Quando il gioiello incontra la cultura

Scritto da  Martedì, 11 Agosto 2015 

Leticia Lanaro, creazioni pezzi unici che raccontano una storia

Nell’ambito della rassegna Camaiore d’autore a Villa Ariston a Lido di Camaiore un appuntamento con un artigianato nobile di grande tradizione italiana, la gioielleria e l’arte orafa. Protagonista Leticia Lanaro, nata in Messico, conoscitrice del paese sudamericano, ma italiana di Padova che ha cominciato a creare i gioielli ereditando dal padre – liutaio, restauratore, scultore e pittore - un dono prezioso, una scatola di pietre e poi per ragioni familiari una collezione di gioielli antichi. Da una parte un legame affettivo e la richiesta di realizzare dei sogni, dall’altra un patrimonio da reinventare perché spesso il gioiello antico difficilmente si può indossare. Quando l’artigianato diventa arte? Quando come nel caso di una creazione artistica è un pezzo unico, destinato a un su misura esclusiva, legato ad una committenza e ad un’aspirazione interiore per cui l’oggetto non è che la forma visibile di un’ispirazione, di un messaggio.

Le creazione di Leticia, come ci ha raccontato lei stessa, raccontano una storia. Le sue collezioni, a loro volta, sono libri immaginari che compongono storie, partendo dal capitolo “Le fusioni” che raccolgono gioielli in oro 22 carati, che recuperano un procedimento di fusione dove l’oro esprime la sua materia alchemica attraverso reazioni chimico-fisiche che rendono il gioiello irripetibile. Il secondo capitolo è quello dedicato alle gallerie d’arte, quasi involontariamente, realizzazioni che nascono per raccontare la donna sotto varie sfaccettature. Per fare un esempio ci sono le pietre calpestate, sassi, metafora di vite schiacciate, che diventano una ricchezza interiore con il coraggio di impreziosire le sconfitte, per farle diventare messaggi di speranza e di vita. E ancora pietre grezze come turchesi che sembrano “spuma” e resistono alle tentazioni dell’omologazione e di essere plasmati dall’esterno. Il terzo capitolo di questo viaggio ideale è il mondo del designer del gioco della luce, delle fessure che sono micro ferite ma anche opportunità per filtrare i raggi solari e che danno vita a un gioiello che nasce dal concetto greco di armonia, di proporzione aurea per costruzioni originariamente architettoniche dove si stabilisce una corrispondenza tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Penultimo capitolo è il tema del vuoto che nasce da un libro dedicato al tema dal quale la giovane Leticia, con una solida formazione artistica e uno studio della gemmologia, rimane folgorata. E’ grazie al vuoto che si crea la possibilità della forma, della vita, diventa il suo punto di partenza. Infine il gioiello antico, come recupero di quella tradizione italiana che vede una sostanziale continuità tra il mondo del lavoro artigianale e quello dell’arte il coraggio di far dialogare i passato e il presente, sfruttando tecniche antiche e taglio laser, materie e “reperti archeologici” uniti al gusto e ai materiali di oggi. La filosofia di fondo che impronta anche lo stile – gioielli grandi, imponenti ma non barocchi, dove la materia umile si unisce a quella di pregio – è di non considerare il gioiello un oggetto del lusso ma d’arte pure quando è un prezioso.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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