Paolo Antonio Paschetto dal 26 febbraio. Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi

Scritto da  Giovedì, 05 Giugno 2014 

PAOLO ANTONIO PASCHETTO ARTISTA GRAFICO E DECORATORE FRA LIBERTY E DÉCO
a cura di Alberta Campitelli e Daniela Fonti


Dal 26 febbraio al 28 settembre 2014 Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi

 

PAOLO ANTONIO PASCHETTO (1885-1963) non è forse noto al grande pubblico ma certamente notissimo è l’Emblema identificativo ufficiale della Repubblica Italiana da lui ideato nel 1946. Tuttavia Paschetto fu artista poliedrico e nella sua lunga attività si è cimentato anche con la grande decorazione murale, con la grafica, le arti applicate, la pubblicità, la filatelia, la decorazione d’interni e la sua produzione si configura tra le più interessanti dell’epoca, in continuo rapporto con la cultura europea e con quanto di nuovo si produceva.


In occasione del cinquantenario della morte, a Paschetto sono state dedicate diverse iniziative che culminano con due mostre romane, distinte ma correlate, realizzate grazie alla collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo e Roma Capitale.


Nella sede dell’Istituto Nazionale per la Grafica è allestita, in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato, la sezione che ricostruisce in modo dettagliato la storia dell’ideazione dell’emblema della Repubblica Italiana, con accanto una ricca documentazione dell’attività di Paschetto come grafico d’eccellenza.

 

La mostra PAOLO ANTONIO PASCHETTO ARTISTA GRAFICO E DECORATORE FRA LIBERTY E DÉCO al Casino dei Principi di Villa Torlonia dal 26 febbraio al 28 settembre 2014, a cura di Alberta Campitelli e Daniela Fonti, dispiega invece la sua vasta attività di artista e decoratore grazie alla disponibilità di un ricchissimo materiale inedito, in gran parte conservato presso gli Eredi Paschetto di Torre Pellice (TO). Tra le oltre 200 opere figurano anche pezzi provenienti dagli Archivi delle Arti Applicate e dal Museo Storico della Comunicazione (Roma) e da collezioni private. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura, l’esposizione si avvale di un comitato scientifico composto dalle curatrici e da Irene de Guttry, Maria Paola Maino e Francesco Tetro che intende presentare al pubblico la figura poco nota di un importante artista formatosi nell’ambiente romano del primo ‘900 e che nella Città svolse una intensa ed apprezzata carriera.


La vita e l’opera di Paschetto hanno come fulcro due luoghi: nato a Torre Pellice (TO) da un pastore della chiesa battista nel 1885, trascorse gran parte della sua esistenza a Roma, insegnando fino al 1949 nell’Accademia di Belle Arti nella quale si era formato. A Torre Pellice nasce e muore, mantenendo con le Valli Valdesi un legame profondo, fondato soprattutto sulle solidissime basi di un sentimento di appartenenza a una comunità di fede e a una storia oltre che a una terra. A Roma, dove si trasferisce da piccolo con la famiglia, studia, lavora e risiede a stretto contatto con il suo mondo artistico e culturale, caratterizzato dalla personalità di Nino Costa e della generazione simbolista “dannunziana” da cui assimila il gusto sinuoso per i raffinati grafismi del preraffaellismo romano. La sua formazione religiosa e il profondo legame con la chiesa valdese sono alla base del suo senso etico per cui Paschetto sente il proprio talento come un dono da coltivare con rigore e
perseveranza e da cui trarre in primo luogo soddisfazione per aver dato - anche attraverso il lavoro - testimonianza della propria fede. La cultura protestante lo predispone anche ad un’apertura europea e internazionale che si integra e amplia al contatto con l’ambiente artistico, altrettanto aperto al mondo, della capitale romana di quegli anni.


Nel corso della carriera partecipa a concorsi pubblici (nel 1907 vince il concorso per la banconota da 5 Lire) sia nel settore della grafica sia della grande decorazione di committenza pubblica, aggiudicandosi assegnazioni importanti come le due Sale in Campidoglio (quella degli Stemmi e quella dei Cimeli Garibaldini), quelle al Ministero degli Interni al Viminale e al Ministero dell’Istruzione a Trastevere. Intensa attività svolge anche nella decorazione degli edifici di culto evangelici, battisti e valdesi in Roma, come le vetrate per il Tempio Valdese di piazza Cavour e per la Chiesa Metodista di via Firenze.


La mostra al Casino dei Principi di Villa Torlonia ripropone la versatile attività di Paschetto attraverso diverse sezioni che spaziano dai grandi cicli pittorici laici e religiosi ai modelli decorativi per gli interni di squisito gusto art nouveau, dalla progettazione di oggetti d’arredo e d’uso alle vetrate, fino alla produzione grafica nell’ambito della pubblicità e della filatelia.


Una curiosità riguarda le opere di arte decorativa realizzate nel corso degli anni Dieci che, rimaste di proprietà della famiglia e ora presentate in questa mostra, erano frutto della collaborazione tra Paolo e sua moglie Italia Angelucci. A differenza delle opere degli artisti romani che erano destinate alla vendita e quindi prodotte in più copie, queste ceramiche dei coniugi Paschetto - quattro piatti e una brocca - sicuramente non sono mai state replicate, non recano alcun marchio di manifattura né sono mai apparse nelle aste e sul mercato antiquario. Analogamente alle ceramiche del 1911, sono firmate sotto la base con il monogramma delle iniziali di Paolo e Italia. È un caso raro. Gli artisti a quei tempi, anche quelli più all’avanguardia come Balla e Depero, per realizzare opere di arte decorativa si servivano delle mani delle mogli, delle figlie e delle allieve lasciando tuttavia nell’ombra il loro sapiente e devoto contributo.


Il percorso espositivo invita alla scoperta dei luoghi della città legati al lavoro di Paschetto: a partire dalla vicina Casina delle Civette - dove sono conservate vetrate, cartoni e bozzetti - fino ai templi protestanti dove Paschetto ha espresso al meglio il suo essere artista e uomo di fede. Nella Casina delle Civette sono opera di Paschetto le vetrate del “Balcone delle rose” con tralci fioriti, nastri e farfalle multicolori. Qui si può comprendere la genesi dell’opera, dal bozzetto al cartone fino alle vetrate. Accanto a quelle ideate appositamente per l’edificio ve ne sono altre provenienti dall’abitazione privata in via Pimentel e numerosi bozzetti dal raffinato e minuzioso disegno, tra i quali quelli predisposti per le vetrate dei templi di via del Teatro Valle, di piazza Cavour e di via XX Settembre, tutte eseguite con la consueta abilità da Cesare Picchiarini, con simboli religiosi inseriti in elaborati ed eleganti partiti decorativi.


Un’ultima osservazione merita la firma di Paschetto, racchiusa in un cerchio e accompagnata a un piccolo cuore, quasi a dichiarare la disposizione pacifica del suo sguardo sul mondo. In quegli anni di inizio Novecento infatti si scopre quanto sia importante per la serenità della famiglia manifestare affetto e il cuore viene assunto a motivo decorativo. Lo fa persino il grande futurista Fortunato Depero che nel 1917 disegna per un amico, il gallerista Giuseppe Sprovieri, una seggiolina in legno laccato con un’asola a forma di cuore nello schienale e cinque anni dopo ripropone lo stesso motivo in una sedia che arreda il Cabaret del Diavolo. Paradossalmente, il cuore, simbolo antichissimo, conferisce negli anni Dieci una patente di modernità.


Questa esposizione ripercorre insomma tutta la produzione di PAOLO ANTONIO PASCHETTO e si completa con quella organizzata dall’Istituto Nazionale per la Grafica nella sede di Palazzo Poli a cura di Maria Antonella Fusco. Il catalogo, edito da Gangemi Editori ed unitario per le due mostre, permette di cogliere appieno la versatilità di un artista che ha vissuto a Roma gran parte della sua vita lasciando testimonianze importanti in molti luoghi.


Mostra: PAOLO ANTONIO PASCHETTO ARTISTA GRAFICO E DECORATORE FRA LIBERTY E DÉCO


A cura di Alberta Campitelli e Daniela Fonti


Dove: Casino dei Principi di Villa Torlonia, via Nomentana 70, Roma


Quando: dal 26 febbraio al 28 settembre 2014


Orari: da martedì a domenica ore 9.00-19.00 (ingresso fino alle 18.15)


Biglietti: Intero € 11,00; Ridotto € 9,00 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (su esibizione di valido documento che attesti la residenza). Intero € 10,00; Ridotto € 8,00


Info: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00), www.museivillatorlonia.it, www.museiincomune.it, www.zetema.it


Promossa da: Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali


Organizzazione: Zètema Progetto Cultura


Con il contributo di Acea; Banche Tesoriere di Roma Capitale (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena); Vodafone


Con il contributo tecnico di Atac; La Repubblica


Fonte: Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura - Fabiana Magrì

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