Maurizio Godot Villani, viaggiando con l’obiettivo

Scritto da  Lunedì, 09 Aprile 2018 

Abbiamo seguito questo artista in due tappe, rispettivamente, all’inaugurazione della personale “Aspettando Firenze” al Borghese Palace Art Hotel (Firenze), lo scorso 1 febbraio e al Vernissage milanese, una collettiva dal titolo “Quando l’inverno diventa Arte” nello spazio Pourquoi pas Design il 14 febbraio scorso. Suggestioni di paesaggi che raccontano la storia di una stagione poco ritratta.

 

Cominciamo a ritroso dall’appuntamento milanese in uno spazio molto suggestivodella designer e artista Francesca Meana che ha reso il suo laboratorio una galleria che mima un bosco con trochi veri d’albero e pareti verdi. E’ un ambiente di grande accoglienza nel quale ci si sente immediatamente a proprio agio. “La mostra è nata – ci ha raccontato la titolare dello spazio – dalla voglia di raccontare una storia. Quando io sento quest’esigenza penso che sia necessario un dialogo tra personaggi diversi, tra artisti mentre da sola posso solo raccontar eun punto di vista. Amando molto l’inverno, la nebbia che mi trasmette un senso di pace, ho scelto una sinfonia per questa stagione che spesso è dimenticata nell’arte.” In mostra i suoi stessi lavori, di grande suggestione, della serie le nebbie con i tetti di Parigi protagonisti: si tratta di lavori di carta ritagliati e retroilluminati, che ricordano il cartone animato d’autore, le immagini di alcuni film in bianco e nero, il teator delle ombre cinese. In mostra anche Renato Luparia, artista di Casale Monferrato che fin da giovane si interessa alla fotografia, sperimentando le tecniche del bianco e nero, il colore, la diapositiva fino al digitale, prediligendo la natura e in particolare il paesaggio delle sue terre: in mostra con la serie degli alberi nell’inverno. Dialogano con le sue opere le incisioni – diario di viaggio di Loris Ribolzi, artista di Varese dove vive e lavora, viaggiatore ed esploratore della materia, con un lato fiabesco.
Infine Godot, nome d’arte nato da un soprannome al tempo delle radio libere e poi diventato parte del suo nome Maurizio Godot Villani, per gli amici semplicemente Godot, in mostra con alcuni scatti fotografici, appena lavorati, dove il mare è uno dei protagonisti, una delle sue passioni.
Lo abbiamo incontrato recentemente in occasione della sua personale Aspettando Firenze, Immaginari a cura di Gisella Guarducci a Firenze, una mostra dedicata ai suoi lavori fotografici, un percorso che esplora i molteplici aspetti dei suoi scatti, un racconto che riassume i suoi viaggi e le sue esperienze.
“In mostra le fantasie più recenti di Godot, ha scritto Silvia Ferrari Lilienau, le sue rivisitazioni fotografiche del reale, secondo percorsi che approdano a immagini come sintesi ultima di un viaggio personale, di quello, dunque, risultato e testimonianza. A guardarle ci si chiede non tanto cosa significhino, ma quali passi abbiano condotto fin lì.” Maurizio Godot Villani vive la sua infanzia tra Lombardia e Liguria ma è in Toscana che affonda le sue radici. Frequenta il DAMS di Bologna, dove ha la fortuna di respirare le lezioni di Eco, Squarzina, Barilli, Nanni, Calabrese, Zannier, Marra, Alinovi.... Un luogo stimolante, che contribuisce ad aprire i suoi orizzonti e gli permette di accedere ad un periodo di studio al MoMA di New York.
“I miei primi lavori – ci ha raccontato - escono subito dalla tela e dalla bidimensionalità. La mia tavolozza si rompe e si riempie di colori dal mondo, di oggetti recuperati, di mie fantasie. Delimito tutte queste in teche, e un abile e paziente corniciaio le racchiude; poi comincio a trasportarle per gallerie. Il terzo occhio, la macchina fotografica, mi accompagna sempre, già dall'adolescenza. Mi guadagno da vivere, durante i primi anni, con musica e fotografia. Poi arriva l'emisfero vela e mare, la foto rimane, la vela prende il sopravvento, da passione si trasforma in lavoro ma rimane necessità, bisogno di navigare. Navigo tanto, a mo’ di Caronte. Alterno mare e lavoro di comunicazione concettuale, è un periodo con numerose personali, sono presente consecutivamente per anni ad ArteFiera Bologna.
Il mio impegno, nella mia testa, è cercare di essere testimone del tempo che vivo, per me stesso innanzitutto, provo a desumere quel che recepisco, ma non so se riesco a collegare pensieri a produzioni. Questo lavoro di antropologo visivo viene oscurato bellamente alla fine del secolo, quando mi dedico ad un progetto di portualità in toscana. Questo impegno mi prende in maniera totale fino al 2012, quando ricomincio a lavorare, con linguaggi nuovi e torno a esporre…”.
Diviso tra arte e mare, entrambi strumenti di ricerca, dal 2012 ha ripreso a partecipare a fiere e ad esporre in gallerie private.

Borghese Palace Art Hotel, Via Ghibellina 174r – Firenze
1 febbraio – 1 aprile 2018
www.gisellaguarducci.com
Pourquoi pas Design
Via Tito Speri, 1 – Milano (MM Linea 2, Moscova o Garibaldi)
Lunedì su appuntamento; martedì-sabato: 11.30-19.30
Tel. +39 02 835 528 85; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.pourquoipaslab.com

Articolo di Ilaria Guidantoni

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