Sangue, sudore e polvere da sparo, personale di Giordano Curreri allo Spazio Pop Up di Milano

Scritto da  Daniela Cohen Martedì, 05 Febbraio 2013 

A Milano anche gli artisti hanno vita difficile ma, quando riesce una mostra o un evento, tutto fila via liscio come è accaduto giorni fa a pochi passi da piazza del Duomo. Allo ‘Spazio Pop up’, in via del Torchio 4 ho visitato la mostra di Giordano Curreri, un giovane con la faccia da ragazzo timido, lieto di accogliere tutta la gente accorsa per l’inaugurazione. Chiedendo in giro, ho scoperto che l’ambiente è stato ideato e messo a disposizione come ‘temporary shop’ da Alessandra Fabiani e Raffaella Trizio, due giovani donne piene di iniziativa che hanno considerato irrinunciabile ospitare per alcuni giorni l’ultrapop Giordano. Fu lui difatti a presentarsi per la prima volta al pubblico nel 2000 con una mostra intitolata “Ultrapop, l’ultima invasione”, tenutasi alla Galleria Sergio Tossi di Prato. Condivisione elettiva…

 

 

 

 

 


SANGUE, SUDORE E POLVERE DA SPARO
Mostra personale di Giordano Curreri
Testo critico di Igor Zanti
Spazio "Pop up" - via del Torchio 4, Milano

 


Avendolo a portata di parola, chiedo all’autore delle opere esposte a cosa si è ispirato per la mostra attuale, una serie di quadri di piccola e media grandezza con mostri un po’ fumettistici e alcuni riferimenti all’attualità o alla cronaca. “Si tratta di frames serigrafati e dipinti ad acrilico” mi risponde con un sorriso gentile, descrivendo il genere di lavoro svolto. “Li ho tratti da un video girato tempo fa in un macello nei pressi di Brescia. Ecco da dove ho preso il nome di ‘Sangue’, una delle tre storie assieme a ‘Sudore’ e ‘Polvere da sparo’ che ho sviluppato”. Gli chiedo di spiegarsi meglio.
Con ‘Sudore’ lavoro sui virus, che oramai sono lo spauracchio sociale con cui si piegano i popoli a fare le cose più strane, come quando per un presunto ‘pericolo aviaria’ furono uccisi milioni di uccelli. E ‘Polvere da sparo’ lo metto in mostra in quelle immagini di personaggi con bandiere, dove la realtà sembra cambiare a seconda delle ricerche sui più pericolosi criminali di ciascun paese. Per l’Italia ho usato il volto di Vallanzasca quando ho pensato a questo nel 2007, mentre il film è del 2012. Però il titolo l’ho scelto per l’assonanza che ha con un film di tanti anni fa, se ricordi, ‘Fango, sudore e polvere da sparo’…”. Già, dico io, uno di quei vecchi spaghetti western, no? Esatto, risponde lui sempre sorridendo.
Vale la pena ricordare che Giordano Curreri oltre che artista è anche un affermato art director e anche creative director per conto di svariate agenzie e per numerosi clienti molto importanti. Perciò gli chiedo se il lavoro sicuro è una seccatura o se tutto sommato gli piace pure quello. “Beh, a dire la verità ci avevo provato a fare solo l’artista ma era dura, però sono stato fortunato perché la verità è che il mio lavoro mi piace davvero, non mi costa fatica e ogni sera corro in studio e porto avanti le mie ricerche di pura creatività. Non mi sento in difficoltà, anzi: in fondo, anche se commerciale, il lavoro mi aiuta nell’altra ricerca!”.

Ecco un giovane felice oltre che simpatico. Gli si può fare visita al suo sito personale (www.giordanocurreri.com) ed anche vedere su Facebook un piccolo video dell’inaugurazione al Pop up a questo link

 

 

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio stampa Barbara Riggio
Sul web: www.giordanocurreri.com

 

 

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