Arrigo Lora Totino, Torino 12 - 30 Settembre 2015

Scritto da  Domenica, 09 Agosto 2015 

FONDAZIONE BONOTTO rende omaggio a uno dei più straordinari protagonisti della Poesia Sperimentale - Concreta Visiva e Sonora - in Italia e internazionali.

Arrigo Lora Totino
"La parola come poesia segnosuono gesto 1962 - 1982"
A cura di Giorgio Maffei e Patrizio Peterlini

Una mostra ed una monografia dedicate ad un protagonista della "Poesia Concreta" internazionale. Opere storiche degli anni Sessanta e Settanta.

Dal 12 al 30 Settembre 2015
Inaugurazione sabato 12 settembre ore 18:00
Torino, Via Crescentino, 25

 

CENNI BIOGRAFICI

Arrigo Lora Totino è nato nel 1928 a Torino dove vive e lavora.

Dopo una breve stagione di iniziazione alla pittura nel clima della ricerca informale ed astratta della fine degli anni Cinquanta, Arrigo Lora Totino lega indissolubilmente il suo lavoro alla ricerca sulla Poesia, declinandone negli anni ogni possibile variante scritturale, visiva e sonora in cui la tipografia della parola diviene oggetto estetico con un suo proprio peso visuale e autonomo rispetto ai suoi significati letterari.

Nella Torino dei primi anni Sessanta fonda la rivista sperimentale “Antipiugiù” con la collaborazione dei poeti radicali di quel periodo che da vita ad un momento di straordinaria vivacità culturale della città. Escono quattro numeri tra il 1961 e il 1966, l’ultimo dei quali registra lo sconfinamento della poesia lineare verso la visualità della “Poesia Concreta”, movimento artistico internazionale che si affaccia ora nel nord dell’ Europa e nel Sudamerica.
La rivista è portavoce di cultura estetica e filosofica capace di sviluppare relazioni internazionali che portano Lora Totino a declamare le sue opere tra Londra e Parigi con frequenti relazioni con i paesi dell’Est e a partecipare ad uno straordinario numero (oltre duecento tra esposizioni e performance) di eventi in ogni parte del mondo.
Il forte coinvolgimento internazionale induce nell’artista la necessità di uno strumento riassuntivo delle poetiche in gioco che prende corpo nel volume “Modulo”, pubblicato a Genova nel 1966, prima vera antologia di poesia sperimentale.
Qui la composizione poetica visuale, derivata dalle sperimentazioni Futuriste e Dadaiste delle Avanguardie Storiche, assorbe elementi estetici protoconcettuali partecipando autorevolmente al clima internazionale di ricerca.

Con il compositore Enore Zaffiri e il pittore Sandro De Alexandris, Arrigo Lora Totino dà vita a Torino nel 1964 allo “Studio di informazione estetica” per la ricerca sui rapporti fra poesia visuale e sonora, musica elettronica e arte plastica. I suoi compositi interessi prendono avvio anche con questa esperienza che mette in pratica quella compenetrazione delle discipline artistiche che sta alla base dei significati della sua opera.
Queste attività si avvalgono di un solido lavoro critico di elaborazione teorica e di scrittura che lo porta alla collaborazione con antologie e riviste internazionali e con la curatela di mostre sull’argomento. E’ sua quella della prima storica mostra italiana sulla “Poesia Concreta” a Cà Giustinian a Venezia nell’ambito della Biennale del 1968-1969.

Quando anche la poesia visuale sembra insufficiente a rappresentare le innovazioni della parola, Lora Totino apre nei primi anni Settanta verso una dimensione “fonetica”, “sonora” e infine decisamente corporale da lui stesso definita “ginnica. Dal 1974 elabora e rappresenta in teatri e gallerie una serie di performances di ”poesia sonora”, “poesia liquida” e poesia ginnica” che egli accompagna a spettacoli-conferenze di “mimodeclamazione” con testi delle avanguardie storiche e con partiture da lui stesso composte.
La collaborazione in quegli anni con l’artista Piero Fogliati, che produce straordinari oggetti sonori, permette una visione ulteriormente dilatata del fare artistico in una dimensione talvolta collettiva e antiretorica che anticipa modalità esecutive che saranno tipiche dell’arte concettuale degli anni Settanta.
Lora Totino, destabilizzando la tradizione formale della produzione artistica, realizza intanto opere dattiloscritte (verbotetture), sculture in materiali plastici (corpi di poesia), opere tridimensionali in carta, partiture musicali e libri d’artista, tutti “oggetti” che privilegiano la sintesi tra arte visuale e poesia.

Nel 1978, dopo la pubblicazione dei sette LP per Cramps Records dell’antologia “Futura”, con un’introduzione storico-critica sulla poesia sonora che fonde le avanguardie storiche con la ricerca contemporanea, organizza uno spettacolo itinerante, che porta lo stesso titolo dell’antologia e che è destinato “ad affrancare la poesia dai limiti della letteratura mentale e scritta”.
Nel 1980 gestisce le tredici puntate del programma di Rai2 “Colpo di Glottide” sulla poesia sonora e realizza un video, sullo stesso tema, in collaborazione con Valeria Magli.
Il suo contributo critico si arricchisce infine nel 1989 con una “Storia della poesia sonora” per l’editore Elytra di Reggio Emilia.
Le grandi mostre internazionali lo vedono intanto tra i protagonisti. Citiamo tra le più importanti le rassegne di Eindoven, Praga, Chicago, New York, Milano, Stoccarda, Amsterdam, Londra, Stoccolma, Monaco, Nizza, Barcellona, L’Aja, Washinghton, Toronto e tante altre.

I tardi anni Settanta e i decenni successivi avvicinano Lora Totino alla visualità pittorica e scultorea con una variegata produzione di dipinti ed oggetti che per il loro carattere innovativo e controcorrente si dimostrano lontani dalle facili logiche del mercato e del sistema dell’arte. Opere che necessitano ancora di un approfondimento critico , ma comunque estranee allo specifico fuoco di interesse di questa mostra e della monografia che l’accompagna.

 

PREMESSA

Dalla monografia:
“Arrigo Lora Totino. La Parola come Poesia Segno Suono Gesto
1962-1982”

La struttura descrittiva di questo libro e la sua impostazione per capitoli tematici, segue la logica composita e complessa dello sviluppo del lavoro artistico dell’artista. I continui sbalzi e cambi di poetica e l’estrema varietà degli esiti artistici costringono il compilatore ad inseguire umori e modalità formali e di contenuto sempre diversi. L’artista totale e multimediale che si configura storicamente in Lora Totino all’inizio degli anni Sessanta, cogliendo i bisogni diffusi nel mondo artistico di quegli anni, produce esiti, materiali, media artistici e più che altro comportamenti sempre nuovi ed inaspettati.
La giustapposizione delle fasi della sua arte genera continue inversioni di tendenze e necessità di ricapitolazione. E questo ci serve a spiegare la natura talvolta pretestuosa della sequenza degli argomenti di questo libro che, pur tentando di mantenere un vago ordinamento cronologico, è spesso compromessa dalla dilatazione e dalla sovrapposizione degli argomenti stessi che oppongono resistenza ad un sistematico ordinamento logico.
Per tentare un assetto ed una delimitazione, questo studio fissa in circa un ventennio il suo ambito di interesse: 1962-1982. Ed occorre spiegarne le ragioni.
Dalla fine degli anni Quaranta, negli anni della formazione giovanile, Lora Totino pittore si abbandona e si assimila alle tendenze della pittura in voga in quegli anni: l’Informale, l’Astrattismo Geometrico, la gestualità pittorica, persino la ritrattistica spigolosa di matrice post Espressionista. Tutto questo però, pur con esiti di alta qualità formale, non può soddisfare l’irresistibile attrazione nella sua vita creativa verso la “Parola”, cioè la struttura elementare della comunicazione. La vera preponderante parte della sua formazione, e poi della sua piena maturità di artista, è intimamente connessa con la pratica della “Poesia” e della “Scrittura” che della parola sono l’espressione più alta.
Il suo ingresso in questo universo è, per certi versi, tradizionale. Termine da usare con riluttanza a proposito di questo artista.
Negli ultimi mesi del 1961 si individua quell’atto fondativo che segna questa iniziazione e cioè la pubblicazione della rivista “Antipiugiù”. Una rivista letteraria (lo si vedrà nell’apposito capitolo) dalla struttura ancora tradizionale, densa di ricerca sulla nuova poesia innovativa, ma che per chiarezza, definiamo ancora “lineare”. Ci servirà questo per segnare lo spartiacque verso il passaggio con quella che sarà, subito dopo e con i numeri successivi della rivista, il rutilare verso tutti i possibili aspetti della poesia “visuale” in cui la forma esteriore contenderà il primato al significato.
Lì tutto comincia, dalla parola come verso poetico, dalla sua parola, o di altri letterati, come materiale che cementifica architetture verbovisuali (per usare un suo neologismo), dalla scomposizione della parola stessa nei suoi fonemi quali sottosistemi minimi alla ricerca della radice della comunicazione fatta dal suono e dalla visione.
Da questa intuizione, certo condivisa in quegli anni con altri ricercatori nel mondo e condotta con una rigorosa linea retta di lavoro, raggiungerà lo spessore profondo delle teorizzazioni e delle loro esplicitazioni testuali ed espositive con la pratica della visualità artistica, dove il carattere tipografico sarà ancora materia vivente dell’opera sul piano pittorico e scultoreo, con il verso recitato e urlato che prende forma nella dimensione sonora e performativa, con la visualizzazione simultanea che solo l’immagine fotografica consente di dilatare ed ancora con un continuo cambio di mezzo espressivo, tra quadro, scultura, libro, azione, video, installazione.
Ad ognuno di questi approfondimenti corrisponde un capitolo di questo libro, accompagnato da una descrizione introduttiva con semplice funzione di conduzione verso la comprensione del tema e corroborato dai testi dello stesso Lora Totino che quasi sempre ha saputo teorizzare e spiegare il metodo e il senso del proprio lavoro.
I curatori cedono quindi ogni tentazione di carattere critico ed interpretativo per favorire la semplice ricostruzione dei fatti anche grazie ad un’ampia visualizzazione delle opere che raramente sono state esposte in modo organizzato nelle mostre e nelle monografie del passato. Accompagnano solo lo svolgimento dei temi lasciando al protagonista il compito di guida con i propri testi ed immagini.
La parabola della “parola” accompagnerà tutta l’opera cinquantennale dell’artista, ma dopo l’inizio degli anni Ottanta assumerà caratteri spiccatamente pittorici che tendono a cercare altre suggestive strade espressive, esulando dunque dal fuoco di interesse specifico di questa ricerca. Questo è il motivo della chiusura alle opere più tarde, altrettanto importanti, ma parte di cicli artistici di natura diversa.
Il percorso di questo studio prende inizio dal ruolo centrale avuto da Lora Totino nel dibattito delle idee sulla nuova poesia. Il network, formatosi in diversi continenti ma ancora basato su comunicazioni telefoniche e cartacee, è il crogiuolo in cui maturano idee e forme fisiche, le mostre sono i luoghi del loro dibattito, le performances sono l’espressione tangibile della vivacità innovativa, non di rado in una dimensione collettiva e comunque collaborativa tra artisti di diversa formazione e natura.
Le riviste, le performances, le elaborazioni verbali e fotografiche, i corpi scultorei e le molte altre espressioni artistiche sono trattare in specifici capitoli tematici. Un approfondimento particolare è dedicato ai libri che, ancor prima di chiamarsi “libri d’artista”, sono gli strumenti tangibili di questa forma di comunicazione, messaggi oggettuali e significanti che comunicano idee percorrendo le strade internazionali che intercettano artisti, collezionisti ed istituzioni.

Fonte: Fondzione Bonotto

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