Capovolgere - ABC Ceccobelli per i dieci anni della Fondazione Pastificio Cerere

Scritto da  Domenica, 07 Giugno 2015 

a cura di Marcello Smarrelli

Inaugurazione: giovedì 11 giugno 2015 ore 19.00
Apertura al pubblico: 12 giugno - 30 luglio 2015

Fondazione Pastificio Cerere
via degli Ausoni 7, Roma

Associazione Culturale Mabì
via degli Ausoni 5, Roma

ingresso libero

 

Giovedì 11 giugno 2015 alle ore 19 inaugura la mostra di ABC Ceccobelli (Auro, Bruno e Celso Ceccobelli), dal titolo CAPOVOLGERE – a cura di Marcello Smarrelli - realizzata nell’ambito delle iniziative volte a celebrare i 10 anni di attività della Fondazione Pastificio Cerere e i 110 anni dalla costruzione dell’edificio dove è situata. La mostra sarà aperta al pubblico dal 12 giugno al 30 luglio 2015.

A dieci anni dalla sua nascita la Fondazione rende omaggio - con un ciclo di sei mostre dedicate a Ceccobelli, Dessì, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli – ai protagonisti di quel fermento culturale e creativo che dagli anni Settanta anima la vita dell’ex pastificio. Questi sei artisti, noti come “Gruppo di San Lorenzo”, sono coloro che per primi hanno riconosciuto le potenzialità di questo luogo dismesso, decidendo di trasferirvi i propri studi. Pur confrontandosi quotidianamente, hanno elaborato un linguaggio autonomo dagli esiti differenti che contribuisce ancora in maniera determinante a movimentare la scena dell’arte contemporanea, dimostrando che si può essere radicati in un posto, o addirittura in un edificio, ma allo stesso tempo far parte della grande comunità artistica internazionale.

Per la progettazione delle mostre non è stato indicato agli artisti nessun concept preciso, ma si è lasciata la possibilità di costruire e presentare un percorso all’interno della loro lunga ed articolata produzione. Queste sei mostre sono altrettanti viaggi ideali nell’immaginario, nelle fonti di ispirazione e nell’universo di segni di ogni artista, intrecciati ai racconti e alle testimonianze degli anni vissuti nell’ex Pastificio in rapporto con la città, con gli amici, con i collezionisti e i galleristi e tutti quelli che hanno avuto un ruolo significativo nel tessere le trame di queste storie.

Il titolo della mostra, CAPOVOLGERE, ci introduce subito nell’ambito della ricerca di Bruno Ceccobelli, da sempre attratto da nuove possibilità di leggere la realtà e sovvertire il senso comune del linguaggio. Attraverso la sua costante disciplina del fare, l’artista scavalca le convenzioni e offre visioni che non si esauriscono mai completamente, ma vengono continuamente rielaborate: “è come se tutta l’attenzione di Ceccobelli fosse indirizzata verso un’arte declinata quale linguaggio iniziatico o quale ricerca che fa della forma un problema da rifondare incessantemente” (Luigi Meneghelli, 2003).

Bruno Ceccobelli, nato e cresciuto a Todi, si sente Homo medievalis, vicino allo spirito delle botteghe artigianali e del lavoro collettivo, animato da un forte amore per la materia, dalla passione per la tecnica e dalla fiducia nella sperimentazione, ha deciso di invitare anche i suoi figli Auro e Celso, suoi assistenti da diversi anni. Da qui la scelta di firmare la mostra con le iniziali dei loro nomi, ABC Ceccobelli.

CAPOVOLGERE si sviluppa in tre luoghi del Pastificio Cerere: lo spazio espositivo della Fondazione, la corte interna e la sede dell’Associazione Culturale Mabì.
La mostra si apre con l'opera di Bruno Ceccobelli Confessionale (1986), una porta prelevata da uno degli ambienti dell'ex Pastificio, omaggio al suo vecchio atelier situato proprio nello spazio che oggi ospita la Fondazione. L'artista si è sempre distinto per il personalissimo modo di assemblare materiali ed oggetti di recupero: li trasforma, li dipinge, li immerge nella cera, li segna con le sue impronte. Questo processo di decontestualizzazione è volto a recuperare simbologie e significati reconditi degli oggetti, con l'intento di conferire loro una nuova luce, un'aura da reliquia.
Seguono i lavori appartenenti alla sua produzione più recente (2015): Iridi, nella prima stanza e Pupille a conclusione del percorso. Si tratta di pitto-sculture di forma circolare realizzate in bitume, un materiale che, come l'interno dell'occhio, è oscuro ma lucidissimo, perciò la luce che vi arriva non viene completamente assorbita ma in parte si riflette. Le immagini che vediamo al loro interno si autogenerano in questo rispecchiamento che coinvolge lo spettatore e lo spazio circostante.

Nella corte interna troviamo i Ritratti di bandiera, l'installazione realizzata a sei mani dai tre artisti. I 20 drappi di stoffa presentano i motivi delle bandiere internazionali in cui sono inseriti gli scatti fotografici di Auro e Celso che rappresentano Bruno Ceccobelli in veste di performer. Questa operazione auspica la creazione di un governo mondiale, un'unica entità politica internazionale per garantire pace e convivenza tra tutte le popolazioni.

Nella sede dell’Associazione Culturale Mabì, sono presentati undici video, omaggio ad artisti famosi, realizzati da Auro e Celso Ceccobelli a partire dal 2011: tra i più significativi, Maestro K (2013), dedicato a Jannis Kounellis e realizzato in occasione della sua mostra alla Fondazione VOLUME! di Roma, Enzo Cucchi – la processione di Prisca (2013), ripreso per la Galleria Bibo’s Place di Todi; tra gli inediti, il video realizzato in occasione della mostra Alberto Burri – Davide D’Elia. Cretti, Fuochi, Muffe presso la Galleria Bibo’s Place.

Biografie

Bruno Ceccobelli nasce nel 1952 a Montecastello di Vibio (Todi); attualmente vive e lavora a Todi. Si trasferisce adolescente a Roma con la famiglia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel corso di Scenografia con Toti Scialoja. Il primo lavoro di Ceccobelli apparso in pubblico è Vuoto su Spazio, datato 1972 e inserito l’anno successivo in S.p.A., l’iniziativa coordinata da M. Benveduti e T. Catalano. Nel 1973, invitato da Palma Bucarelli, partecipa alla sua prima collettiva presso il Forum Europeo Alpbach, in Austria. A Roma, nel 1977 tiene la sua prima personale presso la galleria Spazio Alternativo, cui seguiranno altre due (Palazzo d’inverno 135 357 579 e Gewaltverwirrungen) presso lo spazio autogestito La Stanza; nel 1978, con G. Dessì, G. Gallo, A. Segneri e F. Woodman, espone nella galleria di Ugo Ferranti, dove terrà poi le personali del 1979 e del 1981 e parteciperà alla collettiva Artemisia del 1980. Nel 1979 espone al Festival della Cultura Italiana di Belgrado e l’anno seguente partecipa alla Biennale de Jeunes di Parigi. Al 1981 risale la prima mostra da Yvon Lambert a Parigi, con cui collaborerà ancora nel 1987 e nel 1989. Nei primi anni Ottanta si trasferisce dal vecchio studio in vicolo della Renella a Trastevere all’ex Pastificio Cerere, uno spazio industriale abbandonato nel quartiere di San Lorenzo, fucina di artisti allora emergenti. Qui, nel 1984 il critico Achille Bonito Oliva cura la mostra Ateliers invitando gli artisti presenti ad aprire i loro studi al pubblico. Tra le tappe più significative di questi anni si ricordano la personale da Salvatore Ala a New York (1983) e le mostre da Gian Enzo Sperone a Roma nel 1984 e a New York (1985). Negli stessi anni è invitato alla Biennale di Venezia del 1984 e del 1986, rispettivamente nella sezione Aperto 84 e Arte e alchimia. Il 1988 lo vede impegnato in una triplice esposizione Le figure, le case, i pozzi alla Jack Shainman Gallery di New York, al Centro Cultura Ausoni di Roma e alla Galleria Estrada di Madrid; nello stesso anno espone allo storico Caffè Florian di Venezia. L’anno successivo è invitato a Londra Mayor Rowan Gallery e a Barcellona da Thomas Carstens. Nel 1993 tiene una personale al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal; nel 1994 in Senegal tiene un corso presso l’Ecole Nationale des Beux-Artes di Dakar; nel 1996 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 1999 espone presso lo Studio Guastalla Arte moderna e contemporanea di Livorno con la mostra Trascorsi d’asfalto e a Bilbao da Luis Borgus. Nel 2002 celebra i suoi venti anni di attività con una mostra nella Galleria B.M.B. di Amsterdam; segue nel 2003 l’importante personale Classico Eclettico, presso il Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli; nel 2004 realizza a Gibellina il mosaico L’eternità è la vera medicina. Tra le esposizioni più recenti nella capitale vanno segnalate: Longa marcia post-temporale, Fondazione VOLUME! (2007); Invasi, Fondazione Pastificio Cerere (2008); Attici unici, galleria Attico e Natalis in Urbe, Chiesa Santa Maria sopra Minerva (entrambe del 2009). Si ricordano, inoltre, le esposizioni dedicate all’esperienza dell’ex Pastificio Cerere: San Lorenzo nel 2006 a Villa Medici a Roma, a cura di Graziella Lonardi Buontempo; Officine San Lorenzo nel 2009 al Mart di Rovereto, a cura di Daniela Lancioni; nel 2010 partecipa alla retrospettiva San Lorenzo: Limen, la soglia dell’arte presso la galleria Limen otto9cinque, a cura di Achille Bonito Oliva. Tra le numerose mostre degli ultimi anni si segnalano le personali Schöne Träume al Mart di Rovereto (2011), Eroi d’Eros alla Galleria Orizzonti di Catania (2012), 209 – Icona from NYC alla Galleria Nunzio Sorrenti di Novara (2013), Port’ Ostensorio alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta (2014) e la collettiva Anni 70. Arte a Roma al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2013-2014), a cura di Daniela Lancioni. Nel 2014, allo spazio espositivo Comunale de La Rinascente di Padova, con la mostra Terra Cotta, un’antologica sulla produzione ventennale delle sue ceramiche, consacra la collaborazione con i figli Auro e Celso Ceccobelli, da diversi anni suoi fidati collaboratori.

Auro e Celso Ceccobelli sono nati a Roma nel 1986, vivono a Todi. Dal 2002 lavorano con la ceramica, sperimentando anche diverse tecniche e materiali. Nel 2004 hanno appreso la tecnica della ceramica Raku dal maestro Enzo Tilia e hanno collaborato con Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Stefano Di Stasio e Ninì Mulas. Dal 2011 realizzano documentari d’arte su importanti protagonisti della scena contemporanea. Tra le mostre personali si segnalano: Terra Cotta, spazio espositivo La Rinascente, Padova (2014); La Moglie di Man Ray era una S…anta, Galleria Per mari e Monti, Civita Nova Marche (2014); EcoFormeSolari, Galleria Studio d’Arte Fedele, Monopoli (BA) 2010. Tra le mostre collettive: Baculus – Bastoni/Scettri, Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano, Spoleto (PG) 2014; Arte a palazzo, Esposizione Ceramiche Raku, Museo Oraziano, Licenza (RM) 2012. Dal 2009 al 2013 sono i curatori dell’evento “Degustarte” che si è svolto alla cantina Roccafiore di Todi (PG) per “Cantine Aperte” a fine maggio e dal 2014 curatori dell’evento “Scrigni d’Autore”, cantina Roccaforte di Todi (PG).


PROGRAMMA
Nunzio: ottobre - novembre 2015
Marco Tirelli: dicembre 2015 - gennaio 2016
Pizzi Cannella: febbraio - marzo 2016

ORARI
Fondazione Pastificio Cerere: lunedì – venerdì 15.00-19.00
Associazione Culturale Mabì: lunedì – venerdì 17.00-19.00

INGRESSO LIBERO

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