A lezione di scienza da Archimede

Scritto da  Daniele Pierotti Venerdì, 25 Ottobre 2013 

“I mercoledì di Archimede storie di scienza antica”
sette incontri affiancano dal 30 ottobre al 18 dicembre 2013 la mostra in corso ai Musei Capitolini


MUSEI CAPITOLINI, SALA PIETRO DA CORTONA | 30 OTTOBRE - 18 DICEMBRE 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il planetario meccanico, la vite idraulica, la vite senza fine, l’orologio ad acqua: sono solo alcuni degli ingegnosi dispositivi ideati da Archimede che vengono rievocati nelle sofisticate riproduzioni presenti nella mostra “Archimede. Arte e scienza dell’invenzione”, ai Musei Capitolini fino al 12 gennaio 2014. Un viaggio sorprendente tra reperti archeologici, codici manoscritti di pregio e opere d’arte che ricostruiscono il contesto storico e culturale in cui Archimede visse.


Per approfondire i temi della mostra, oltre ad un’intensa attività didattica con laboratori per bambini e ragazzi, sono previsti sette incontri ai Musei Capitolini “I mercoledì di Archimede storie di scienza antica”, promossi da Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica – Sovrintendenza Capitolina a i Beni Culturali. Dal 30 ottobre al 18 dicembre 2013 i convegni vedranno la partecipazione di studiosi molto noti nell’ambiente scientifico, ma anche capaci di parlare un linguaggio semplice ed immediato per offrire altre sorprese intorno alla vita e all’attività di Archimede. Insieme agli esperti si spazierà tra gli affascinanti argomenti che concernono il rapporto tra la scienza e le varie epoche storiche, a partire dalle eccezionali scoperte di Archimede fino ad arrivare alle soglie del terzo millennio.


CALENDARIO DEGLI INCONTRI


30 ottobre 2013 ore 18,30
Vittorio Marchis: La vite di Archimede
La coclea, o pompa a vite, al di là delle leggende è certamente una delle macchine del grande scienziato siracusano che più ha avuto successo, non solo nell'antichità. Attribuita come invenzione ad Archimede già da Diodoro Siculo, ha incontrato nella storia numerosi "matematici" che ne hanno studiato il comportamento e hanno cercato di trovarne la struttura ottimale. Lo stesso Galileo Galilei, analizzandola a fondo, la definì "(macchina) la quale non solo è maravigliosa, ma è miracolosa". Inseguendo così nel corso dei secoli le vicende della vite di Archimede, si ripercorre l'intera storia della tecnica, senza dimenticarne le origini e dimostrando in tal modo la grande attualità dello scienziato che la ideò.

 

06 novembre 2013 ore 18,00
Enrico Giusti: Archimede tra mito e scienza
Un Archimede più riposto e rigoroso quello che ci è descritto dalle sue opere, o quanto meno da quelle che ci sono pervenute. Conosciute solo in parte nel mondo arabo, praticamente scomparse durante il medioevo latino, esse sono ritornate prepotentemente di attualità durante il Cinquecento, anche grazie alla diffusione dovuta all’invenzione della stampa. Questo Archimede, in un certo senso contemporaneo di Galileo e di Newton, ha contribuito sostanzialmente alla nascita della scienza moderna.

 

13 novembre 2013 ore 18.00
Michele Camerota Galileo discepolo di Archimede: i fondamenti archimedei della scienza galileana
Galileo considerò sempre l’opera di Archimede come un punto di riferimento costante della propria elaborazione scientifica. Benché la discussione dei temi archimedei fu più diretta ed esplicita nei lavori giovanili, le opere del Siracusano costituirono una fonte di suggestioni teoriche e un esempio da imitare lungo tutto il corso della carriera scientifica galileiana.
Da Archimede Galileo apprese l’importanza del rigore dimostrativo e gli scritti archimedei – in particolare quelli sui galleggianti e sull’equilibrio dei piani – contribuirono potentemente a ispirare la costruzione di un nuovo approccio matematico alla spiegazione dei fenomeni fisici.
La conferenza mira ad illustrare il nesso profondo che collega il contributo scientifico galileiano a quello di Archimede, evidenziando in particolare l’assunzione della prospettiva archimedea come un modello per la costruzione di una fisica alternativa al dominante paradigma aristotelico.

 

27 novembre 2013 ore 18,30
Domenico Laurenza: Leonardo e Archimede
Leonardo venne considerato dai suoi contemporanei un nuovo Archimede. Al di là dello studio da parte del maestro di Vinci delle opere di meccanica, statica e geometria del grande inventore e scienziato di epoca classica, nell’opera di Leonardo, dagli studi di geologia a quelli per la macchina volante, rinasce in forma nuova quella connessione tra teoria e pratica che fu di Archimede e della sua epoca. Come i grandi artisti del Rinascimento, da Michelangelo a Raffaello, studiano i modelli classici in un gioco di imitazione, emulazione e superamento, così Leonardo si pone di fronte al grande inventore classico. La presentazione di questi vari aspetti includerà gli anni misteriosi trascorsi da Leonardo a Roma verso la fine della sua vita.

 

04 dicembre 2013 ore 18,00
Giovanni Di Pasquale: I classici e la scienza
La tenace tesi storiografica in base alla quale Greci e Romani non avrebbero sviluppato forme di sapere scientifico e tecnico adeguate al livello di civiltà raggiunto ha attraversato tutto il Novecento, riscuotendo notevoli consensi. Tuttavia, negli ultimi anni le indagini condotte sia sui testi letterari che sulle informazioni, in continuo aggiornamento, derivanti dall’analisi di ritrovamenti archeologici in continua crescita hanno consentito di correggere questa tesi. Epoca di notevole fioritura artistica e letteraria, l’Antichità classica ha visto anche fenomeni di notevole attenzione verso l’innovazione tecnologica, la teoria e la pratica della scienza.

 

11 dicembre 2013 ore 18,00
Lucio Russo: Archimede e la rivoluzione scientifica
Si delineeranno alcune caratteristiche essenziali del pensiero scientifico ellenistico e in particolare di Archimede, mostrando perché possa essere ancora utile la lettura delle sue opere, oggi lette da pochissimi specialisti e trascurate non solo dal grande pubblico, ma anche da scienziati e classicisti.

 

mercoledì 18 dicembre ore 18.00
Cesare Silvi: Gli specchi e il sole: da Archimede agli attuali grandi impianti solari termici a concentrazione
La presentazione vuole invitare alla riflessione su quanto tempo e quanta intelligenza umana siano stati necessari, dal momento che ha cominciato a diffondersi la leggenda degli specchi ustori di Archimede, prima di arrivare, all’inizio di questo terzo millennio, a costruire nell’assolato deserto californiano del Mojave, la centrale solare di Ivanpah, la più grande al mondo per produrre vapore ed elettricità dall’energia irradiata dal Sole.

 

Fonte: Zètema Progetto Cultura

 

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