I nuovi orizzonti del tempio del design milanese

Scritto da  Domenica, 02 Ottobre 2016 

La Triennale di Milano ha presentato alla stampa e alla città la sua nuova organizzazione. Come molti hanno potuto verificare di persona o per sentito dire, a partire dal 2 aprile di questo anno e fino al 12 settembre, per una durata straordinaria di oltre sei mesi, si sono tenuti in tutta Milano eventi, mostre, letture e speciali esposizioni dedicate alla XXI Triennale, ovvero al Design. Solitamente questa grande mostra si svolgeva ogni tre anni, come dice bene il nome della struttura in cui avvengono da decenni tutti gli eventi ma, per motivi di vario genere, non se ne organizzavano da più di venti anni. Fino ad ora, grazie a una Milano completamente vivacizzata dall’enorme eco dell’Expo dello scorso anno che ha reso la metropoli lombarda accogliente e piena di turisti come non se n’erano mai visti prima.

Con la chiusura della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, è stato dichiarato che la corroborante esplosione di attività artistiche e di ricerca in vari campi durante questi sei mesi ha portato a un imprevisto ma interessante e coinvolgente raggruppamento di istituzioni: a partire dalla fine dell’anno, infatti e non appena sarà partito il progetto in modo più applicativo, si è creata una società che riunisce una nuova Fondazione per la Triennale milanese assieme alla Fondazione CRT Teatro dell’Arte, insieme a Fondazione Museo del Design a Ponderosa, alla Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, in rappresentanza anche di MIBACT e Regione Lombardia.

L’obiettivo e l’impegno di tutte le fondazioni che ora fanno capo alla Triennale è il desiderio di operare per una proposta unitaria, capace di conservare le specificità individuali pur restando connessi, diventando così tutti più forti e capaci di affrontare le sfide del futuro a partire da quella che sarà, fra tre anni, la prossima XXII Esposizione Triennale, ancora più ricca e interessante. Nel frattempo durante una affollata conferenza stampa ognuno ha raccontato qualcosa di sé, come Claudio De Albertis, presidente della Triennale di Milano, che si dichiara più volte molto soddisfatto di quanto avvenuto finora e di quanto il futuro riservi. “Con quasi mezzo milione di presenze di cui 150 mila paganti biglietto, grazie alle moltissime proposte gratuite offerte ai cittadini, possiamo dire che crediamo molto nel nostro progetto che porta a vedere nuove strategie in periferia e fuori città, come a Monza e Cinisello”.

De Albertis, con un filo di voce roca, non nasconde i tanti problemi che hanno assillato per anni il suo spazio il quale, come tanti altri che lavorano nel mondo della cultura, ha subito tagli, carenze di personale e difficoltà di ogni genere. “Ne usciamo con interrogativi e prima della fine dell’anno in corso avremo nuovi palinsesti e nuovi curatori e curatrici, compresi alcuni amministratori che devono essere sostituiti. I nuovi elementi, oltre alle partecipazioni straniere, dovranno essere di massimo livello perché siamo aperti all’internazionalità che però ci porta a critiche e osservazioni. Siamo aperti a correggere il tiro pur di andare avanti e credo che vedremo importanti cambiamenti. Ci aspetta un lavoro molto importante”. Il presidente ha quindi elencato le notevoli quantità di operazioni svolte su moltissimi campi, dal Design alla musica e alla danza, oltre che al cinema e ai corsi di formazione e letture aperte al pubblico.

Uno dei primi risultati è che una importante banca ha già accolto il progetto ‘New Craft’ da condividere con importanti istituzioni estere, fra le altre. Per non parlare di almeno tre opere esposte allo Hangar Bicocca che saranno conservate per portare avanti un pensiero preciso, mentre Assolombarda collabora per ottenere investimenti per la Fossa dei Serpenti. “Fra tre anni ci sarà la XXII Triennale e questa è una certezza” ha concluso sorridendo Claudio De Albertis. Dopo di lui ha parlato Arturo Dell’Acqua Bellavitis, presidente della Fondazione Museo del Design, il quale ha ricordato l’importanza della sede di Monza dove, attraverso una formula innovativa, ogni anno si offrono diverse tematiche e punti di vista attraverso percorsi inediti del design italiano. Inaugurato nel 2007, ha una collezione permanente nella sede della Villa Reale di Monza ma possiede anche una vasta rete di collezioni presenti sul territorio italiano con cui collabora attivamente.

“Noi del Design after Design siamo giunti alla IX edizione e difatti, per quanto la Triennale si sia appena conclusa, andremo avanti fino al 12 febbraio 2017” ha detto Dell’Acqua Bellavitis con orgoglio. Ha poi ricordato che la sede di Monza farà presto riferimento alle origini: difatti qui nacque nel 1923 la prima Esposizione Internazionale delle Arti Decorative che ebbe inizialmente cadenza biennale e la prossima edizione monzese tornerà alle origini parlando di Marangoni, della Biennale e poi presenterà una mostra con oggetti dal 1945 ai giorni nostri, i che potranno spesso cambiare. “Noi non abbiamo solo arredi e tecnologia ma la ricchezza del design italiano, più le conferenze, i corsi, e stanno partendo attività formative nel design di luce e tessile, italiani che operano qui o stranieri che hanno operato per aziende italiane. Ci sarà anche il tombolo di Cantù, un legame col territorio da sottolineare”.

Molti nuovi approcci anche sul digitale, sulle televisioni e non solo riguardo al mondo milanese, assicura il presidente. Molto attesa la prossima mostra dedicata ad Antonio Marras, un’eccellenza nel fashion italiano con un rapporto stretto fra produzione e artigianato, nello specifico sardo ma anche tante altre novità tutte di grande interesse e progetti come ‘Alessi impossibili’, tutto quello che viene creato ma non entra nella sfera del commercio reale perché non trova chi ci crede abbastanza. Eppure si tratta di cose bellissime, assai spesso, e qui saranno radunate una gran parte di oggetti lasciati che vale la pena ricordare. Altre mostre originali come ‘Immigrazione’ conducono alle strutture d’accoglienza realizzate per affrontare situazioni attraverso un design semplice ma efficace.

“Fra un anno” ci anticipa Arturo Dell’Acqua Bellavitis, “dedicheremo una grande mostra a Ettore Sottsass, poi saremo a Londra per la Week e quindi avremo la mostra di Fornasetti, già al Louvre e fra poco a Seul”. I progetti sembrano infiniti, conviene tenere gli occhi aperti perché ce n’è per tutti i gusti. Dopo di lui ha preso la parola Siria Trezzi, presidente del Museo di Fotografia Contemporanea e sindaca di Cinisello Balsamo, che ha molto aiutato la sopravvivenza del Museo della Fotografia nato poco più di una diecina d’anni or sono con mille speranze, tutte lentamente scomparse nel corso della pesante crisi economica che ha colpito tutte le istituzioni, specialmente quelle culturali. Ma ora, grazie alla nuova società tra fondazioni, questo luogo speciale dedicato a un’arte giovane come la Fotografia e collocato in una Villa circondata da uno dei giardini più belli della Lombardia tornerà pian piano alla sua iniziale gloria, si spera. “Ho imparato cose importanti culturalmente e non sempre questo è possibile, lavorando nelle istituzioni” ha detto la sindaca Trezzi per sottolineare il suo impegno personale convinto.

“E’ stata una sfida” ha continuato, “e ho imparato che le foto sono un’esperienza artistica: documento, storia, arte, espressione. Sono tante cose, compresa ricchezza umana e collettiva”. Questo Museo coltiva rapporti con le scuole, i territori e attività imprenditoriali. Grazie al rapporto con la Triennale, il pubblico si è esteso e, partendo dai soli cittadini di Cinisello, ha ospitato molti milanesi e altri turisti, ottenendo una bella spinta che ha permesso di valorizzare ogni attività. A breve si inaugura la mostra dedicata a Patellani, che fotografò i momenti decisivi appena finita la Guerra e con la nascita della Repubblica. “Col 70° della Repubblica e del voto alle donne, vediamo le foto cosa ci raccontano. In ottobre ci sarà ‘L’altro sguardo’, opere di 50 autrici prestate dalla collezione di Donata Pizzi, immagini dagli anni ’50 a oggi”. Sarà certamente interessante guardare attraverso gli occhi di donne oltre mezzo secolo d’Italia.

Infine ha parlato Severino Salvemini, presidente della Fondazione CRT/Teatro dell’Arte: “Da appassionato spettatore vedo nei nostri teatri straordinarie eccellenze ma forse manca un po’ la ricerca delle novità e ci si adagia su quanto risulta più rassicurante, il che è spesso inevitabile in un periodo di tali difficoltà. Noi vorremmo fare una sintesi col passato di questo teatro e il futuro della città, importando ed esportando di più, sperando che sia possibile”, ha detto con tono sicuro. A ottobre sarà ospitato un regista russo con una produzione del Teatro dell’Arte, tanto per cominciare. “Vogliamo ospitare un dialogo alto, esporci non solo a un teatro di parole ma con diverse performance, dalla musica, come il ‘Jazz Me’ che vedremo dal 4 al 16 novembre insieme al Blue Note e altri, oppure come il ‘Don Giovanni’ già progettato da Fornasetti a Opera. Poi danza, immagini eccetera”. Secondo Salvemini manca una comunicazione capace di ricordare alla città che in pieno centro esiste un Teatro collegato a un Museo, pieno di novità e freschezza, dove si vorrebbe che venissero i giovani, un pubblico colto ma anche famiglie con bambini. Ecco perché a dicembre ci sarà ‘Il signor Bonaventura’ di Sergio Toffolo, per portare un filone teatrale in questa direzione. Non resta che prenderne nota e fare belle passeggiate al Parco Sempione comprensive di lunghe soste in Triennale e in tanti altri luoghi dove assistere a così tante occasioni di stare assieme ad altri che amano tutto quanto fin qui descritto.

Articolo di Daniela Cohen

Commenti   

 
#1 Nuovi orizzonti del designGuest 2016-10-16 16:36
A proposito di nuovi orizzonti...htt p://www.accadem iafieramilano.i t/i-nostri-cors i/corsi-per-i-g iovani/def-desi gn-eventi-fieri stici.html
 

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