Festival della Comunicazione: un successo di presenze a Camogli per la V edizione

Scritto da  Domenica, 30 Settembre 2018 

Grandissima la soddisfazione del sindaco di Camogli, Francesco Olivari, di Danco Singer e Rosangela Bonsignorio, ideatori e direttori del festival, per la V edizione del Festival della Comunicazione che ha animato il borgo ligure dal 6 al 9 settembre: oltre 35.000 presenze, contro le 20.000 della prima edizione del 2014. Tutto esaurito per i 13 spettacoli e per molti dei 78 incontri in programma.

 

Il Festival della Comunicazione ha portato a Camogli tante voci preparate e pacate che hanno interpretato il tema Visioni in settori diversi come economia, società, tecnologia, quotidianità, scienza, arte: dalla lectio di Renzo Piano al Premio Comunicazione ad Alessandro Barbero, da Davide Oldani a Gherardo Colombo, da Gabriele Muccino a Gustavo Zagrebelsky, da Sofia Viscardi a Carlo Cottarelli. Perfino Marco Travaglio non è stato caustico come d'abitudine.

Di queste giornate resta il piacere di aver potuto, in uno spazio temporale ristretto, ascoltarne dal vivo molte.

Tra le tante, ricordiamo quella dell'ambasciatore Sergio Romano, che ha permesso uno sguardo di insieme sulle crisi che oggi attanagliano il nostro mondo ed offerto un'insolita visione della guerra fredda. Considerata da molti come un rischio e un pericolo, è stata al contrario, per l'ambasciatore, strumento di stabilità tra Usa e Urss, felicemente complici per il fatto di essere entrambe attaccabili, vulnerabili. É l'invulnerabilità, secondo Romano, ad essere pericolosa perché dà la forza di attaccare, mentre quel patto tacito ha regalato la pace. Ma quegli equilibri sono finiti con il collasso dell'Urss, che assicurava stabilità in una area asiatica molto estesa. Gli Usa si sono comportati da vincitori per estendere la loro egemonia. La loro politica delle sanzioni non è stata positiva: rafforza il patriottismo radicale perché ha come obiettivo quello di far cambiare il governo e produce l'economia in nero con corruzione e crimine.

Gustavo Zagrebelsky ha invitato a riflettere sulla tragedia della corruzione, che, in quanto piccola struttura del malaffare, crea reti di connivenza, cementate dalla ricattabilità. Secondo il giurista la voglia di fama, ricchezza, potere che rende corruttori o corrotti, nasce dal tentativo di esorcizzare i limiti, negarli e spostare così più in là anche la paura della morte.

Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani Pulite, ci ha consegnato il suo grande dubbio: le pene carcerarie sono davvero la soluzione ai crimini o l'educazione (rieducazione) che passa attraverso l'obbedienza impedisce la scelta?

In occasione del Festival della Comunicazione è stato aperto con orari straordinari il Santuario di Nostra Signora del Boschetto, custode di un nucleo importante di ex voto marinari. Sono dipinti di navi che colpiscono per la fedeltà tecnica nei dettagli sia delle imbarcazioni che delle onde, ad opera dei maggiori pittori dell'800, specializzati in questo tipo di raffigurazioni. I cartigli offrono poi descrizioni sulla tragicità della situazione e sul miracolo. Aleggia il senso del dramma, dello sgomento di fronte alla fine e poi, la gratitudine, la riconoscenza, il bisogno di ringraziare dopo la grande vertigine.

Per chi ha apprezzato questo festival e per chi è curioso di vivere la prossima edizione, la VI, incentrata sul tema Civiltà, l'appuntamento è già fissato: giovedì 12 settembre 2019.

 

Articolo di: Raffaella Roversi
Sul web: www.festivalcomunicazione.it

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