De rerum natura. A Pietrasanta va in scena la natura

Scritto da  Domenica, 12 Luglio 2015 

Supra terram, prima tappa di un percorso tra arte e natura

A Pietrasanta va in scena la natura con Barbara Paci, proprietaria dell’omonima galleria d’arte, nella cittadina toscana di gallerie e fonderie artistiche. Luglio è all’insegna della natura che diventa protagonista dell’arte e destinataria. Il viaggio di Barbara è in due tappe, rispettivamente dedicati alle terre emerse – con le opere di Andrea Collesano, disegnatore su carta anticata di balene emerse e frutti - e al mare.

Abbiamo incontrato Barbara Paci per chiederle come sia nata l’idea. «Dall’amore e dall’attenzione alla tutela verso la natura – ci ha raccontato – in particolare per la flora e la fauna che ho da sempre e che mi sono trovata a condividere con una serie di artisti con i quali lavoro. Tra l’altro per un caso il Curatore della mostra, Enrico Mattei, che qualche anno fa ha allestito a Villa Bertelli al Forte dei Marmi un’esposizione di Andrea Collesano, mi ha comunicato una sua scelta sempre più orientata all’ecosostenibilità, sia nell’arte sia nello stile di vita personale.» Il progetto non sposa solo una causa culturale e sociale legata alla natura, ma anche un progetto di charity che questa volta la gallerista ha scelto di tenere distinto dall’opera d’arte, configurandola come un percorso intrecciato all’attività artistica sebbene autonomo per varie ragioni, anche in tema di efficacia e per allargare il pubblico che pur amando natura ed arte non fa parte dei collezionisti d’arte; in modo che si avvicini ad una filosofia nuova del quotidiano. E’ nato così il Contest legato alla vendita di oggetti realizzati con i sacchi di carta per cemento, riciclati, e impreziositi da alcuni dettagli di Andrea Collesano: porta cellulari o porta ipad, pochette e oggetti di uso comune con uno stile green (e prezzi compresi tra i 15 e i 35 euro), il ricavato della vendita die quali è destinato a cinque associazioni per la tutela degli animali, precisamente, Sea Shepherd (assalitori di baleniere), Save the Dogs, A.N.P.A.N.A, African Parks (associazione olandese) e Il Rifugio degli Asinelli. Il Contest prevede che attraverso la pagina fb, che enfatizza l’idea della condivisione partecipativa, emozionale ed anche l’uso della tecnologia e dei linguaggio dei social network, l’associazione più “cliccata” vinca il monte premi raccolto con le donazioni. E' possibile votare sulla pagina facebook - www.facebook.com/BarbaraPaciGalleriaDarte.

La prima tappa di questo viaggio è stata inaugurata sabato 4 luglio ed è dedicata al tema supra terram con la mostra di Andrea Collesano, giovane già maturo artisticamente da sempre disegnatore su carta anticata che tratta egli stesso e che diventa la materia per ispirazione del soggetto, a seconda del risultato e delle “macchie” che, di volta in volta, emergono. La sua passione, fin da bambino ci ha raccontato (anche in un’altra occasione nella quale lo abbiamo intervistato per SaltinAria) è legata alle balene perché esseri misteriosi, molto grandi e pesanti, eppure dotati di leggerezza, con i loro salti, in grado perfino di cantare nelle profondità degli abissi, come le megattere. E’ di questa contraddizione che si è innamorato e le ha rese emerse, con quell’orizzonte sottile e gli alberi che le circondano. Per la nuova mostra si è cimentato in un percorso nuovo dedicato alla frutta e allo stupore che gli “oggetti” e la vita che ci circondano quotidianamente possono e forse dovrebbero suscitare in noi, ormai troppo distratti e indifferenti. L’idea è di creare delle opere a coppie come la pere e la falena. Personalmente sono stata colpita in particolare dal melograno che, mi ha raccontato Andrea, «è nato dal mio viaggio a Instabul dove questo frutto è molto amato e dall’osservazione della sua eleganza, della misteriosità dei chicchi nascosti. Per questo l’ho disegnata con una corona in alto ispiratami dalla sua conformazione e dalla sua regalità. »

Non più quindi solo «il ragazzo delle balene», come ormai è conosciuto Andrea Collesano, ma un viaggio tutto da esplorare nella frutta, dal fico – il suo frutto preferito – alla noce, all’uva, all’ananas per mettere radici su una via nuova.

Con i nuovi lavori sperimenta e insieme fonde animali e piante, acqua e terra, chiudendo il cerchio, esplorando il mondo dei simboli, nella loro duplicità e complementarietà come nel caso dell’albero della fortuna, carico di melograni, allegoria di benessere, dove due scimmie sono in dialettica tra il «femminile» e il «maschile» e mentre l’una ha un nido vuoto in mano, l’altra tiene il piccolo.

E’ tutto nel modo di guardare il mondo, ci ha raccontato l’artista, la sorgente dell’emozione all’origine dell’opera d’arte per cui quando gli è capitato di essere punto da un calabrone e poi il giorno seguente da una vespa e un’ape, l’ha preso come un segno, doloroso certo, ed un richiamo al rispetto tra gli esseri viventi, caricando il suo albero di fichi, rimasto spoglio, di insetti. «I miei lavori spesso nascono così. Sto attento a ciò che mi accade, osservo e ricordo, ripenso a ciò che ho visto e vissuto.»

La sua cifra stilistica resta quella del disegno su carta, che in questo ambito si colora di “verde” perché è la materia naturale, viva dell’albero ed è un simbolo della tradizione nell’arte. Analogamente anche l’allestimento della mostra è stato realizzato con un prato sul quale gli ospiti hanno passeggiato a piedi nudi, degustando succhi freschi e frutta per creare un effetto di sinestesia tra la sensazione visiva, quella tattile e olfattiva.

Abbiamo chiesto ad Andrea la prossima tappa del suo viaggio e ci ha detto che probabilmente lo porterà nuovamente a Istanbul per una collettiva.

Lo abbiamo infine invitato a raccontarci la sua lettura della mostra e così si è espresso: «Vorrei che ognuno di voi, ora, si arrampicasse con l’immaginazione sui loro tronchi e passando di ramo in ramo si rendesse conto di quanto abbiamo senza bisogno di possedere, di come la Fortuna ci cresce attorno senza che ce ne accorgiamo, senza bisogno di cercarla. E’ fuori, nasce dal seme portato dal vento, racchiusa nel boccio, esplode nel profumo del fiore e ci nutre anima e corpo del suo frutto generoso. Una volta arrivati sulla cima, osservate nel silenzio ciò che custodiscono quei nidi tanto preziosi, senza toccarli, senza disturbare quegli animali che sono, nelle mie visioni, immortali e superiori a tutto. Non abbiate paura di loro e loro non ne avranno di voi. Loro ci conducono in quel luogo che noi sogniamo e che potremmo avere realmente se soltanto imparassimo tutti, partendo dalle piccole cose, a rispettare ciò che c’è stato donato alla nascita, la nostra eredità, la terra e la vita che ci circonda. Ecosostenibilità, riciclaggio, conservazione energetica. “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi” mi disse mio padre tanti anni fa. Cominciamo ora.»

Prossimo appuntamento dal 25 luglio con un viaggio nell’acqua e nel mare con due artisti giovani, Michelangelo Bastiani, fiorentino e Lia Pascaniuc, di origine rumena, che si cimenteranno con un approccio diverso a livello di stile, sposando la contemporaneità della fotografia e dell’installazione elettronica e scegliendo il buio e la luce degli effetti con un senso di tridimensionalità, suggerendo un viaggio in immersione.

Artiolo di Ilaria Guidantoni

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