"Licks" di Jonathan Singer-Vine al Milano Film Festival 2013

Scritto da  Caterina Paolinelli Mercoledì, 11 Settembre 2013 

Film in concorso, categoria lungometraggi. Opera del regista e scrittore californiano, classe 1989, Jonathan Singer-Vine cresciuto a Berkeley, in California. Licks è il suo primo lungometraggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LICKS
regista Jonathan Singer-Vine
produzione Boy in the Castle Pictures
produttore Jonathan Singer-Vine, Niko Philipides
distribuzione Carlo Fox
sceneggiatura Jonathan Singer-Vine, Justin Robinson
interpreti Stanley Hunt, Koran Streets, Tatiana Monet, Devon Libran, Les Aderibigbe, John Stallings, Skipper Elekwachi, Santiago Pratt, Ava Reina, Theresa Anderson-Downs
musiche Ian Ericksen, Deloren Janae
montaggio Vinnie Hobbs
fotografia Rob Witt
sound editor Tony Crowe, Vinnie Hobbs

 


America. Quartieri poveri, abitati da neri. Ragazzi che stanno diventando uomini. Spacciano e usano droghe, rapinano minimarket di terz’ordine, si fanno la guerra tra bande ammazzandosi tra loro come cani. Finché uno di loro, D., viene arrestato e “sbattuto dentro” per due anni. Quando esce, subito i vecchi “amici” vanno ad informarlo degli ultimi avvenimenti: chi lo ha tradito e chi era dalla sua parte, che fine ha fatto la ragazza con cui stava, e così via… anche il prete lo cerca, gli regala dei soldi e la Bibbia, ma il buon Pastore dovrà aspettare molto tempo per riavere indietro questa pecorella smarrita. D. riprende la sua vecchia vita: rapina, spaccia, fracassa case con una mazza da baseball e partecipa più o meno a operazioni criminali.
Frequenta però settimanalmente l’assistente sociale continuando a ripetere a tutti i suoi “amici” che è in libertà vigilata e a se stesso che non vuole tornare dentro. Evidentemente è vero perché D. inizia a pensare e ad agire diversamente dal resto del branco. Così, il giorno che gli affidano una puttana di 14 anni da portare a battere, lui la consegna ai servizi sociali. Poi salva un amico che la banda vuole far fuori aiutandolo a scappare e affida ad una famiglia per bene la figlia in fasce della sua ex-fidanzata (restiamo con il dubbio se D. sia o meno il padre della bambina) diventata nel frattempo eroinomane. Il film si conclude con D. che riempie un modulo di assunzione nello stesso minimarket dove era stato arrestato per rapina due anni prima.
Una storia di redenzione del tutto lineare, logica, scontata e davvero prevedibile. In più raccontata in due interminabili ore.
Il cast è buono, gli attori sono tutti molto bravi e la recitazione assolutamente naturalistica, ma l’ensemble stanca. I dialoghi sono ripetitivi e molto pesanti. Certo, vista l’ambientazione e le tematiche, è normale l’utilizzo in dosi massicce di parole volgari, ma a volte i silenzi non guastano. Pestaggi a ripetizione, scene di violenza una dopo l’altra e patetismi superflui: uno per tutti la storia del tossico-spacciatore che va in giro a spaccare la faccia a tutti e poi torna a casa e si prende cura della nonna. Si, senza dubbio, tutto è plausibile; ma non è detto che ciò che può essere sia anche interessante.
Il cinema rappresenta la vita, visioni del reale, non il reale fine a se stesso altrimenti si va verso un altro genere. Si percepisce che il regista è giovane. Manca profondità nella cura della storia e alcuni personaggi sono assolutamente tagliati con l’accetta. Troppi accenni a cose non portate in territori interessanti: come la scena della ragazza nel motel che viene fatta prostituire dal fidanzato. Si avverte la necessità di un po’ più di coraggio nello scegliere bene cosa serve e cosa no. “Kill your babies” dicono gli sceneggiatori di Hollywood… beh con tanta gente che è morta in questo film, non si potevano eliminare anche un paio di sequenze e qualche battuta di troppo?

 

 

Passaggi al Milano Film Festival
08-09-2013 22:00 / Auditorium San Fedele
09-09-2013 15:00 / Teatro Studio
13-09-2013 20:30 / Teatro Strehler

 

 

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Valentina Calabrese, Ufficio stampa Milano Film Festival
Sul web: www.milanofilmfestival.it

 

 

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