I Viaggi di Dottor G - Un libro evento sul tema del viaggio

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 28 Luglio 2013 

 “I Viaggi di Doctor G” sono un libro singolare di viaggio, di Gian Carlo di Renzo, pubblicato da Albeggi Edizioni. Un libro di viaggi ‘diversi’ lo ha definito la giornalista del Touring Club Italiano, Clelia Arduini, che ha coordinato la presentazione, giovedì 25 luglio alle 20:00 presso la Casa del Jazz di Roma, nell’ambito del festival dell’Editoria Suoni di Parole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Se la letteratura di viaggio è un genere consolidato e conosciuto, soprattutto dal Gran Tour in poi, dal 1700 in avanti, siamo in questo caso in presenza di una singolarità, la poesia di viaggio. Non solo, un libro la cui anima è la poesia e il corpo le illustrazioni di Spartaco Ripa, amico dell’autore che ha illustrato con colori pastello le 16 poesie dedicate a 16 città. Sono finestre che si aprono e si chiudono come istantanee e seguono in sintonia le poesie nello spirito. Una complicità che ha funzionato, come ha raccontato lo stesso autore, al quale sono arrivati soltanto i bozzetti che con grande immediatezza si sono trasformati in immagini, senza difficoltà per ammissione dello stesso illustratore.

Gian Carlo di Renzo è un noto ginecologo – famoso per aver fatto nascere nel 2000 sei gemelli – Presidente dell’associazione mondiale dei ginecologi; altresì è curioso viaggiatore e pellegrino della cultura, musicista e scrittore, prima di diventare poeta per Albeggi. L’iniziativa nata come un gioco dall’incontro con l’editrice, Ilaria Catastini, serberà forse a breve una seconda puntata, grazie alle tante composizioni che giacciono nel cassetto del Dottor G. Se all’inizio l’idea era di scrivere dei racconti, l’editrice ha stimolato la creazione di qualcosa di più originale sul tema del viaggio. Ne sono nate 16 composizioni che, come ha ricordato la conduttrice, hanno nella’anima la creazione, considerato che il termine greco poesia deriva da poieo, creare nel senso di comporre in versi e di generare ad un tempo. Sicuramente, come ha sottolineato lo stesso autore, il viaggio verso la vita di un bambino che nasce resta ancora nel suo cuore l’esperienza più straordinaria per quanto ogni viaggio rappresenti una sorpresa.

Sono intervenuti Franco Oppini e Nini Salerno, due componenti de’ I Gatti di Vicolo Miracoli, compagni del Liceo classico frequentato dall’autore a Verona, città protagonista di una delle composizioni che è stata letta nella serata. L’illustrazione, come ha evidenziato Franco Oppini, tra una battuta e un aneddoto, lascia intravedere l’Arena, il balcone di Giulietta e il Vicolo dei Miracoli, appunto, che ha dato il nome al gruppo. Si tratta di una via particolare della città dove c’erano l’ufficio delle tasse e un bordello, entrambi luoghi dai quali si sarebbe usciti in mutande, ha detto Oppini con una battuta salace. Sono state lette anche “Piazza Rossa” e “Ushuaia”, che chiude la raccolta, simbolo della fine della terra prima del Polo, la città più a sud delle Americhe.

E’ forse la città che più ha colpito l’autore che ha concentrato il suo sguardo sul faro, all’orizzonte il tramonto infuocato sulla baia gelata e coperta di neve e quel treno verde – così lo ricorda di Renzo, che diventa rosso nell’illustrazione – che portava i deportati del regime argentino ai lavori forzati nella solitudine della Terra del Fuoco. Quando e come scrive Gian Carlo di Renzo? Raccoglie su foglietti e su ogni dove a portata di mano, a caldo, le impressioni e le emozioni; poi le ‘sedimenta’ nei viaggi aerei di ritorno; quindi con calma le risistema nel tempo. Ed è con il tempo, suggerisce Clelia Arduini, che bisogna leggere le poesie di viaggio, prendendosi il tempo come appunto in un viaggio, senza metterle una di fila all’altra, senza sovrapporre le sensazioni. Tra un ammiccamento, un complimento e molti ricordi, i tre amici sul palco hanno sottolineato come il vero protagonista della sera fosse il libro, non solo per il contenuto, ma come oggetto. In questo senso l’illustrazione lo avvalora, creando un dialogo di emozione che non può dare uno strumento elettronico o digitale. E’ anche questo il senso della cultura, del dialogo e degli esempi, della possibilità di condividere la parola in uno spazio bello, tra le vestigia di Roma, ad esempio nei pressi della Porta Ardeatina, come a sottolineato Nini Salerno. Non ci resta che leggere o, meglio sarebbe dire, attraversare con la parola le città del Dottor G. G come Gian Carlo, Ginecologo, Gemelli o altro ancora.


Articolo di Ilaria Guidantoni

 

 

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