Le arti nella scena dei mercati - Mercato Nomentano (Roma)

Scritto da  Sophie Moreau Giovedì, 31 Agosto 2017 

Martedì 27 giugno scorso Roma è stata il palcoscenico del mercato come una quinta teatrale che racconta luoghi di incontro di ieri e piazze virtuali per gli operatori culturali di oggi. L’iniziativa è stata un focus sull’incontro tra arte e spazio: fisico, urbano, legato al quartiere e ai mercati che in tutto il Mediterraneo da sempre sono luoghi di scambio di idee oltre che di merci; e spazio inteso come rete, come aggregazione oltre il territorio, grazie allo sviluppo tecnologico.

 

In questo senso il Mercato d’autore Nomentano, in piazza Alessandria, è emblematico perché, spazio rifunzionalizzato, nuova piazza aggregativa per ospitare, oltre agli esercizi commerciali, anche eventi, arte, incontri. L’evento è stato promosso dall’associazione culturale La Casa Totiana, casa-archivio che custodisce gli archivi del poeta e videoartista romano Gianni Toti, figura cardine nella storia della videoarte internazionale e della pittrice ungherese Marinka Dallos Toti, legata a lungo all’intellettuale, della quale abbiamo avuto modo di parlare qualche tempo fa su Saltinaria. La Casa Totiana, nata come Associazione Culturale nel 2009, assumendo fin dall’inizio le caratteristiche di “casa-laboratorio”, in cui vengono raccolti, ordinati e resi fruibili i tanti materiali e le numerose opere di Gianni Toti e di Marinka Dallos Toti.

La biblioteca (oltre 15.000 volumi), l’archivio, la videoteca di Toti e insieme i molti dipinti e l’archivio di Marinka Dallos sono stati trasportati dalla casa originaria di Via dei Giornalisti, nella zona Monte Mario di Roma, a alla sede attuale de La Casa Totiana. Una parte consistente dei quadri di Marinka Dallos si trova in esposizione permanente presso i locali della Scuola Primaria Lante della Rovere, in via Tevere, a pochi passi dalla stessa La Casa Totiana.
A dieci anni dalla scomparsa di Toti (1924-2007), La Casa Totiana presenta al quartiere la start-up innovativa Poetronicart, nata da un progetto elaborato nei locali dell’associazione nel 2016: si tratta di un market-place, una piattaforma digitale (e non solo) rivolta al mondo dell’arte, della cultura e più in generale della creatività per facilitare lo scambio e la relazione tra competenze, risorse, progetti, beni artistici e culturali. Non si è trattato di un incontro in stile conferenza ma di una vera e propria rappresentazione del mondo totiano, attraverso una serie di momenti espressivi, in linea con lo spirito innovatore e di sperimentatore di Gianni Toti, giornalista, sociologo, poeta, romanziere, direttore di riviste culturali, cineasta e scrittore che si è misurato con vari generi. In particolare, a partire dagli anni Ottanta si era avvicinato alle tecnologie elettroniche, concependo, prima nel settore ricerca e sperimentazione programmi della Rai, poi in giro per il mondo, video-poesie e VideoPoemOpere. È conosciuto a livello internazionale come il “poetronico”. La serata, dopo la presentazione, si è aperta con il Dialogo Scenico con Carlo Quartucci e Carla Tatò, teatranti, inventori e creatori di spazi poetici e artistici, di paesaggi scenici e drammaturgici. Le tappe fondamentali che hanno attraversato il percorso artistico dei due artisti, da Camion a La Zattera di Babele fino a Teatr'Arteria diventeranno “scena”, spazio-progetto, negozio d'autore, edificio scenico. Un luogo dove il progetto “Atelier Transeuropa Express” dei due teatranti trova un’altra tappa. Racconti, epopee, conversazioni, evocazioni, immagini, azioni esplodono in “schegge sceniche” di figure e presenze: un universo letterario, teatrale, pittorico, musicale, visivo, elettronico e sonoro per raccontare.
A cinquant'anni dal Convegno di Ivrea per il nuovo Teatro in Italia e a cent'anni dalla Rivoluzione d'Ottobre verso la messinscena in Scenasta.
A seguire c’è stato un dialogo in concerto con la performer VJ Janus, Simona Verrusio. A seguire c’è stato il Dj-set di Økapi, nome d’arte di Filippo Edgardo Paolini, collagista musicale italiano, plagiarista mago del campionamento sonoro elettronico. Økapi è un animale-collage, un po’ zebra, un po’ giraffa, ed è anche il nome d’arte di Filippo Edgardo Paolini, un collagista musicale italiano, plagiarista mago del campionamento sonoro elettronico.
Dalla cultura onnivora, Økapi taglia e sminuzza frasi e virgole musicali, si appropria con la stessa disinvoltura di unità sonore di musica colta e non (andando a stanare prelibatezze per le orecchie), per comporre in elettronica ciò che prima non c'era. Ecologista si potrebbe dire, Økapi non ha mai generato un suono, ma ha orchestrato brani che si contraddistinguono per la stratificazione intertestuale, la raffinata ironia, e la leggerezza sinfonica. Ha suonato in formazioni (Metaxu, Zu, Dogon, K-Mundi), e da solo; ha composto musica per il teatro e per il cinema; ha lavorato con l’opera lirica (“Opera riparata. A tribute to Bruno Munari”). Il suo ultimo album “Pardonne-moi, Olivier! 16 oiseaux pour Olivier Messiaen” è un omaggio all’opera del compositore francese Olivier Messiaen.

Per informazioni
La Casa Totiana
Via Ofanto 18, Roma
www.lacasatotiana.it
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fb: www.facebook.com/LaCasaTotiana
Poetronicart
www.poetronicart.it
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fb: www.facebook.com/poetronicart

Articolo di Sophie Moreau

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