 'Speedy' Baatour.

Azione, durata 87 min. - Francia, Germania, Tunisia2016.

 

Originale punto di vista sulla rivoluzione tunisina dalla parte delle donne, del popolo, quello vero con attori non professionisti per lo più, in un angolo del Paese, lontano dall’oleografia di molti film.
Iperrealismo che racconta un paese in subbuglio attraverso le voci e le vite delle persone. Al centro una storia d’amore che non si ricompone per due scelte antitetiche, l’amore appunto dalla parte di Mohamed e la rivoluzione, il paese, la causa femminile e la libertà anche dai sentimenti da parte di Hourya.

Thala my love, questo il titolo con il quale esce in Italia un film partito nella lavorazione lenta e complessa nel 2014, presentato in concorso alle giornate del cinema di Cartagine, JCC – che si sono tenute dal 5 al 12 ottobre scorso – e per la prima volta a Roma nell’ambito del MedFilm Festival a un pubblico internazionale. La storia, che prende spunto da un fatto vero, è semplice: durante la rivolta contro il regime di Ben Ali, il prigioniero politico Mohamed riesce a evadere. In mente ha un piano ben preciso: tornare dall'amata Hourya, che si è sposata con un uomo che non ama, e con lei fuggire in Algeria. Intorno a loro un Paese ormai scivolato nel baratro della guerra civile. Primo lungo metraggio realizzato dal regista tunisino Mehdi Hmili, è ambientato nel villaggio di Thala, città originaria dell’autore, nel centro-ovest del Paese verso la frontiera algerina. La zona è quella calda di Kasserine, bacino minerario, da dove la rivolta è iniziata per approdare poi nella Capitale da dove è partita l’eco sempre celebrata nei film. Questo lavoro non ha nulla di celebrativo o problematico rispetto alla rivolta ma ha un approccio realistico dalla parte delle persone comuni e delle loro vite scombussolate tra l’8 e il 10 gennaio del 2011, prima della cacciata di Ben Ali, l’11 gennaio, data ufficiale della rivoluzione. Non solo, la storia è concentrata sulle emozioni e l’impegno delle donne che nella rivoluzione vedono l’occasione di emancipazione femminile soprattutto per il ruolo politico e non tanto personale, con uno zoom sugli affetti in bilico. Un punto di vista che mi ha colpito particolarmente perché è lo stesso occhio con il quale io ho scelto di scrivere su questo periodo della Tunisia nel romanzo Tunisi, taxi di sola andata. Film complicato da far accettare, ha raccontato il regista, perché arriva a cinque anni dalla rivoluzione per riaprire questo capitolo. Tra l’altro per ragioni di sicurezza non è stato possibile girarlo dov’è ambientato ma a La Manouba (Tunisi) con il lavoro di due attori originari del villaggio impegnati per rendere il più possibile realistica l’ambientazione. Interessante lo sguardo su una Tunisia che nemmeno molti tunisini conoscono e che emerge nella sua originalità e curiosità.
Proprio per immergersi nella realtà sebbene attraverso la magia del cinema, Mhili ha scelto molti attori non professionisti, proprio per rendere il girato più spontaneo, senza pensare ad una costruzione estetica a priori. Nel suo immaginario, dichiarato, ci sono i fratelli Dardenne, Cassavettes e certamente il Neorealismo italiano.
Nella conclusione il film diventa un inno alla rivoluzione e alla libertà. I due amanti si incontreranno ma mentre Mohamed è pronto ad abbandonare il paese e quello per cui ha lottato a lungo, già deluso dallo scoppio della rivoluzione con la sua scia di sangue; Hourya sceglie la libertà, la battaglia per migliorare le condizioni di vita in fabbrica, per dire addio al matrimonio con un uomo che non ama – simbolico il lancio della fede - per abbandonare il velo.

Il film è cofinanziato dal Ministero della Cultura e dal fondo Sanad di Abu Dhabi e prodotto da Mohamed Ali Ben Hamra pour Polimovie International Pictures con gli attori protagonisti Ghanem Zrelli (Mohamed) e Najla Ben Abdallah (Nourya, nota attrice in Tunisia).
Mehdi Hmili si è diplomato all’Ecole de cinéma di Parigi e in Francia ha realizzato la sua trilogia in bianco e nero sull’amore e l’esilio X-Moment 2009, Li-La (2011), e La Nuit de Badr (2012).

Articolo di Ilaria Guidantoni

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