Le parole di Anna Fermi al Festival delle Erbe

Scritto da  Lunedì, 02 Giugno 2014 

Nel magnifico parco di Minoprio (Como) il 24 e 25 Maggio 2014, si è svolto il Festival delle Erbe, organizzato dall’Associazione culturale “Sapere Accademy” insieme a Olis, in collaborazione con la Fondazione Minoprio e l’Associazione Vivere con Cura.

Tante sono state le iniziative volte a promuovere il benessere in tutte le sue accezioni, partendo dalla natura, con la sua totalità armonica nonostante le sue molteplicità comprese tra cielo e terra.
Tra queste ricordiamo:
L’erbario di santa Hildegarda di Bingen”, presentato da Sabrina Melino, chimica e tecnologa farmaceutica, con ricette mediche ancora attuali; una riflessione dell’astrologa Marilena Pedrazzini, sull’unità tra cielo e terra al punto che il cielo della nostra nascita, che è una foto di noi stessi, rispecchia il ciclo delle stagioni; l’intervento di Elisabetta Iannello, studiosa del libro dei Salmi, sulla presenza della natura sempre intesa nella sua complessità, nei Salmi; l’illustrazione della Terapia del Soffio, tesa a liberare le energie vitali, sbloccando i canali energetici, da parte di Dante Delli, allievo del Maestro Muhen.

E poi, per il piacere di chi la segue da anni e per chi aveva la curiosità di conoscerla, sono arrivate le parole piene di amore di Anna Fermi. Anna è laureata in filosofia alla Cattolica di Milano, ma da tempo si occupa di Angeli, simboli dell’Energia dell’Amore, capace di modificare la percezione di se stessi e quindi del mondo. Ha ideato le tre serie del programma “Angeli” di Italia 1 ed è l’autrice di “Vivere con gli angeli”, “Ho incontrato il mio angelo”, “Un angelo dritto al cuore”, “Gli angeli ci guidano”.
Le sue parole, sono quelle dette a bassa voce, non quelle urlate da chi pretende aver conosciuto la Verità e sente l’obbligo di imporla agli atri. Sono quasi sussurrate, un invito a guardare il mondo diversamente, non solo attraverso la mente, ma anche con il sentire del cuore. Questo ci porta a non scappare dal nostro dolore, ma ad ascoltarlo, a guardare la nostra ferita per sanarla. Perché solo noi possiamo farlo se vogliamo evolvere. E possiamo farlo solo se decidiamo di abbandonare il ruolo di vittima e prendere su di noi la responsabilità della nostra vita. In questa ottica, anche il carnefice perde la sua valenza: non è lui a farci star male, ma diventa un maestro, come il dolore che ci provoca, necessario per andare ad ascoltare una parte di noi per poi evolvere. Per questo Anna è molto attenta alle parole. Quando noi diciamo “quella persona mi ha fatto stare male”, diamo la responsabilità del nostro malessere all’altro. Se ci assumiamo la responsabilità della nostra vita dobbiamo formulare la frase diversamente “Io mi sono sentita male perché ho risentito quel dolore, quella limitazione”. Devo quindi tornare al mio dolore, superare quello che è un mio limite interno e non dell’altro.
Sono parole risanatrici, piene di gratitudine e fiducia, in se stessi e nel mondo; un invito a concentrarsi su di noi, sulla terra che è in noi, coltivandola con amore, ascoltandola, per poi gioire dei frutti che ci offrirà.


www.saporedelsapere.it
Anna Fermi su facebook


Articolo di Raffaella Roversi

 

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