Mostra "Sguardi su Roma a Palazzo Braschi", 29 ottobre 2014 – 8 marzo 2015

Scritto da  Lunedì, 03 Novembre 2014 

Fotografie di Roma dal 1986 al 2006. Donazioni e committenze.

Una mostra fotografica che racconta un periodo di importanti modificazioni e offre l’opportunità per una riflessione sulle tendenze della fotografia. E al secondo piano del Museo, la Capitale d’Italia nella Grande Guerra, in 35 immagini

Circa ottanta immagini che vanno dagli anni Ottanta al Duemila, rappresentative di alcuni dei più importanti fotografi italiani – nove nomi di indiscussa fama - saranno allestite in questa mostra ospitata dal 29 ottobre 2014 all’8 marzo 2015 nelle sale espositive al piano terreno del Museo di Roma e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Queste immagini, provenienti dalla sezione contemporanea dell’Archivio Fotografico di Palazzo Braschi, raccontano – con la cura di Anita Margiotta - la città di Roma mostrando le importanti trasformazioni che ha subito negli ultimi decenni, offrendo nel contempo un’opportunità di riflessione sulla fotografia contemporanea e sulla sua ricerca di nuove iconografie del paesaggio urbano.

Un archivio depositario di una raccolta storica di notevole importanza, che nel tempo ha esteso le sue competenze riservando uno spazio all’arte fotografica contemporanea. Alla donazione di dieci opere che Gianni Berengo Gardin volle fare nel 1986, seguì l’acquisizione di fotografie di Gabriele Basilico, Roberto Bossaglia, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Roberto Koch e, ultimo, Andrea Jemolo.
Ed ecco che, grazie alle immagini di questi artisti, scorrono davanti agli occhi soggetti familiari e inconfondibili come San Pietro, Piazza Navona, il Pantheon che si mescolano a scene della vita quotidiana della città in rioni come Trastevere o Campo de’ Fiori o nel traffico di tutti i giorni. Anche se appare evidente che gli autori hanno interpretato i luoghi con una diversa espressività, aperta a nuovi significati oltre la documentazione.

Particolarmente interessanti le rappresentazioni dei cantieri delle grandi opere pubbliche che hanno preceduto e accompagnato l’arrivo del nuovo millennio. E in questo percorso, urbano e fotografico insieme, saranno esposte anche due foto dell’Ara Pacis prima dell’intervento di Richard Meier e durante gli interventi successivi al suo progetto.

L’arco di tempo raccontato grazie a questa mostra presenta anche il passaggio, importantissimo, dall’analogico al digitale. Infatti, mentre si abbandonano i processi di ripresa sviluppo e stampa, la fotografia intesa come documento, diventa – trasformazione epocale - fotografia come opera d’espressione, superando così la classica distinzione fra artista e fotografo.

La Sala della Fotografia al secondo piano del Museo, appositamente riallestita in occasione del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, ospiterà invece l’esposizione “Roma e la Grande Guerra. 1915 – 1918.”, curata da Anita Margiotta e Maria Elisa Tittoni. 35 immagini provenienti dai fondi dell’Archivio Fotografico del Museo di Roma che illustrano come Roma, anche se lontana dal teatro degli scontri, affrontò da protagonista quegli anni. Una piccola ma preziosa esposizione che vedrà anche i ritratti di alcuni dei protagonisti di quegli anni: dai reali d’Inghilterra a Papa Benedetto XV e al Presidente del Consiglio Salandra che con il Ministro degli Esteri Sonnino appoggiò l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Francia e dell’Inghilterra. Una piccola sezione sarà poi dedicata ad alcune rare fotografie dal fronte alpino, ricordo della guerra di un reduce romano.

Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura, Patrizia Bracci

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