La Street art nel cuore di Tunisi

Scritto da  Martedì, 23 Giugno 2015 

Da un’iniziativa francese un viaggio sui muri della Tunisia

Le 32 Bis è una galleria dal sapore Underground: sembra di entrare in un luogo berlinese per chi ne ha un po’ dimestichezza o forse anche in certe strutture di Amsterdam. L’esempio ha tra l’altro una qualche assonanza dato che la galleria aperta a giugno è ospitata nell’antica fabbrica Phillips, un edificio a tre piani di architettura olandese risalente agli Anni Sessanta del Novecento. A cinque minuti a piedi dalla centrale Avenue Bourguiba, alle spalle dell’Hotel Africa, nel caos della città, si apre questo spazio nuovo e innovativo per la Tunisia, frutto del duro lavoro di Yosr Ben Ammar e Mehdi Ben Cheikh.

Il punto di partenza è l’arte urbana, corrente artistica ormai riconosciuta internazionalmente che in questo sud si è affacciata dopo la rivolta, come anche è accaduto in Egitto. In Tunisia, in particolare, nel giugno del 2014la Galleria Itinerance di Parigi (Tour Paris, 13) alla quale è legato Mehdi Ben Cheikh ha realizzato nell’isola di Djerba il primo museo a cielo aperto, Djerbahood. Un’iniziativa impressionante, sorprendente, ironica che ha fatto rivivere il villaggio di El-Ryadh a due passi dalla celebre Sinagoga, la ġriba. Molti degli artisti internazionali che per un mese hanno lavorato en plein air si sono ritrovati ad esporre in questo luogo, dedicato in generale all’arte contemporanea e pitturato anche all’esterno. E’ un’iniziativa importante per Tunisi e la Tunisia che negli ultimi hanno stanno conoscendo un risveglio e un fermento delle arti plastiche e anche un modo per far vivere questo angolo della città che non è “meritevole” a priori di una visita, non essendo né turistico, né residenziali, né con monumenti e palazzi degni di nota. E’ anche un modo per rappresentare l’arte urbana che vive fondendosi con la città, aderendo ad essa e alle sue imperfezioni, ai suoi luoghi “qualunque”. Tra gli artisti in mostra, molti di quelli che hanno lavorato a Djerba e dei quali ho ritrovato i lavori su scala e supporti diversi. E’ ad esempio il caso di Mohamed Kilani Tbib aka Inkhman, uno dei talenti tunisini più promettenti, in piena effervescenza dal 2011. Ha recuperato con i suoi “Calligraffiti” l’idea della calligrafia araba ma giocando con le lettere latine nello stile orientale. Altri artisti arrivano dal Portogallo o dagli Stati Uniti.

Le 32 Bis
32 bis Ali Ben Gedhahem, Tunisi
Tel 00216.29369477; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (la galleria rimarrà chiusa nel mese di agosto)

di Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP