“Au milieu de nulle part” – Vietnam, di Nguyen Hoang Diep. Francofilm, Festival del cinema francofono di Roma

Scritto da  Domenica, 20 Marzo 2016 

Atmosfera desolata e densissima di gente, rumori, affollata di violenza, quasi atti casuali di ordinaria follia. Il qualunquismo dei sentimenti in un dramma plumbeo, girato quasi sempre di notte, in interni da favelas e dall’atmosfera cupa e opprimente. Un affresco impietoso di un mondo che sopravvive a se stesso e soprattutto alla propria miseria interiore. Perfino l’amicizia è in qualche modo congelata dalla logica del quotidiano. Un po’ lento, un mondo davvero lontano. Ben girato, comprime i personaggi nell’ambiente che li sovrasta tra riti arcaici e una modernità tecnologica alla deriva.

Alla lettera “In mezzo al nulla”, il titolo rende bene quella miseria interiore e sociale nel quale è ambientato un dramma senza luce, dove fievole si accende un amore per altro malato e dove fa capolino l’idea che la vita sia comunque più forte di tutto anche se custodita solo quasi per caso. La storia narra di un’adolescente di 17 anni, Huyen, che si ritrova in cinta ed è in qualche modo abbandonata a se stessa. Il fidanzatino che sembra desiderarla più che amarla, affronta la gravidanza con leggerezza, un problema del quale sbarazzarsi per sposare la sua compagna di giochi e “tornare ad essere felici come prima” come se nulla fosse. La ragazza attraversa perplessità e pur dicendo che vuole abortire, rimanda e rimanda ancora finché diventa difficile, pericoloso, “disumano” che le dice un medico che pure pratica aborti in un laboratorio privato. Evitando di incontrare la madre, si affida ad un amico travestito del giro della prostituzione che cerca di fissarle degli incontri con uomini per racimolare i soldi dopo che il fidanzato scappa con tutti i soldi. Perché l’incontro non sia traumatico incontrerà un “feticista” che non la toccherà pagandola solo per accarezzare la pancia e sembra che in questo strano gioco malato dei sentimenti, si apra un fronte di speranza.

Il film è girato molto bene, e restituisce la tridimensionalità ossessiva, soffocante di luoghi e ambienti e, tra tante voci, troppe, eccesso di colori e rumori, tanto di tutto come in bazar di pessimo gusto, un’infinita solitudine e difficoltà a comunicare e a sentire. L’approccio erotico e al sesso come è più corretto definirlo è rivelatore di un desiderio senza intimità o del terrore e disagio verso una complicità profonda anche con se stessi. Film sull’enigmaticità dei sentimenti e del rapporto con se stessi. Quello che colpisce è che i personaggi sembrano stranieri anche a loro stessi infatti. Per quanto riguarda le ambientazioni c’è un’insistenza sul lato oscuro e confusionario di una quotidianità nevrotizzata e pure vuota dove riti magici, credenze stridono nell’accostamento con un post modernismo tecnologico e sociale.

In vietnamita sottotitolato in italiano e francese.

Au milieu de nulle part
di Nguyen Hoang Diep
con Nguyen Thun Anh, Hoang Ha, Thanh Duy, Tran Bao Son
anno 2014
durata 103 minuti
genere Dramma

Grazie a Grazie a Christine Desgrange Schmidt, Institut français - Centre Saint-Louis

Articolo di Ilaria Guidantoni

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