Il bacio di Francesco Hayez, un nuovo allestimento, un nuova fruizione

Scritto da  Domenica, 27 Settembre 2015 

Pinacoteca di Brera, Milano

23 settembre – 31 ottobre 2015

Il celebre dipinto, uno dei pezzi più noti della collezione della Pinacoteca di Brera, tanto da essere consumato dagli occhi del pubblico ma non sufficientemente guardato, è riproposto in un allestimento nuovo con l’obiettivo di ottimizzarne la fruizione. Oggi più che mai diviene un simbolo della stessa Milano, della riscoperta romantica del Medioevo come anche del Risorgimento, oltre che naturalmente un valore universale di dialogo amoroso.

La Pinacoteca di Brera in un anno che vede Milano città protagonista in Italia e di respiro internazionale sotto il profilo culturale grazie all’Expo, propone un nuovo percorso dedicato a un’opera molto nota. Si tratta de Il Bacio, realizzato nel 1859 dal pittore veneziano Francesco Hayez su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto, noto nobile dell’epoca che non sembra abbia avuto un posto di rilievo nel Risorgimento. Alla propria morte aveva stabilito di regalarlo alla Pinacoteca dell'Accademia di Brera, dov’è tuttora conservato ed esposto. Uno dei baci simbolo della storia dell’arte che è stato financo consumato dalla critica, dall’immaginario collettivo nonché dai visitatori della galleria che spesso lo fotografano senza guardarlo come dovrebbero. Il riallestimento della sala XXXVII, completato il 23 settembre scorso, prevede una postazione multimediale che consente ai visitatori di seguirne la genesi, approfondire l’autore e la relazione con altre opere dello stesso Hayez nonché con opere del tempo e della sala. L’idea è di promuoverne una fruizione più profonda e partecipata da parte del pubblico. Con l’occasione è stato pubblicato un volumetto – edito da Skira – curato da Isabella Marelli, storica dell’arte presso la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Milano e curatrice delle collezioni dell’Ottocento della Pinacoteca di Brera, per fare il punto sulla storia e le curiosità che Il Bacio continua a suscitare.

Il dipinto è stato anche l’oggetto di una rielaborazione originale di venti studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che hanno esposto le loro interpretazioni nella mostra itinerante “Un’Accademia di baci”. Il percorso si concluderà il 29 ottobre a Palazzo Bovara dove i lavori saranno messi all’asta e il ricavato, dedicato alla “Milano degli ultimi”, andrà in beneficienza alla Fondazione Casa della Carità di Milano.

L’insieme delle iniziative è stato reso possibile grazie a Temantica e Milano città al bacio, realtà che, come ha raccontato Pietro Pedroni, organizza eventi e rappresenta un contenitore di idee. Emanuela Daffra, Direttore Servizi Educativi e Ufficio Esportazione, ha presentato l’iniziativa come il desiderio del museo di presentare un frammento della vita quotidiana di questa realtà culturale meneghina e l’evento è in un certo qual modo anomalo, minuto quanto prezioso come appunto una miniatura. La riscoperta ampia del quadro consente una rilettura dell’intero personaggio di Hayez, uomo di mondo, sottaniere e seduttore ancora a settant’anni che ha dipinto un ambiente trasgressivo di quegli anni. L’opera è inoltre ad un tempo un’immagine romantica dell’amore universalmente identificato con il bacio ma anche una rilettura romantica della storia. L'intera scena, infatti, a giudicare dagli abiti e dall'architettura, si svolge in un'ambientazione medioevale, eppure è del tutto immersa nel presente a causa del significato e del soggetto iconografico (il bacio) del tutto nuovo. La stessa ambientazione medioevale fu spesso usata nel romanticismo risorgimentale come scenario e pretesto per rappresentare le pulsioni risorgimentali di lotta allo straniero, basti pensare alla contestualizzazione sempre medioevale del romanzo Ettore Fieramosca di Massimo d'Azeglio. La versione del dipinto poi con l’abito bianco esalta i tre colori della bandiera nazionale diventando quasi una celebrazione allegorica della nazione italica. Il dipinto è anche considerato una delle icone di Milano esposto solo dal 1908 e ammirato ad esempio da Carlo Carrà, nonostante dal conte Visconti di Saliceto fosse stato consegnato già nel 1887. In ogni caso già dal settembre 1859 quando fu esposto a Brera godette di una grande fortuna, con un successo che non riesce a tramontare.

Il bacio di Francesco Hayez, un nuovo allestimento, un nuova fruizione
Pinacoteca di Brera, Milano – Sala XXXVII
23 settembre – 31 ottobre 2015
Palazzo Brera, via Brera 28 – accesso per i disabili da via Fiori Oscuri, 2

Orari:
martedì-domenica: 8.30-9.15 (la biglietteria chiude alle ore 18.40)

Biglietti:
intero 10 euro; ridotto 7 euro
gratuito ogni prima domenica del mese

Articolo di Ilaria Guidantoni

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