“Inequality for all” di Jacob Kornbluth al Milano Film Festival 2013

Scritto da  Caterina Paolinelli Giovedì, 19 Settembre 2013 

Documentario. Al Milano Film Fest 2013 si parla di economia. Uno sguardo disilluso sulla situazione sociale e finanziaria della middle class statunitense. L’autore è Jacob Kornbluth (sceneggiatore e regista). Ha scritto e diretto due lungometraggi, Haiku Tunnel (con Josh Kornbluth) e The Best Thief in the World. Entrambi i film furono presentati in prima visione al Sundance Film Festival. Sony Pictures Classics ha distribuito il primo, mentre Showtime Independent il secondo. Jacob ha collaborato alla realizzazione di tre opere teatrali (tutte prodotte nella San Francisco Bay Area), The Moisture Seekers e Pumping Copy, entrambi con Josh Kornbluth, e The Face By The Door con Christina Robbins.

 

 

 

 

 

 

 

 

INEQUALITY FOR ALL
regista Jacob Kornbluth
produzione 72 Productions
produttore Jen Chaiken, Sebastian Dungan
distribuzione RaDiUS-TWC
musiche Marco d'Ambrosio
montaggio Kim Roberts
fotografia Svetlana Cvetko, Dan Krauss
sound editor Christoper Barnett

 

 

Il protagonista e narratore della storia è l’economista Robert Reich che è stato braccio destro del Presidente Clinton durante il periodo del suo mandato. Reich traccia una breve storia della situazione economica americana negli ultimi cinquant’anni. Di vitale importanza per Reich sono le differenze sociali e assolutamente positivo per lui è il sistema economico di stampo capitalista. Il problema giunge quando la disuguaglianza diventa estrema, allora c’è qualcosa che non va. Ma dove si annida davvero questo problema? Cosa fa sì che il divario tra classe media e upper class diventi sempre più ampio? Principalmente la mancata circuitazione del denaro, ovvero: la classe dirigente guadagna molto di più di quanto effettivamente spende e questo fa girare a stento l’economia, creando meno lavoro e causando l’abbassamento dei salari del ceto medio.
Incrociate alle spiegazioni di Reich, abbiamo una serie di interviste a persone appartenenti a questa middle class che non possono pagarsi le spese sanitarie, che hanno trenta dollari sul conto, che sono costretti a fare due lavori, che sono andati a vivere da amici perché costretti a vendere la casa. Insomma una situazione davvero preoccupante se si pensa che l’America è il modello sociale al quale il mondo si ispira ormai da più di un secolo. Una riflessione importante giunge a noi spontanea: ma siamo proprio sicuri che il modello capitalista sia quello giusto?
E poi subentra la tematica politica: i miliardari finanziano i partiti… cioè chi è ricco fa avanzare il suo candidato supportandolo durante la campagna elettorale… cioè può permettersi di candidarsi chi ha un sostengo economico abbastanza ingente alle spalle… cioè arriva a vincere le elezioni e diventa presidente degli Stati Uniti chi ha il sostenitore più facoltoso dalla sua… cioè l’America è totalmente governata dalle lobby.
A questo punto sembra di essere entrati in un circolo vizioso, un sistema che ingloba se stesso, che imploderà su di se’ dopo aver lasciato in condizioni di estrema miseria tutti quelli che non sono riusciti a salire di livello. Come si esce da questo meccanismo autodistruttivo?
Dopo che Bill Clinton ha lasciato la presidenza, Reich ha deciso di lasciare la Casa Bianca e Washington per mettersi a fare la sola cosa che può, secondo lui (e secondo anche noi!) tirarci fuori da questa empasse: insegnare.
Da anni lavora attivamente con gli studenti: insegna economia a Berkeley. I giovani, pare retorico si sa, ma è la sola cosa vera, sono il futuro e solo cambiando la forma mentis e i pensieri del futuro si cambiano le cose.
In verità il finale è amaro. Nonostante i discorsi incoraggianti e pieni di forza che Reich si sforza di fare, si avverte in lui un sottile senso di fallimento. Sa di non aver vinto davvero, non ancora. E tuttavia sul suo petto splende una medaglia d’oro perché, nonostante sia stato schiacciato da interessi molto potenti e la sua proposta non abbia (ancora) vinto contro l’avidità e la brama di potere che sono proprie di una società imperialista come quella americana, si sforza ancora di lottare.
E noi, piccola Italietta succursale degli States, cosa possiamo fare? Forse iniziare a leggere, informarci, consumare e usare il nostro potere di acquisto con la consapevolezza che è un potere. Stanno anche nascendo in vari comuni di Italia le partecipazioni al bilancio condiviso e alcune aziende stanno iniziando a regolamentarsi in modo molto diverso rispetto ai loro investimenti.
Per maggiori informazioni riguardo a nuove forme di economia possibile: https://www.facebook.com/groups/214602468648952/

 

 

Passaggi al Milano Film Festival
13-09-2013 21:30 / Parco Sempione
15-09-2013 20:00 / Triennale - Teatro dell'Arte

 

 

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Valentina Calabrese, Ufficio stampa Milano Film Festival
Sul web: www.milanofilmfestival.it

 

 

TOP