Il Bardo ad Aquileia

Scritto da  Giovedì, 03 Dicembre 2015 

Dal 6 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016
Museo Archeologico Nazionale di Aquileia “Il Bardo ad Aquileia”

Quando l’arte diventa una risposta all’accoglienza: la prima tappa del viaggio nell’archeologia ferita del Mediterraneo. Il gemellaggio delle opere del Bardo di Tunisi con il Museo archeologico di Aquileia è un simbolo, all’indomani della tragedia dell’archeologia ferita dal terrorismo, metafora della distruzione della società da una parte, di rinnovata tolleranza e accoglienza dall’altra con l’obiettivo che il Mediterraneo torni ad essere un chiasmo tra popoli e culture. Aquileia, città mediterranea del nord, in una regione di passaggio e di incontro-scontro di profughi, attraverso l’arte intende offrire anche un’iniziativa sostenibile ad un’economia in crisi per un sviluppo che sia nel segno della cultura.

«E’ tempo ormai che la vittima dimenticata di queste tragedie, che è il patrimonio culturale, divenga oggetto di attenzione continua e sistematica.» Dall’appello di Paolo Matthiae «Quando finirà tutto questo male? Haec olim meminisse iuvabit.» Lettera di Giulio Carlo Argan a Pasquale Rotondi che sottrasse al saccheggio nazista opere inestimabili da Roma, Milano e Venezia tra cui “La Tempesta” di Giorgione

Prende il via con opere dal Museo di Tunisi il progetto Archeologia ferita, dal prossimo 6 dicembre, e fino al 31 gennaio 2016, grazie alla Fondazione Aquileia, al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia che ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo 2015 dall’efferatezza del terrorismo fondamentalista.
L’iniziativa “Il Bardo ad Aquileia” è nata il 18 maggio scorso, in occasione della visita del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in Tunisia, come ha raccontato il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi (allora Consigliere diplomatico del presidente). La proposta – per un costo complessivo di 140mila euro con una pubblicazione dedicata in francese e italiano – mira a testimoniare la vicinanza tra il popolo tunisino e quello italiano e, oltre ad essere un gesto di amicizia e solidarietà, rappresenta una corrispondenza culturale tra le due sponde mediterranee. Le 8 opere provenienti dal Bardo di Tunisi – che raccoglie la più grande collezione di mosaici romani al mondo - dialogheranno con i manufatti aquilesi non solo per sottolineare i legami e i collegamenti che caratterizzavano il Nord Africa e l’Alto Adriatico in età romana, nell’ambito di una circolazione di culture e religioni che abbracciava l’intero bacino del Mediterraneo, ma anche a testimonianza di quanti si oppongono a questa nuova terribile iconoclastia che tenta di negare alla radice il dialogo interculturale e interreligioso. La mostra - in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia- intende essere la prima di una serie di iniziative con l’obiettivo di portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d’arte significative provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista.

Sulla presenza delle opere del Bardo ad Aquileia, il direttore del Museo di Tunisi, Moncef Ben Moussa, ha scritto: «Le opere saranno ammirate dai visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, un luogo ricco di cultura e testimone dello stesso universo, della stessa radice, i medesimi valori del Museo del Bardo, per dissolvere distanze e barriere. Gli abitanti di Aquileia, e non solo loro, vedranno qualcosa di se stessi, della loro storia e cultura, in una sorta di invito a scoprire se stessi nella storia dell'altro». L’esposizione intende rappresentare dunque uno spaccato dell’arte e dell’alto artigianato delle province africane in età romana tra il I e il III secolo attraverso il mosaico della dea Cerere ritrovato a Uthina, due mosaici di “lottatori nudi in presa” provenienti dal tepidarium delle terme di Gigthis, la testa dell’imperatore Lucio Vero da Dougga, la statua del dio Giove da Oued R’mel, la stele funeraria di Marcus Licinius Fidelis, un soldato originario di Lione, in Gallia, che fu sepolto ad Ammaedara, e due ceramiche ritrovate nelle necropoli di El Aouja, una brocca decorata a rilievo e un contenitore cilindrico con rappresentazioni di dei e satiri.
L’arte può essere una risposta efficacia alla barbarie terroristica, ha sottolineato l’Ambasciatore tunisino a Roma, Naceur Mestiri, tanto più che la Tunisia è stata romana per oltre cinque secoli romani.

Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nel Ministero dei Beni Culturali a Roma, alla presenza del Ministro Dario Franceschini, è stato sottolineato il valore, non solo simbolico, che la mostra ha anche per il rilancio del patrimonio italiano, in questo caso Aquileia, poco valorizzata, terra di passaggio e di contaminazione, come ha sottolineato il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.
Tra l’altro l’archeologia è il simbolo stesso della costruzione di una civiltà e pertanto rappresenta un forte richiamo alla memoria della storia umana.
Come ha sottolineato Franceschini, «La mostra non vuole solo ricordare un periodo di fertile convivenza tra le due sponde del Mediterraneo, ma si pone l’obbiettivo di far comprendere ai visitatori quanto la matrice culturale dei nostri paesi sia comune, vicina ed interconnessa, così come interconnessi sono problemi, difficoltà e prospettive di sviluppo economico e civile».
Aquileia è in tal senso significativa quale testimonianza fertile di una felice convivenza che si realizzò tra romani, giudei, greci, alessandrini, iscritta dal 1998 all'Heritage List dell'Unesco, rappresenta per la sua storia, il luogo adatto ad affermare la validità universale di un’idea di convivenza e di dialogo e per avviare un confronto a più voci sull'importanza della difesa del patrimonio culturale come baluardo contro l'oscurantismo e la barbarie.

La città nacque nel 181 a.C. da un triumvirato romano con l’obiettivo di fondare una colonia a nord-est della penisola a difesa delle incursioni barbariche. Ben presto grazie alla sua posizione strategica divenne un centro commerciale fiorente, nonché un crocevia di popoli e culture, capitale della X Regio prima e poi sede episcopale. E’ stata la porta sul Mediterraneo per l’Europa centro-orientale.
Per questo il progetto ha ricevuto il caloroso sostegno del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini; del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni; della Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani ed è stato accolto con entusiasmo dal Ministro della Cultura della Tunisia, Latifa Lakhdhar, dal Direttore dell’Istituto Nazionale del Patrimonio, Nabil Kallala e dal Direttore del Museo del Bardo, Moncef Ben Moussa. La mostra è realizzata in collaborazione con Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Udine, Edison e con il sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello e Aiello.

INFORMAZIONI
Titolo mostra: Il Bardo ad Aquileia
Durata: 6 dicembre 2015 > 31 gennaio 2016
Sede: Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, Via Roma 1, 33051 - Aquileia (UD)
Orario: da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.30
Costo biglietto (ingresso al museo più mostra): intero: € 4,00; ridotto: € 2,00
Ulteriori info e dettagli su: www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it; www.fondazioneaquileia.it
UFFICI STAMPA Mostra: Federica Mariani, Margherita Belgiojoso, Barbara Notaro Dietrich
Fondazione Aquileia: Gianluca Baronchelli

Articolo di Ilaria Guidantoni

Commenti   

 
#1 Arte FunerariaGuest 2015-12-15 14:28
Queste iniziative sono molto importanti per portare (e, in certi casi, salvaguardare) alcuni importanti esempi di Arte Funeraria della cultura Mediterranea. Una trasferta culturale interessante da fare nel periodo natalizio per gli appassionati di arte antica.
 

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