“Appena apro gli occhi” di Leyla Bouzid – Apollo 11 (Roma)

Scritto da  Domenica, 01 Maggio 2016 

In prima visione e in esclusiva per la città di Roma il film vincitore del PREMIO DEL PUBBLICO e del LABEL EUROPA CINEMA alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2015

 

Bella prova quella del primo lungo metraggio di una figlia d’arte che dimostra personalità e maturità nel modo di girare. In primo piano l’adolescenza con tutto l’entusiasmo ingenuo e l’energia della ribellione verso la famiglia, il potere e la voglia d’amore confusa spesso con altre pulsioni e destinato spesso alla delusione. E’ così, appena si apre gli occhi alla vita ma anche sulla vita: una metafora della presa d coscienza e dell’assunzione dell’impegno a ritmo di musica. Il rap è per la Tunisia alla vigilia della rivolta del 2011 quello che sono stati il rock e il jazz in Europa tra la fine degli anni Sessanta e Settanta. Convincente anche l’analisi dello scontro e riconciliazione tra madre e figlia.

DA GIOVEDI' 28 APRILE
NELLE SALE ITALIANE
APPENA APRO GLI OCCHI -
CANTO PER LA LIBERTA'
(A peine j'ouvre les yeux)
DI LEYLA BOUZID

Nelle sale italiane da giovedì 28 aprile, distribuito da Cineclub Internazionale, "Appena apro gli occhi - Canto per la libertà” ("A peine j'ouvre les yeux"), di Leyla Bouzid, Francia-Tunisia, primo lungometraggio della giovane regista tunisina, formatasi a Parigi e figlia del grande regista Nouri Bouzid. Girato in arabo tunisino, sottotitolato in francese – e nelle sale italiane in italiano -
è un film ma senza lieto fine. Nulla di scontato e senza buonismi. E’, al contrario, un’analisi lucida che non fa sconti a nessuno. Interpretato in modo convincente è un film che gioca su più piani. Sullo sfondo una Tunisi riconoscibile a tratti ma filmata dall’interno, con una mano che conosce bene la telecamera e si muove con sequenze e inquadrature che alternano momenti di lirismo e la dinamicità della situazione sempre in bilico, come un brivido che percorre la musica e il ritmo degli anni verdi.
Il film vincitore il Premio del pubblico alle Giornate degli autori/Venice Days ed il Premio Label Europa Cinema alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2015 – che ha ottenuto numerosi riconoscimenti in festival internazionali, come il Tanit di bronzo ed il Premio Fipresci per il miglior film alle Giornate cinematografiche di Cartagine/Tunisi 2015, il Bayard d'Or nella categoria opere prime al Festival del cinema francofono di Namur 2015, il Premio "Muhr", best fiction film award, al Festival Internazionale di Dubai 2015 e tre premi al Festival del cinema mediterraneo di Bruxelles 2015 – racconta l’affacciarsi alla vita, nell'estate 2010, della diciottenne Farah, appena diplomatasi con il massimo dei voti e che la famiglia vorrebbe iscriverla alla facoltà di Medicina. Lei non la pensa allo stesso modo, innamorata della musica di una band che suona rock politico e il rap che sarebbe diventato protagonista dei giorni della contestazione. Uno dei brani inizia proprio con “apro gli occhi” che dà il titolo al film. Sulla scia di un amore che sboccia, con l’entusiasmo cieco e il sogno dell’età acerba per il leader del gruppo, inizia un percorso di impegno civile e di ribellione. All’inizio sostenuta dalla madre, bella figura, che cercherà poi di proteggerla inutilmente, che si rispecchia nella sua voglia di libertà giovanile – probabilmente frustrata negli anni – si getta in quest’avventura correndo il rischio perché anche questo è un percorso sulla via del piacere e della maturazione: vivere la notte, sperimentare, l’alcol, il fumo, in un Paese dove tutto questo non è per nulla scontato. Purtroppo dopo più di uno scontro con la madre e una mediazione del padre del quale sente molto la mancanza perché vive lontano a Gafsa, un po’ emarginato lavorativamente perché non iscritto al Partito – quello del governo al quale per altro il film non fa mai cenno esplicito – e che la madre riporta poi alla “ragione” per ottenere il trasferimento, si scontrerà con la repressione. L’episodio dell’arresto e della paura, la riavvicinerà alla madre che alla fine come una metafora racconta il ventre materno come l’unico porto sicuro sempre pronto ad accogliere e riaccogliere un figlio. Per Farah ci sarà un secondo spartiacque quello della realtà e della necessità di mediare l’ideale con il possibile. Lungo tutto il film la musica segna il ritmo, diventando protagonista di un’età dell’uomo e dell’età della rivolta di un popolo per quel potere magico e immediato che ha di coinvolgimento, di trascinamento e condivisione, diventando un inno alla libertà e all’arte come elemento dirompente di ogni rivoluzione.

"Appena apro gli occhi"
Regia Leyla Bouzid
Genere: Drammatico
Nazionalità: Francia, Tunisia, Belgio, Emirati Arabi Uniti
Durata: 102 minuti
Anno di produzione: 2015
Sceneggiatura: Leyla Bouzid, Marie Sophie Chambon
Fotografia: Sébastien Goepfert
Musiche: Khyam Allami
Testi delle canzoni: Ghassem Amami - Interpreti e Personaggi: Baya Medhaffer (Farah), Ghalia Benali (Hayet), Montassar Ayari (Borhène).

Articolo di Ilaria Guidantoni\

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