Emilio Greco a Palazzo Braschi nel centenario della nascita

Scritto da  Sabato, 19 Ottobre 2013 

Una piccola mostra quella di Palazzo Braschi a Roma, che si completa con quella di San Salvatore in Lauro, rende omaggio ai 100 anni dalla nascita ad un grande maestro del Novecento. E’ un’antologia del ventaglio delle possibilità esplorate da Emilio Greco, la scultura, in bronzo, terracotta e cemento e il disegno. Emerge la classicità di un maestro ricercato di armonia, simbolo di classicità, dove la semplicità è rigore. Un vero maestro di scuola, dove l’espressività non è mai gridata.

 

In occasione del centenario della nascita di Emilio Greco, a Catania l’11 ottobre del 1913, Londra, Roma e Catania rendono omaggio al Maestro con una serie di eventi organizzati dagli Archivi Emilio Greco, in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni di Roma. Gli eventi di Londra, Roma e Catania sono momenti culminanti delle celebrazioni organizzate, per i cento anni della nascita dell’artista, dagli Archivi Emilio Greco – presieduti dalla figlia dell’artista Antonella Greco – sotto l’egida di un Comitato Scientifico.

 

Gli appuntamenti
I primi appuntamenti sono state le due mostre al Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto (22 giugno 2013) e di Palazzo de’ Mayo a Chieti (29 giugno 2013).
A Catania è previsto, tra gli altri eventi, l’intitolazione di una piazza del centro storico all’artista, la riapertura del Museo Emilio Greco e la collocazione di un’opera del Maestro nel Palazzo degli Elefanti.
A Londra, il 24 settembre scorso, è stata inaugurata la mostra “Emilio Greco: Sacro e Profano”, a cura di Roberta Cremoncini e Federica Pirani, all’Estorick Collection of Modern Italian Art – che ospita per la prima volta una mostra di scultura – dove resterà fino al 22 dicembre.
Dal 16 ottobre, è il Museo di Roma Palazzo Braschi, con la medesima curatela, a dedicare al Maestro siciliano una mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i Servizi Museali di Zètema Progetto Cultura; mentre un’altra mostra si tiene alla Chiesa di San Salvatore in Lauro.
L’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, la cui collezione è stata creata negli anni Cinquanta da Eric Estorick (1913-1993), espone dal 24 settembre al 21 dicembre 2013 circa cinquanta opere, sculture in bronzo e disegni. In mostra, fra le altre, opere preparatorie per le monumentali porte in bronzo del Duomo di Orvieto, cui l’artista lavorò dal 1959 al 1964. La selezione dei lavori evidenzia il costante universo artistico del Maestro scomparso nel 1995, nella diversa declinazione delle tecniche utilizzate. I disegni sono sculture nell’evocazione dei volumi, la profondità del tratto, l’esplorazione dello spazio fra le forme; mentre le linee scultoree richiamano le dense ombreggiature dei disegni.

 

La mostra a Palazzo Braschi
Il Museo di Roma Palazzo Braschi ospita, dal 16 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014, nove sculture monumentali di Emilio Greco – sei nel cortile recentemente restaurato e riaperto al pubblico e tre nelle salette interne – ed una selezione di circa trenta disegni.
Nel cortile sono esposte le sue figure femminili, quasi soggetto monotematico della mostra, in bronzo, che ricordano la grande figurazione dei maestri del Novecento. Richiamano certamente le Pomone di Marino Marini senza la loro pesantezza e monumentalità e alcuni riflessi di Aristide Maillol che si notano nella sensualità discreta dei nudi. C’è una grande semplicità nelle linee e nella concezione della sua arte, la forza della scuola accademica, la precisione e l’abilità di un disegnatore raffinato e nello stesso tempo la rarità ormai nel guardare una figura così vicina a noi nel tempo, eppure così distante della classicità. E’ un artista che non rompe con la tradizione, non ansima di voglia di rivolta, non si intravedono segni di rottura nelle sue figure. C’è una tensione al bello, alla purezza delle proporzioni, alla delicatezza dei tratti e delle movenze, di quelle figure flessuose e dolci che la modernità ha dimenticato e rifiutato. Nella sua modellazione il classico, secondo la definizione dell’epistemologo tedesco Hans-Georg Gadamer in “Verità e metodo”, trova la sua massima espressione, quello che per l’armonia intrinseca che possiede diventa un valore a prescindere dal contesto e dalle mode. In alcune figure in terracotta si ravvede, a mio parere, lo studio e l’influenza di certa arte legata alla négritude che ha ispirato artisti europei tra fine Ottocento e il Novecento, come il rumeno Constantin Brancusi o lo stesso Amedeo Modigliani.
I disegni, forse ancor più della scultura, permettono di apprezzare il lavoro di Greco, perché svelano l’abilità che si manifesta con la sintesi delle linee che non perdono nulla nel’espressività e il retinato che infittendosi dona profondità e movimento, rotondità alle diverse forme.
Una mostra che ci riporta indietro, all’eleganza dell’accademia, anche se alcune opere datano 1990.

 

Emilio Greco
Nasce a Catania l’11 ottobre 1913. Negli anni Trenta, dopo un apprendistato artigianale, inizia a dedicarsi alla scultura e si diploma nel 1934 all’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Nel 1943 è presente alla IV Quadriennale d’arte nel Palazzo delle Esposizioni con due terrecotte: una di queste, L’Omino del 1939, appartiene oggi alla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Nella sua prima collettiva espone accanto a Guttuso, Mafai, Pirandello, Omiccioli e Consagra (1945). Condivide il suo primo studio, tra quelli dell’Accademia Germanica di Villa Massimo, con Leoncillo, lo stesso Guttuso e Mazzacurati.
Nel 1948 espone Il Lottatore alla Tate Gallery e nello stesso anno vince il Premio Saint-Vincent per la scultura. Un anno dopo è invitato a presentare le sue opere al Museum of Modern Art di New York, nel 1950 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia e nel 1951 è invitato alla Quadriennale dove espone otto sculture e altrettanti disegni. Risale a quell’epoca l’incontro con Leonardo Sciascia, cui resterà legato per tutta la vita.
Vince nel 1952 il Premio del Parlamento alla IV Quadriennale, realizza nel 1956 il Monumento a Pinocchio per Collodi, nel 1964 le Porte del Duomo di Orvieto e, poco dopo, il Monumento in San Pietro per Giovanni XXIII che viene inaugurato da Paolo VI il 29 giugno 1967. Greco vince il Gran Premio della Scultura alla XXVIII Biennale di Venezia con la Bagnante n.1 nel 1956.
Espone nel 1958 con una personale al Museo di Palazzo Barberini a Roma. Espone quindi in Giappone, Grecia, Slovacchia, Unione Sovietica, Monaco e Italia.
Orvieto, Sabaudia, Catania e L’Aquila gli dedicano a partire dal 1991 dei musei interamente dedicati alla sua opera. Titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma, Greco ha insegnato anche a Monaco di Baviera e alla Scuola Belvedere di Oskar Kokoshka a Salisburgo. Le sue opere figurano nei principali musei del mondo, tra cui l’Ermitage di San Pietroburgo e il Pushkin di Mosca. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro dal Presidente della Repubblica per i Benemeriti della Cultura. Il Museo all’aria aperta di Hakone in Giappone gli ha dedicato una zona permanente chiamata Greco Garden.
Muore a Roma il 5 aprile del 1995.

 


Appuntmenti

 


Emilio Greco: Sacro e Profano
Estorick Collection of Modern Italian Art - 39a Canonbury Square, London N1 2AN
25 settembre – 22 dicembre 2013
Orari mercoledì - sabato ore 10.00 - 18.00;
domenica ore 12.00 - 17.00
Info Estorick Collection: +44 (0)1359 271085, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Emilio Greco: i Segni e le Forme
Museo di Roma Palazzo Braschi
P.zza san Pantaleo 10 – Roma
16 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014
Orari martedì – domenica ore 10.00 – 20.00
Info 00608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
www.museodiroma.it
www.museiincomune.it
www.zetema.it
Curatela Roberta Cremoncini e Federica Pirani
Servizi Museali Zètema Progetto Cultura

 


Emilio Greco: i Segni e le Forme
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di San Salvatore in Lauro 15 - Roma
16 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014
Orari lunedì – venerdì ore 10.00 – 13.30 15.30 – 19.00
Info +39 06 6865493; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ;
060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
Curatela Roberta Cremoncini e Federica Pirani


Articolo di Ilaria Guidantoni


Grazie a Patrizia Bracci Zètema Progetto Cultura


Uffici Stampa: Zètema Progetto Cultura – Il Cigno GG Edizioni

 

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