Ali Hassoun, “al-shaab yurid” ovvero il POPolo vuole

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 12 Maggio 2013 

Un artista libanese naturalizzato italiano apre il dialogo tra Oriente e Occidente, nel segno della giovinezza e della libertà, per rispondere alle domande delle rivolte arabe. La Vespa, simbolo della creatività produttiva italiana, evocatrice di libertà e di mettersi in cammino, sposa idealmente la rivoluzione e l’aspirazione alla dignità e alla giustizia. Oggi il Museo Piaggio, sede della mostra, diventa il simbolo della reattività alla crisi dove, in un territorio minato nella sua economia, l’impresa scommette sulla cultura nella convinzione di poter cambiare mentalità. E qualcosa si è mosso. La mostra nasce insieme al workshop “Nobody said it was easy”, che mostra la possibilità di aprire l’azienda alla formazione.

 

 

 

 

 

 

Per la prima volta un artista straniero entra nel Museo Piaggio, a Pontedera, cittadina in provincia di Pisa, sede di una permanente che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della creatività produttiva italiana e che da anni dispone anche di una parte riservata ad esposizioni temporanee. Con Ali Hassoun, l’artista libanese, un percorso di studi in Toscana, che vive e lavora da anni a Milano, si inaugura una stagione internazionale legata all’attualità.
L’elemento che salda simbolicamente la mostra “al-shaab yurid”, il POPolo vuole, dedicata alle rivolte del mondo arabo, con la sede aziendale, è la nuova Vespa LX 50 che il pittore ha dipinto in uno stile Pop e simbolico per donarla poi alla permanente che lo ospita. La Vespa è un simbolo di anni di libertà, crescita, un mondo giovane e aperto alla vita e alla possibilità di spostarsi assecondando il ritmo della passeggiata, godendosi il percorso e lasciando la possibilità di conversare. Una velocità temperata con l’emozione.
E’ questo il cammino tracciato e sperato dai tanti giovani che si sono ribellati, dalla Tunisia, all’Egitto alla Siria e che sembrano veder sfumare ancora una volta i loro sogni. Come in uno specchio realtà urbane, come quella di Pontedera, cresciute sulla scorta di un impianto produttivo importante, si sono trovate arrese di fronte alla crisi ma questa iniziativa rappresenta un tentativo di risposta. I giovani italiani ed europei, come molti di quelli dei paesi arabi, chiedono lavoro e soprattutto dignità per essere liberi di coltivare i propri sogni. L’arte può dare loro una risposta in tal senso.
All’anteprima per la stampa e le istituzioni, venerdì 10 maggio, è intervenuto il Sindaco di Pontedera Simone Millozzi che ha salutato con piacere un nuovo ingresso nella propria città che ospita, tra l’altro, il muro di Enrico Baj e molte sculture e opere di artisti che ormai sono diventate parti del tessuto urbano. L’importanza di questa iniziativa, ha evidenziato il primo cittadino, è di dimostrare che la città non sta ferma a guardare e non si è arresa alla crisi che ha colpito in qualche modo un pezzo della sua storia, ma ha stretto ancor più il dialogo con una realtà produttiva che continua ad essere una presenza centrale.
Il Presidente della Fondazione Piaggio, Riccardo Costagliola ha sottolineato l’importanza per un’azienda con una forte vocazione internazionale di aprirsi ad artisti stranieri, anche se italiani di adozione. In particolare la mostra – ha sottolineato – ha rappresentato l’occasione di un laboratorio di libertà e confronto con il Liceo classico e scientifico locale, confermando l’attenzione della Piaggio all’aspetto di informazione e divulgazione scientifica, grazie anche al supporto di Anna Ferretti, quale Insegnante. L’idea della Piaggio è infatti non solo di tutelare il patrimonio storico ma di promuovere la cultura e la creatività, con la convinzione della comunanza tra gli uomini al di là delle declinazioni locali, propria di una multinazionale.
In questo senso la Vespa decorata da Ali Hassoun riveste un ruolo fortemente simbolico ed emozionale con tutti i simboli della forza e del coraggio (come il volto della tigre rafforzato dalla scritta Heros), insieme con la scritta thaurah, rivolta in arabo, e ancora il divieto di accesso che raffigura stilizzata una donna in abiti europei e la scritta “divieto di toccare”. L’artista si è ispirato a Giorgio Belardinelli che ha attraversato, l’Africa, l’Asia e l’Australia proprio a bordo di una Vespa, trovando giovane la morte per aver contratto la malaria, senza però che il suo sogno sia morto con lui.
Il tema del viaggio è centrale nella bella e ampia mostra, con un allestimento rigoroso ed essenziale – grazie anche ad un’illuminazione morbida e rispettosa delle tele – ispirato in parte dalle cartine geografiche di Alighiero Boetti e le sue scritte in arabo sufi. Si incrociano nei percorsi di Ali e si danno appuntamento o la mano persone vestite ciascuna a suo modo, rispettivamente in modo internazionale e nei costumi tradizionali arabi e africani; e ancora c’è la zattera con la Soura 42 del Corano dedicata a Noè e al viaggio appunto.
La rassegna è un ritorno al figurativo forte, dai colori accesi, con toni iper-realistici e un grande omaggio, talora in dissolvenza, alla pittura rinascimentale italiana che ha fatto da guida per la formazione ad Ali. Intervenendo ha evidenziato che l’Italia è diventata la sua patria di approdo perché, alla soglia dei 50 anni, ha vissuto nel nostro paese più che nel sud del Libano e ricorda lo ‘sbarco’ nella Penisola, quando ragazzo, pur venendo da una società aperta, aveva visto sacrificare la sua adolescenza per la guerra. “Una cosa mi colpì molto arrivando a Roma: vedere una ragazza in sella ad una vespa con i capelli al vento; per un ragazzo libanese era decisamente emozionante. Così ho colto al volo quest’occasione. Quando sono arrivata a Pontedera, la prima cosa che ho visto è stato delle donne senegalesi passeggiare nei loro costumi tradizionali colorati di fronte al muro di Enrico Baj. Mi è sembrato un segnale da non trascurare”. E’ sempre dalla contaminazione che nasce la vita e l’arte, che a sua volta, poco a poco, può cambiare la sensibilità dei cittadini. Vivere in mezzo a cose belle e ad opere che raccontano il dialogo tra la diversità ce la fa assimilare gradualmente.

 

 

Mostra: “al-shaab yurid”, “il POPolo vuole”
Artista: Ali Hassoun
Realizzazione: del Comune di Pontedera e della Fondazione Piaggio
con il Patrocinio della Provincia di Pisa e della Regione Toscana
a cura di Luca Beatrice
Sede: Museo Piaggio, Viale Rinaldo Piaggio, 7 – Pontedera
Periodo espositivo: 11 maggio – 22 giugno 2013-05-11 Orario: dal martedì al venerdì: 10.00-18.00; sabato: 10..-13.00/14.00-18.00; aperto la seconda domenica del mese
Ingresso: gratuito

 

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: www.alihassoun.it - www.museopiaggio.it

 

 

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