Biscotti P. Gentilini – 125 anni di bontà

Scritto da  Giovedì, 08 Ottobre 2015 

125 anni di vita e non li dimostra l’azienda romana Biscotti P. Gentilini che interpreta il gusto della bontà legato alla tradizione del biscotto da colazione, il sentore di vaniglia, con un occhio alle esigenze che cambiano verso un salutismo che non tradisca lo stile della casa.

In occasione dell’anniversario dei 125 anni dell'Azienda Biscotti P. Gentilini è stato organizzato l’evento di presentazione del libro Biscotti P. Gentilini – 125 anni di bontà (1890 – 2015) di Daniela Brignone, un lavoro di ricostruzione durato quasi tre anni perché all’interno dell’azienda c’era soprattutto documentazione iconografica, ma il percorso seguito è stato molto più ampio. Il libro racconta la storia, la filosofia e anche aneddoti e storie di un’azienda simbolo del made in Roma. Per l’occasione presso la Galleria del Cardinale di Palazzo Colonna a Roma, Maria Concetta Mattei del TG2 ha raccontato, insieme con l’autrice del libro e Paolo Gentilini, presidente ed erede dell’omonima fabbrica, la storia dell’azienda, a partire dal piccolo laboratorio artigianale dove Pietro Gentilini creò gli Osvego, i Novellini, le Margherite, i Brasil, i Vittorio… biscotti destinati ad entrare nelle case delle famiglie italiane. Pietro Gentilini abitava nella centrale via del Corso, uscio e bottega come si suol dire, quando ancora quella via si chiamava Corso Umberto e la nipote lo ricorda come un personaggio che finì sul pamphlet Il pupazzetto. Un personaggio che si era fatto da solo quando giovanissimo aveva fatto esperienza e gavetta in giro per il mondo, in particolare in America latina tra Uruguay, Paraguay e Argentina ove aveva lavorato in un’azienda di liquori. Poi era rientrato a Roma e aveva cominciato in modo artigianale.

L’azienda, la prima riconosciuta dalla Guida Monaci, si è poi trasferita sulla Tiburtina dove oggi impiega 70 dipendenti. Malgrado abbia deciso di guardare altrove – presente a Dubai, a New York, in Canada e a Shangai ad esempio - il cuore – ha assicurato il presidente - resterà romano e non solo italiano. La scelta è crescere restando fedeli alla tradizione senza ampliare la gamma di prodotti con una differenziazione che snaturi l’idea dell’azienda che ruota intorno al biscotto da colazione e che è stata celebrata anche in diversi film: il viaggio è iniziato con soli tre prodotti e tuttora il grosso del fatturato dipende da una ventina di prodotti per un totale di più di 80 articoli, molti dei quali sono però variazioni su tema. Con il passare del tempo l’attenzione alla linea, a integrare farine diverse, diminuire lo zucchero e la quantità di grassi è diventata sempre più importante. Per l’occasione dell’anniversario la preferenza è andata al gusto e a soddisfare la golosità con la presentazione di un nuovo nato, l’Osvego al cioccolato. Il messaggio è quello della tradizione familiare anche nel marchio e nella veste: la confezione nelle scatole di latta vecchio stile e il simbolo del treno che racconta modernità, progresso, un treno la cui locomotiva è fatta di biscotti e le carrozze sono appunto i contenitori dei biscotti ispirati alle città, partendo da Roma, per arrivare fino a Londra.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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