La poesia che serve, quando comporre diventa un evento moderno - Benny Nonasky e le poesie di “Imagenes Tràsmundo”

Scritto da  Ilaria Guidantoni Sabato, 20 Ottobre 2012 
Benny Nonasky

Alla libreria Odradek di Roma presentato “Imagenes Tràsmundo”, raccolta di poesie di Benny Nonasky, pubblicata da Albeggi Edizioni, un viaggio nel mondo del dolore, del sotterraneo attraverso la poesia di impegno civile, “la poesia che serve” com’è stata ribattezzata dalla casa editrice. Insieme al giovane poeta calabrese Benny Nonasky: Marco Ansaldo, il giornalista inviato speciale di politica internazionale de’ “La Repubblica” che ha condotto l’incontro; il senatore Francesco Ferrante, vice presidente della Fondazione Integra/Azione; e l’attrice mantovana Anna Rita Chierici.

 

Marco Ansaldo, introducendo la chiacchierata con letture della raccolta, ha sottolineato come il giovane poeta, venticinquenne, in un’Italia senile, sia già presente nelle antologie, nazionali e internazionali, un fatto che era già successo al cantautore De André. Può destare qualche preoccupazione – mantenere lo standard – e certamente è un augurio.
La prima curiosità è sul titolo che, ha spiegato l’autore, è una traslitterazione dallo spagnolo che fa riferimento alla sua raccolta di componimenti precedenti e allude all’andare oltre le trasparenze. La seconda domanda è sul respiro internazionale, non frequente in Italia e per giunta in un uomo che viene dalla Calabria. La formazione di Benny però guarda ai linguaggi internazionali, prima che a quelli nazionali per i quali, lo si avverte, c’è una insofferenza e un certo fastidio. Benny legge soprattutto i poeti arabi ma anche gli americani e soprattutto accusa la poesia di parlare troppo di se stessa, del sentimento intimo di sé, autoreferenziale, si intuisce. Benny risuona invece del sentire cosmico.
Racconta che l’interesse per la dimensione dell’universo, senza confini – nel suo libro si va a zonzo tra cadaveri e catastrofi da una parte all’altra del mondo – costituisce per lui un afflato naturale, questione di pelle ma anche della sua storia.
Torna così alla sua terra, la Locride, e agli episodi del suo passato: in particolare al padre che lavora in ospedale dove sente spari, liti violente, intuisce e vede probabilmente l’orrore proprio in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di cura. Un periodo vive sotto scorta perché è giudice di mafia in un processo mafioso, forse il processo. Per questo Benny fugge a Torino, poi torna in Calabria. Ci prova almeno, solo che viene tenuto a debita distanza perché è scomodo e mette in pericolo gli altri, a cominciare dai giornali per i quali lavora, e la gente preferisce abbassare la testa e non ricevere minacce. Così torna a Torino, da dove non si arrende e continua a partecipare ad iniziative di impegno civile e di lotta alla criminalità. Sarà forse per questo, oltre che per inclinazione, che i suoi protagonisti sono gli ultimi, quelli che – sottolinea il senatore Francesco Ferrante, politico impegnato sul fronte ambientale e vicepresidente Integra – come nella poesia "Darfur", reclamano il fatto di essere ascoltati mentre tutti parlano dei profughi, perché in fondo sono scomodi e solo in questa misura. Il tema è quello dell’accoglienza tra respingimenti e qualche luce che si accende come nella storia di Lampedusa.
Le letture di Anna Rita Chierici partono proprio da "Migranti", una voce vellutata calda, espressiva, non sopra le righe ma dentro le righe, tuffata e sofferta nei versi. Un’altra storia ci porta ad est con la poesia dedicata ad "Anna Politkovskaja" e poi dall’altra parte del mondo con una "Ballata per Michelle Obama", un inno all’ambiente.
Infine è lo stesso poeta a leggere una composizione impegnativa, nella stesura e nella lettura, una vera performance "Fukushima". Nasce da una richiesta dell’editore, Ilaria Catastini, che lo convince a scrivere su questo tema: ci vogliono due mesi ma non importa. I tempi di Benny, per dirla con Jacques Le Goff, non solo quelli del mercante, semmai della chiesa. “Prima di scrivere leggo”, ci dice e qualcosa suona strano. “In questo caso – continua - ho cercato di 'infiltrarmi', di diventare un giapponese. Ho letto nell’ordine un libro di storia del Giapponese, uno sulla storia culturale del paese, quindi un saggio sul nucleare. Una fatica che mi ha portato a scrivere cinque-sei pagine di versi, aperti, come io amo scrivere”. E' una poesia che chiede una rivoluzione e si sa le rivoluzioni scoppiano d’improvviso, ma richiedono tempi di incubazione lunghi, talora anni. Non ha fretta Benny.
La sua poesia ha una modernità sconcertante il cui linguaggio, lontano dalla rima, dai versi chiusi, dalla metrica, da qualsiasi ornamento, assomiglia alla musica elettronica e paradossalmente potrebbe tornare al ritmo puro delle musiche tribali. Si nutre molto di Internet il ragazzo e si sente. La poesia è tornata la forma più moderna di espressione proprio grazie ad Internet. Leggerla ad alta voce e collettivamente può restituirla ai giovani e al pubblico.

 

Anna Rita Chierici, attrice di teatro, mantovana di nascita, romana di adozione, si è formata a’ La nata Mantova. bottega teatrale di Vittorio Gassman a Firenze con il quale ha lavorato. Con il suo ultimo lavoro "Il mondo delle cose senza nome" del 2008, rappresentato al Teatro Nazionale di Roma, spettacolo tratto dal libro omonimo, del quale è stata adattatrice e interprete, ha vinto il "Premio anima per il teatro".

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web:
www.bennynonasky.org

 

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