Il Festival della Mente: a Sarzana a settembre si parla di Rete

Scritto da  Domenica, 16 Luglio 2017 

Il Festival della Mente, dedicato alla creatività e alla nascita delle idee torna per la XIV edizione a Sarzana, dal 1 al 3 settembre. Ed è bello perché lì torna anche l'Italia diversa, quella non urlata né esibita, che crede nella cultura come nutrimento e ha voglia di parlare insieme di filosofia, arte, letteratura, scienza, tecnologia, musica e tanto altro. Ha voglia insomma, di fare “rete”.

 

E la Rete sarà il tema analizzato da punti di vista e discipline differenti in queste tre giornate, con 65 relatori italiani e internazionali e 41 appuntamenti tra incontri, workshop, spettacoli e momenti di approfondimento culturale, che trasformano la cittadina ligure in un palcoscenico della creatività.

La parola Rete suggerisce da subito due opposte concezioni: il contenimento che imprigiona e chiude, e la propagazione che estende e irradia, trasformando così la vita dell’universo. Il Festival va oltre questa dicotomia e raccoglie contributi inediti e originali portati da scienziati, scrittori, artisti sul concetto di rete per trasmettere il valore culturale dell’interdisciplinarietà, della differenza, della pluralità.

Si parla allora di Rete delle relazioni umane, con gli scrittori Michele Mari, Aravind Adiga, vincitore nel 2008 del Booker Prize e Marcello Fois che fanno delle relazioni familiari e personali un cardine della loro produzione letteraria; Franco Lorenzoni porta invece l’esperienza della sua Casa-laboratorio di Cenci in Umbria, impegnata a tessere la fragile tela della reciprocità; la terapeuta Anna Salvo e la pedagogista Tiziana Iaquinta suggeriscono interventi possibili in ambito educativo per difendere i nostri adolescenti e la loro affettività da un uso improprio delle nuove tecnologie; lo psicanalista Massimo Recalcati torna per parlare del figlio e del suo mistero.

Le Reti della scienza e della tecnologia prevedono interventi del matematico Paolo Zellini che assieme allo scrittore e divulgatore scientifico Marco Malvaldi analizza “La Rete come struttura matematica”; il paleoantropologo Giorgio Manzi ripercorre le scoperte più recenti sui nostri antenati e le origini dell’ Homo sapiens; il neurofisiologo Matteo Cerri entra nel tema dell'ibernazione; lo storico delle scienze biomediche Bernardino Fantini, il filosofo evoluzionista Telmo Pievani, il genetista Sergio Pimpinelli e l’esperto di bioetica Fabrizio Rufo (sezione approfonditaMente) rispondono agli interrogativi di ordine etico e morale che la modificazione del genoma solleva; il filosofo Luciano Floridi racconta come il digitale stia influenzando la filosofia profonda che sta dietro il nostro pensiero, formattando il nostro modo di pensare; la neurologa Marilù Gorno Tempini, che dirige il laboratorio di neurobiologia del linguaggio dell’Università della California di San Francisco, parla di dislessia.

Ci sono poi le Reti dell’attualità e della storia. Lo scrittore e reporter di guerra Elliot Ackerman si confronta con la reporter Imma Vitelli sulla guerra in Siria; la scrittrice palestinese Suad Amiry racconta le esperienze della sua infanzia; la francesista Benedetta Craveri ci porta nella Francia illuminista, dove la conversazione diventa una rete di informazione, per trasformare in meglio la società; lo storico inglese Peter Frankopan racconta come per lui i destini di Occidente e Oriente siano indissolubilmente legati. Irrinunciabile l’appuntamento con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle tre serate del festival in piazza Matteotti con tre lectio sulle principali reti clandestine nella storia: quella di Richard Sorge, che fornì a Stalin informazioni di vitale importanza durante la Seconda Guerra Mondiale (venerdì); quella dei partigiani che progettarono l’attacco a una colonna di nazisti a via Rasella (sabato); quella delle BR che sequestrarono e uccisero Aldo Moro (domenica).

Tante ancora le iniziative come il concerto per pianoforte e violino del compositore e pianista inglese Michael Nyman e della giovane violinista italo-rumena Anna Tifu o lo spettacolo “L’incanto. Dalla Val Grande ai ghiacci polari”, di Marco Albino Ferrari, accompagnato dal chitarrista Denis Biason, che ricostruisce con suoni, parole e immagini una storia dimenticata, quella dell’esploratore piemontese Giacomo Bove, i cui viaggi ispirarono le storie di Emilio Salgari.

Anche quest’anno il Festival della Mente prevede una serie di iniziative parallele: parallelaMente che si svolge per il centro di Sarzana e ha come protagonisti artisti e associazioni culturali del territorio che propongono eventi gratuiti; creativaMente kids, una mostra di opere e oggetti dedicati al mondo dei bambini aperta durante i tre giorni del festival nella Casa della Salute (ex Ospedale San Bartolomeo).

Il Festival, con la direzione di Benedetta Marietti e la consulenza scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana.

Informazioni e prevendite (dal 14 luglio):
Incontri per adulti ed eventi per bambini € 3,50;
Incontri sezione approfonditaMente e spettacoli € 7,00;
sono gratuite la lezione inaugurale e le iniziative extraFestival.

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Ufficio stampa Delos
Sul web: www.festivaldellamente.it

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